Che vedo?
Vedo streghe spaventose
cavalcar scope focose;
vedo mummie sorridenti
e fantasmi fluorescenti;
vedo anime dannate
e anche zucche colorate;
vedo pipistrelli a frotte
svolazzare in questa notte.
Perché vedo tutto questo
dimmi un po’, te lo sei chiesto?
Perché ora, adesso, infin
è la notte di Halloween!
Archivio mensile:ottobre 2011
Segnali di fumo: parliamo di famiglia.
Questo è un post diverso dal solito; ho ricevuto una mail appassionata a cui tengo e che (con l’autorizzazione dell’autrice) voglio condividere. Si parla di un assetti famigliari che ad oggi sono più diffusi rispetto a qualche anno fa, dove si possono leggere diversi modi e approcci. Mi piacerebbe ricevere input, un pò per una discussione costruttiva, un pò per dare qualche spunto alla diretta interessata.
Ciao Lucia, eccoti la storia senza tagli e senza editing, ché ‘sto coso mi fa perdere le lettere e la pazienza.
Comincio dalla fine Continua a leggere
Ti regalo una perla
I libri sono utili, fosse anche solo per fermare le porte. (cit)
Capire
Mamma io da grande voglio fare la parrucchiera o la dipingitrice, così posso colorare i capelli a te e farmi tutti i capelli ricci
Io e il socio sorridiamo, per gli sfondoni e per i progetti.
Parto da lì e collego mille pensieri, su quello che voglio io, sulle speranze del mio uomo, sul futuro della figlia. Mi chiedo se sarò mai capace di farmi da parte quando lei sceglierà qualcosa che non mi convince, che la teoria è bella ma passare alla pratica è sempre un percorso di guerra. Si possono proteggere per sempre? Eliminare tutte le occasioni di pericolo, spuntare le forbici, ovattare gli angoli, limitare i motori…
Credo che la base di tutto sia l’amore, e solo con l’amore si può accettare anche la sofferenza. E la paura.
Oggi è un giorno strano, dove un evento pubblico mi spinge a fare i conti con me stessa. Sti conti non tornano: spero che il tempo mi dia una mano.
Ciao Sic.
Buio in sala! Biglietto n.25
Rubrica di cinema il mercoledì: mi accodo alle Nate e vi parlo dell’ultimo film visto.
La casa di sabbia e nebbia
Katy è una tossicodipendente, abbandonata dal marito, che si rifugia nel bungalow sulla spiaggia lasciatole in eredità dal padre. Quell’unica cosa rimastale, le viene però requisita dalla contea per un disguido e messa all’asta. La casa viene acquistata dall’ex colonnello dell’aeronautica iraniana Behrani, che investe così i suoi ultimi averi e vi si trasferisce con la famiglia in attesa di specularvi. Ha inizio tra i due uno scontro legale e personale a viso aperto.
Un film di Vadim Perelman. Con Jennifer Connelly, Ben Kingsley, Ron Eldard, Shohreh Aghdashloo. Titolo originale House of Sand and Fog. Drammatico, durata 126 min. – USA 2003. (MyMovies)
Questa volta MyMovies nella descrizione della trama risulta un pò superficiale, e non dà bene il senso del film Continua a leggere
La Crusca ce la mangiamo, noi
Vorrei spezzare una lancia a favore di in po’ con l’apostrofo: si tratta di apocope, e wiki (che è il testo di riferimento per gli ignoranti come me, soprattutto perchè la crusca ha sparato seicentotrentasei pagine sul motore di ricerca) a tal riguardo è chiaro
In italiano l’apostrofo è obbligatorio in:
- po’ per poco
- e a mo’ di per modo
si tratta degli unici due casi in cui vi è concordanza assoluta tra i grammatici di obbligatorietà dell’apostrofo per l’apocope, tuttavia non vi sarebbero reali necessità linguistiche in quanto non esistono nella lingua italiana altre parole omografe in grado di generare eventualmente confusione: le parole po e mo infatti non esistono se non come sigle o abbreviazioni, e l’unica occorrenza omografa di senso compiuto di Po indica chiaramente il suo statuto di nome proprio dalla maiuscola. (fonte)
Per l’amor diddio non usate l’accento, Continua a leggere
Singing in the car
Cielo grigio su, cielo grigio giù: noi siamo felici, ma ci sono cose intorno che mi rattristano e mi fanno pensare a quanto poco posso fare concretamente contro quello che è già stabilito.
Pensa alla salute, signò.
Intanto provo a invertire la tendenza con la rubrica del lunedì: oggi canto una canzone che mi mette sempre di buon umore, grande interprete Dionne Warwick e ancora più grande autore Burt Bacharach. Le parole le invento coma da piccola, alla fine del pezzo provo a sorridere e mi sento più leggera. Buon inizio!
