arancia

Ode vuota al nulla operativo (di come, un giorno, il sopra divenne sotto)

Grande riscontro di pubblico alla nuova rappresentazione cosmica: si dimostra a vossignori l’inutilità dell’etica e del buon senso, esaltazione massima di cattiva fede.

Avanti subdoli, a convincerci che di nulla siam capaci, a niente arriveremo, con la miseria moriremo. Noi bisognosi di ragioni profonde per muovere l’intelletto abbiam gran necessità di (de)motivazioni auliche, abbiamo urgenza del vostro sapere.

Gloria ai filibustieri esperti, chi convince l’altro a fidarsi e si apre percorsi anali e commerciali. Di quanto elevato sapere è composto il vostro impegno alla ricerca di vie di fuga buie, orefizi umidi di goduria a senso unico.

Amici aperti, conoscitori di parole e sorrisi, venditori di fumo per fumatori incalliti. Noi siam qui ipnotizzati e inerti ad ascoltar la vostra novella, felici di un desiderio mai conosciuto prima e oramai irrinunciabile.

Sono terminati i giorni dell’innovazione, seppelliti sotto tende di ragnatele e di difficoltà economiche. Non più la scoperta, non più la scienza, prosciugate le fonti della rivoluzione: oggi solo fumo, inutili orpelli avvolti al niente sostanziale.

La modalità di lavoro non cambia, solo il comportamento è diverso: e tra onore e fango ci sono tante discordanze, per ognuna un cadavere orribilmente mutilato.

Zombie in cravatta e tacco a spillo, conversazioni farcite di lemmi incomprensibili, la generata strategia di cervellotiche menti per paura di ritrovarsi nudi davanti allo specchio. I semplici sono rimasti al palo, vincono i purosangue figli di Varenne.

Morte ai genuini, al rogo la tradizione. Non vogliamo più essenza, aborriamo il fondamento concreto.

Avanti miei prodi, senza guardarsi indietro e senza spiegazioni: chi è imbattibile va avanti, i deboli son fuori.

#mammacheblog Creativo: Occupy Uncinetto!

Ora mi prende una botta di stima (ve li ricordate Cima e Afflitto? Oggi si sente prepotente l’influsso del primo, potrebbe non durare molto quindi me la godo).

Se mi guardo con la visuale di Bartimeus -che essendo un jinn del quarto livello può vedere su tutti i livelli magici e quindi si accorge di tutte le varie forme che assume ogni essenza- mi accorgo che mi presento al mondo con molteplici vestiti e figure; la qual cosa è davvero interessante, fino a che non corri il rischio di fare troppe cose e di farle male (buono Afflitto, mettiti a cuccia).

La mia vita si districa tra la mammità, la rappresentatività, la moglità, la sportività. Poi mi piace leggere, mi piace cucinare, mi piace stirare (seeeeeeee). Esiste anche il risvolto web; socievolezza, voglia di frequentare la nicchia, piacere di scrivere (molto piacere), affinità elettive, ferrieuncinetto (seeeeeee).

Una degli abiti che non mi sarei proprio aspettata di indossare è cucito facendo un patchwork di vita 1.0 e 2.1: e chi se lo aspettava di parlare di fatturazione e obblighi fiscali ad un evento di blogger creative? Cima esalta la faccenda, ma Afflitto è sempre lì che si caga sotto.

Ora, io di mio sono contentissima anche se tenere a bada un pollaio di tal livello sarà un’avventura degna degli Avengers, in più c’è da dire che il programma della giornata è davvero interessantissimo; se avete voglia di partecipare è tutto gratis, registratevi e venite a sentire il Mom Class che terrò insieme a Silvia Tropea di GenitoriCrescono al Mammacheblog Creativo: ne sentirete delle belle!

I motivi per cui Mika è nei nostri sogni di adolescenti

*Questo è un post per uomini e donne. Non crederete maschietti di poter  liquidare il grande successo di questo immenso artista come un fenomeno passeggero, che tra qualche giorno passerà veloce come è arrivato? Non state mika pensando (ahahah) che siam tutte oche giulive e lasciamo bava per terra come lumache dopo la pioggia, solo perchè questo fighissimo personaggio ci ha ipnotizzate e quindi il problema si risolverà ad uno schiocco di dita?

No cari miei, state sbagliando di grosso e ora vi elenco i motivi.  Mika riempie le nostre bacheche di facebook e le nostre timeline di twitter:

  • perchè è simpatico, un pò snob, fresco, sorridente, pettinato, elegante, alto (gulp), con delle scarpe da urlo.
  • perchè ci affascina con l’uso magistrale di congiutivo e consecutio temporum. Conosce l’italiano meglio della nostra insegnante delle medie (e di gran parte delle persone che conosciamo) e non ha paura di sganciare anche qualche sfondone.
  • perchè è cittadino del mondo essendo nato a Beirut e avendo abitato a Parigi, Londra, Roma, New York . Si sa che sono le città che per definizione ti rendono una persona figa, mica Guanzate o Frescina o Sturgis.
  • perchè dice “hai fatto una scelta di merda” con la stessa naturalezza di quando Papa Francesco fa la benedizione Urbi et Orbi.
  • perchè è dichiaratamente gay e nessuna di noi stupida ragazza potrà mai pensare di avvicinarsi a lui e toccarlo, se non forse con una spazzola e un phon (forse).

 

Per tutti questi motivi noi (femminile plurale) amiamo Michael Holbrook Penniman Jr. detto Mika. Eimen.

 

PS: non vorrei che questo fosse scambiato per un post gigione visto che si incunea furbamente all’interno della categoria “5 motivi per…” e brillantemente cavalca l’onda della social tv. Io non sono cattiva, mi disegnano così.

PPS: per scrivere questo post non sono state versate sostanze chimiche definibili come ormoni. Quasi.

Caro Mentana che guaio

Riporto alcuni brani di un post di Mario Adinolfi sulla questione anarchia del web e democrazia di twitter, linkato da Michela dove continua la discussione:

AIUTARE MENTANA-SAVIANO-BOLDRINI A NON SENTIRSI STOCAZZO. PER LA LIBERTA’ DEL WEB di Mario Adinolfi

Laura Boldrini si offende per uno scherzo e manda nei guai un giornalista con tanto di denuncia e perquisizione, Roberto Saviano scrive: “Via i bulli dal nostro twitter”, dove la tristezza è tutto in quel “nostro”. Chicco Mentana scappa dai social network stufo di insulti e troll invocando “regole” senza capire che ogni regola ad hoc per il web sarebbe un cappio: basta la legge e non essere permalosi.[...]

Quel tipo di relazioni lì le conosco bene: sono melliflue, felpate, è vietato usarsi scortesie almeno in faccia, alle spalle poi ci si dice di tutto. L’ultracinquantenne Mentana è abituato alle conseguenze che quelle relazioni tradizionali consegnano a chi ha successo: l’omaggio del cosiddetto “uomo della strada”. Ai volti noti accade molto raramente di essere insolentiti in pubblico. Si viene più abitualmente riconosciuti, salutati, adulati. Per strada l’uomo della strada si piega davanti al volto noto e il volto noto trae piacere dall’oggettivo squilibrio di condizione. Si sente fortunato, appagato, qualche volta orgoglioso di essere riuscito a venir fuori dalla massa informe degli uomini della strada.

Sul web la condizione è diversa. La persona di successo, il volto noto, si becca l’ondata di invidia che lo squilibrio di condizione inevitabilmente crea. E poiché ogni volto noto non è mai privo di elementi di contraddizione, questi vengono sezionati e analizzati con ferocia. Il mix di troll e anonimi che insultano chiunque abbia un minimo di notorietà è un dato di fatto ineliminalbile del web.

[...] Continua a leggere

In diretta da Salem

Fotografia, corso avanzato: la semiotica dell’immagine spiega bene come il soggetto a fuoco sia l’attore principale del messaggio, mentre lo sfondo e il contorno (spesso fuori fuoco) siano elementi secondari, aggiunte che creano il contesto e risultano meno importanti. Cartier-Bresson insegna.

Rifletto sul fatto che qualche volta questo assunto non è vero. Mi sento anche un pò fuori categoria, chi cappero sono io per permettermi questa affermazione? Di certo nella fotografia mi paragono alla cacchetta di mosca sulla vetrina di un negozio, ma nella mia vita conosco le mie cose.

Mi è capitato di dare importanza al contorno, sono stata trascinata dentro i margini, ogni tanto le felicità principali sono state annebbiate dalla sensazione fuori fuoco.

Questo modo complesso (e bipolare) di affrontare le cose a volte mi rende  difficile da affrontare, spiazza chi mi sta a fianco e risulta inspiegabile anche a me: è più una sensazione di fondo che un vero modus vivendi.

Presumo che sarebbe più costruttivo eliminare le seghe mentali, andare diritta alla meta e trovare un piacevole asse (quasi) diritto per appoggiare i soprammobili che arredano ogni mio giorno: non so se sia una questione di genere, ma apprezzo molto l’approccio maschile, che vede un no dove si scuote la testa e utilizza il momento della seduta sul water “solo” per leggere un giornale.

Certo è che all’interno della sfocatura sono concesse molte interpretazioni, elementi che aguzzano l’ingengno e affinano la sensibilità; un pò come quando si dice “me lo sentivo che sarebbe successo” e invece l’intuito non c’entra un bel niente: semplicemente si sono valutati tutti i fattori, quelli lampanti e quelli trasversali.

Perciò quando qualcuno ti dice che sei una strega, non è solamente perchè ragiona sul tuo cinismo o su un’acconciatura venuta male: io so che, in fondo, per poter ricevere tal generoso apprezzamento ho solo applicato l’enesima modalità “rompicazzo”.

 

Vi spiego come bloggare per avere successo

Ho pensato che questo blog non farà mai una lira (inteso come fama, sudore e successo quella roba di Saranno Famosi) perchè non c’è la linea editoriale.

Cioè io mi alzo al mattino e mi viene un pensiero in testa e allora vado a sproloquiare in mezzo al mar; invece in un blog serio bisogna postare regolarmente, bisogna trovare un target* oppure bisogna essere main stream*, ma mai entrare nella categoria ad minchiam.

E invece io sono minchiona, e anche un pò nicchiona (come dico sempre alla Franci). Continua a leggere

L’arte di lamentarsi

Gulp oggi sono in fase complesso di calimero, che prende quelli che si sentono sempre perseguitati dalla sfiga. In pò si, nevvero, ma mica tanto.

Anche se poi in realtà bisognerebbe sempre amare ciò che si ha, e non bramare ciò che si ama. O desiderare la donna d’altri. O l’erba del vicino.

Ho un mantra: quando ero benestante (che lemma astruso, mi riporta alla mente giovani signori borghesi dell’ Ottocento con tuba e bastone, ma non divaghiamo) dicevo, quando potevo permettermi Continua a leggere