Diverso da chi?

 

Mi piace pensare di avere una mente libera, di non essere chiusa su concetti come le somiglianze, il colore della pelle, la lingua, il modo di vestire, l’accento. Dico questo perchè conosco molte persone che si fanno fregare da un colore fuori moda, da un velo. Non che si cambi marciapiede, oppure si scelga la fila più lunga, pur di evitare; per fortuna non ho tanti esempi di ottusità. Però in molte persone che conosco vedo l’irrigidirsi del sorriso e il cambiamento delle rughe di espressione quando si accosta chi è diverso; solo che diverso non è per tutti uguale.

Mia nipote che ha quattro anni e mezzo mi racconta che alla sua amichetta “con la pelle marrone” ogni tanto la prendono in giro, perchè ha i capelli ricci; allora lei la prende per mano e se ne vanno a fare un disegno insieme. Mia figlia, coetanea,  mi dice che il compagno di asilo russo non è capace a dire tutte le parole, il che fa tanto ridere, per questo insieme alle altre streghe in erba gli stanno facendo un corso accelerato di italiano.

Si può sempre scegliere in che direzione guardare; e quale strada prendere. E su quale marciapiede camminare.

 

People are strange when you’re a stranger
Faces look ugly when you’re alone

 

 

 

7 thoughts on “Diverso da chi?

  1. pensavo a questo l’altro giorno, che ero alla coop: c’erano un paio di persone per cassa. La cassiera velata non aveva nessuno, in fila.

  2. pussola ha detto:

    Come mi piace questo post.
    Che io, in parte mi sento toccata in modo personale.
    E anche la Saruccia.
    Che si lei è italiana, ma c’ha quel cognome così esotico che tutti stroppiano sugli inviti delle feste di compleanno.
    Ed inevitabilmente, quando gli altri genitori parlano con mio marito riferendosi ai popoli maghrebini li etichettano sempre come “quelli là”…ricordando solo dopo che anche lui, alla fine, è “uno di quelli”.
    E’ vero: si può sempre scegliere in che direzione guardare.
    Ricordo che un paio di anni fa avevano istituito nelle mense scolastiche romane un giorno al mese nel quale proporre ai bambini un menu etnico, ogni mese un’etnia diversa.
    E oltre al mangiare, quel giorno si sarebbero affrontati altri temi riguardanti quel paese.
    Ecco. Tanti genitori si sono lamentati perchè “se la mangiassero LORO quella robba la…no Mi Fija…”.
    Spero che i bambini di oggi diano una gran bella lezione e certi adulti….

  3. I nostri ex vicini di casa prima abitavano in Tunisia. Sono nati lì. E poi sono venuti a stare qui. Il “diverso” noi lo abbiamo visto solo in piccole cose, che hanno arricchito sia noi che loro. Ora hanno cambiato casa, continuiamo a vederci e a parlare e a scambiarci ricette e modi di vedere. Come facciamo con tutti i nostri amici. Ovunque siano nati.
    E’ proprio questione di come vuoi vedere le cose, sì.

  4. @Polly hai colto il nesso: “io non sono razzista, ma nel dubbio…” Una volta ho visto la nostra postina nera andarsene incazzatassima, con un idiota che nemmeno l’ha fatta entrare per la firma.
    @Silbi certe iniziative mi commuovono, perchè sono segno di lungimiranza: in fondo scoprire, sapere, essere informati è il solo modo per non avere paura dell’ignoto. Certo che siamo indietro, all’età della pietra, ma io ho sempre speranza che alcune scelte possano diventare abitudini. E i bambini sono avanti.

  5. mogliedaunavita ha detto:

    io mi sono sentita diversa in fila alla seggiovia. mi sono messa fra tre stranieri. si sono fermati tutti e mi hanno fatta partire sola. tenendo lontano chi non conosciamo è il primo passo verso la solitudine.

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