Sento le cicale

Martedì martedì mio, che vieni dopo il lunedì di inizio settimana, che dovresti essere un giorno neutro: portami la musica!

Che si fa col caldo? Si inforna la pizza, no!

Quelli normali si siedono in giardino di sera e ascoltano il frinire delle cicale

E le cicale

cicale cicale cicale

e la formica

invece non cicale mica

Insomma sta formica che mica cica, lei lavora cosa vi credevate voi. Continua a leggere

E non m’annoio

Il titolo è del tutto evocativo e paradigmatico (?) di questo periodo pieno di cose (soprattutto belle).

Non è che posso stare qua a fare la lista dei miei movimenti di vita 1.0 e 2.0  e 6.4: fidatevi.

La musica che ascolto da qualche giorno è questa:

Di seguito qualche preziosissima citazione dai testi (essì Lorenzo era un vate già ai suoi esordi):

io non ti prometto storie di passioni da copione

di cinema, romanzi e che ne so di una canzone

io ti offro verità corpo anima e cervello

amore solamente amore solo solo quello

(Serenata Rap)  — che poeta, che poeta: mi torna in mente il diario delle medie, di solito da me c’erano scritti gli orari degli allenamenti, ma le mie amiche se la tiravano coi morosi.

La gente della notte fa lavori strani,

certi nascono oggi e finiscono domani,

baristi, spacciatori, puttane e giornalai,

poliziotti, travestiti gente in cerca di guai,

padroni di locali, spogliarelliste, camionisti,

metronotte, ladri e giornalisti,

fornai e pasticceri, fotomodelle,

(La gente della notte)  — e i dottori? i dottori Lorè: che se non ci fossero stati loro quella volta che l’amica mia si è sfracellata cadendo dal cubo…

Tempo, tempo comunque vadano le cose lui passa e se ne frega se qualcuno è in ritardo puoi chiamarlo bastardo ma tanto è già andato e fino adesso niente lo ha mai fermato e tutt’al più forse lo hai misurato con i tuoi orologi di ogni marca e modello ma tanto il tempo resta sempre lui quello l’unica cosa che ci è data di fare è avere il tempo da poter organizzare

(Non m’annoio)  — Dici che serve un planning?

Lo so che sono trash, ma la nuova frontiera della conquista è rivalutare le scemenze del passato: e io fortemente ne feci.

Alzate il volume e buona settimana!

Sempre musica, con la poesia

che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta
un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì

Vinicio Capossela è stato per un buon periodo il poeta che accompagnava la mia storia d’amore, in un altro tempo, in mezzo ad un mar diverso. E’ significativo che su Spotify non trovi l’album L’indispensabile, che è quello che conosco meglio, leggo ancora significati che voglio farmi andare bene, perchè le storie finiscono e io cambio, migliore o peggiore non lo so, ma così felice di essere diversa.

Oggi ascolto questo, perchè la poesia non è solo sui fogli di carta, anzi diventa esperienza quando è accompagnata dalla musica. Guardo verso giorni bellissimi, lasciando sulla via briciole di vita.

Hai presente quando girano? Pantamusic cubista

Qui dalle mie parti c’è una frase che, pur non essendo proprio elegante, rende bene il senso del suo significato: mi tira il culo.

Un pò ironico, molto evocativo, decisamente cubista (macchenesò).

Se ti svegli storto, con quella bocca arricciata come se scendendo dal letto avessi pestato una merda, allora ti tira il culo. Ti succede di incontrare una vecchia compagna di scuola che ti racconta di aver sposato il commercialista rampante e di essere  in procinto di partire per gli States? Puoi dire che ti tira il culo. Ti tira il culo quando sbatti il mignolino nello spigolo della porta, ma anche di più (e soprattutto, vista la locuzione molto metaforica) quando arrivi all’ufficio postale il minuto dopo in cui chiudono le porte.

Il significato però più calzante per me è il seguente: sentire un certo qual dissenso verso una situazione in cui siete coinvolte vostro malgrado e dentro la quale avete poco o nullo spazio di manovra.

Ad esempio. Sono un pò di giorni che mi tira il culo perchè non ho una lira; e sti cappero di soldi devono arrivare dall’INPS. AAAAAAAAAAAhhhh e ridaje! E gli ridò, si! Perchè quando faccio le mie cazzate posso darmi le martellate sulle caviglie perchè me le merito, ma quando non è colpa mia mi tira il culo.

Se c’è un lato positivo del tiraggio è che mi carico di un sacco di adrenalina e vorrei spaccare il mondo, divento uno schiacciasassi e non guardo in faccia nessuno: e infatti solitamente sono una iena. Anche cinica. Ma soprattutto stronza: non ne passa una, soprattutto le minchiate che leggo sui social. Che sono silenti, da parte mia: lurko, fanculizzo e tir’innanz.

Il culo tirato passa dopo qualche giorno, chi mi conosce lo sa: chi non mi conosce mi evita!

La musica di oggi è questa: e non provate a dire che non vi piace, cazzo!

io non lascio traccia
come pioggia sulla neve
quando cado mi confondo
con quello che gia’ c’e’

Pantamusic di endorfine

Ok, sono decisamente in versione estiva: scrivo pochi pezzi qui in mezzo al mar, leggo tantissimo (e guardate quanto sono brave le mie colleghe su Zebuk), prendo un sacco di sole, bevo birra, sono innamorata.

Non potremmo vivere sei mesi di summer time? Il post è inutile, ho tutto in testa, vi lascio un pò di musica.

Attenzione, questa canzone si fissa nel cervello e  non esce più: cantate che fa bene!!! Pump up!

Tonight
We are young
So let’s set the world on fire
We can burn brighter
than the sun

Pantamusic al mare

C’è poco da aggiungere ad un fine settima meteorologicamente perfetto: mare mare mare, sole, eritema, pasta col pesce, bagni, mare mare, sole, acqua fredda.

Ho visto una bambina che ha scoperto la sabbia per la prima volta: i piedini cicciotti di duenne con le dita rattrappite dalla novità. I giovanissimi genitori sorridenti e un pò sorpresi.

Sono fortunata ad abitare qui, non potrei vivere in nessun luogo lontano dal mare.

Duri gente, duri: arriveranno anche le ferie!