La saggezza del Finish

calice

Immagine presa da qui

Quattro.

Mancavano solo quattro bocconi di hamburgher e qualche mollica di pomodoro gratinato. Ero quasi in catalessi post prandiale, indecisa se buttare la testa di lato e cadere per terra con tutto il corpo fingendo uno svenimento per farmi portare a letto, oppure assumere la posizione del centometrista alla partenza per arrivare per prima al divano, lasciando al socio la lavastoviglie. Continua a leggere

Le mie tasche piene di sassi

Esiste una differenza sostanziale tra prima e dopo.

Prima non avevo nessun problema ad incastrare impegni ed esigenze mie e di me stessa, l’animo bellamente  e leggiadramente diviso tra lavoro, amici, libri e cazzate. Prima ci sono sempre stata solo io, non che fossi egoista o insensibilmente chiusa in me stessa, ma di certo la risultante della mia vita era che solo io fossi al centro dei miei pensieri.

Prima erano serate, viaggi, scarpe. Prima qualche scivolone di stile era accettabile, prima avevo raggiungo un livello di resistenza all’alcol degno dei peggiori bar di Caracas.

Prima capitava di tradire, di gestire un numero di uomini superiore ad uno, di incazzarmi se nella lista di inviti delle amiche io non fossi segnata all’inizio.

Prima ci stava che mi annoiassi, ogni tanto. E che trovassi inutile una corsa a piedi scalzi sulla sabbia in inverno.

Qualche volta, prima, ho anche sprecato i soldi. Di certo lasciavo il rubinetto aperto anche se non era necessario, compravo jeans nonostante tutto e me ne fregavo di parcheggiare in doppia fila.

Non avevo minimamente idea del livello raggiunto dalla scuola, non sapevo chi è Merida, ignoravo i supereroi e gli staccattacca.

Prima non avevo capito che se ti si spegne la scintilla dentro, sei morta. Per farla rimanere accesa, comunque, non basta sorridere ma bisogna molto impegnarsi e faticare perchè mantenere lo stupore per la vita è molto difficile.

Prima ero più giovane.

Prima ero più scema anche se credevo di essere molto figa e intelligente.

Sette anni fa era prima.

Io da sette anni sono una persona migliore e il dopo che c’è adesso non lo cambierei con niente al mondo. E conto tanto sul fatto che questa mamma un pò sopra le righe possa aiutarti a capire bene cosa sono un prima e un dopo.

Buon compleanno amore mio.

La festa di compleanno dei figli #epicfail

A metà settembre dello scorso anno mi sono fissata un buon proposito per il futuro: eliminare la festa di compleanno della Gioppina.

Le abitudini locali sono degne della casa reale inglese: qui si invitano tutti i compagni di scuola, poi si aggiunge qualche amico del parchetto, più alcuni amici della materna senza dimenticare i figli degli amici di mamma e papà.

Senza dubbio alla festa parteciperanno anche gli adulti, facendo due chiacchiere e gironzolando per la saletta con aria annoiata si abbufferanno di patatine e panini al prosciutto cotto. In attesa della torta i bambini suderanno come lottatori di sumo e i genitori occuperanno tutte le sedie a disposizione (mai abbastanza).

Aiut. Continua a leggere

As time goes by

Nel pomeriggio festa di fine asilo. Non sarà l’ultimo giorno di materna, ma ci siamo capiti.

Finisce     la     materna.

Caspita, ma dove sono gli ultimi cinque anni? Dov’è finito quel batuffolo profumato di latte che non voleva stare nell’ovetto? La puzzola cagona?

Sono esaltata e carica al pensiero della nuova avventura scolastica, non ho paura della reazione di mia figlia: la conosco.

Solo che oggi pomeriggio mi si staccherà un pezzettino di cuore: perchè lei sarà tra i più grandi, perchè diremo ciao a due maestre che l’hanno fatta crescere, perchè una festa di fine anno con i giochi e i canti forse non si vedrà più. Mi viene un pò in mente che questi meravigliosi cinquenni dovranno accontentarsi e giocare meno: ho i brividi, giocare è bellissimo. Ma non corriamo troppo.

Dopo la festa si farà un pic nic e ognuno porta qualcosa: ho preparato le pizzette, una crostata e tre pacchetti di fazzoletti.

Sono indecisa se portare anche la reflex: nel caso mi distraessi troppo e non riuscissi a fotografare bene, potrei sempre usarla come scudo contro le fuoriuscite accidentali di lacrime.

A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello di troppa velocità, non s’accorgendo quello essere di bastevole transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente [Leonardo Da Vinci]