Perchè i bimbi corrono

Quando ho visto le due righe sul test, oramai più di cinque anni fa, mi è venuto un colpo; non proprio uno svenimento, perchè quel figlio lo volevamo anche se non era la nostra prima cosa da fare. Mi sono sentita come quando prepari per molto tempo un esame, e sai che andrà bene, ma ti viene il panico davanti al professore: ti sembra di non sapere niente, hai la mente vuota, nessuna idea concreta riesce a prendere forma. Bon, destino comune, come me moltre altre donne; poi piano piano ci entri dentro, e questa cosa meravigliosa inizia a prendere forma, e tu sei mamma: non è che lo diventi, lo sei già, e lo eri prima, lo sei sempre stata.

“non sarò mai capace, questo è un brutto mondo, non riuscirò mai a gestire i momenti di crisi” ronzano in continuazione nella testa, ma ogni volta metti il cuore oltre l’ostacolo e vai avanti (più o meno bene); la realtà di quello che succede fa a cazzotti con le teorie educative che elabori, però trovi sempre una soluzione (risolutiva o meno, chissà). Sono contenta di come le cose siano arrivate ad oggi, direi di aver seguito (mica in linea retta) le idee che mi ero fatta quando la Gioppina ha cominciato a essere una personcina indipendente (e questo corrisponde al distacco dalla tetta, che da noi è arrivato dopo 15  giorni); tu prendi a esempio i tuoi genitori, quello che hanno fatto con te, e poi ti dai una regolata: o li schifi, o li segui. La seconda nel mio caso, perchè sono proprio contenta di come sono venuta su, ma questo è un altro argomento.

Ho scelto di togliere ore al lavoro (che non mi interessa) e darle a mia figlia, mi è sembrata la cosa migliore da fare, senza nemmeno tante remore; ho scelto di essere un pò rigida su alcuni argomenti: il cibo, il sonno, l’educazione nei rapporti con gli altri. Quello che non ho scelto è stata la fortuna di una bimba sana. Il resto è il risultato di un buon lavoro di noi due genitori: si, ci autoincensiamo, alcune rinunce mi hanno restituito tanto in termini di comportamento prolesco!

Tutta questa premessa e mi sto perdendo il succo del discorso: perchè i bimbi corrono? Non parlo di gare campestri o di sfoghi al parco giochi, parlo di velocità della crescita. Mannaggia a me e quando ho pensato che gli step fossero abbastanza regolari, e ordinati: dai libri, dai pediatri, dagli psicologi infantili. Va bene, non mi sono mai impegnata seriamente a leggere i manuali, ma io pensavo di sapere che ci sono dei piccoli passi per crescere. No.

No. Mia figlia va di corsa. “Solo” quattro anni e mezzo! E fa un milione di cose, fisiche e mentali; disegna scrive legge si arrampica le dondola un dente fa la ruota va in bicicletta. Mi chiede, sempre, tutto; non solo di fare ma anche di spiegare. E ribatte. Ma non ribatte con i capricci che hai quattro anni e mezzo e sti cazzo di capricci li devi fare. No: ribatte discutendo. In modo capillare e intelligente (per i suo anni, capperi). Colpa mia che le ho dato corda? Che l’ho trattata da pari? E che ne so io che bisogna trattarli da deficienti i bambini, altrimenti si rivoltano e usano la stessa moneta. Una donna. Lo è a tutti gli effetti nei suoi atteggiamenti, nelle scelte, nei rapporti con le amiche: complicità, leadership, condivisione.

Ma di che sto parlando? Io me la faccio addosso, non ce la farò mai a starle dietro.

(e fanculo le teorie)

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5 thoughts on “Perchè i bimbi corrono

  1. pentapata ha detto:

    non ce la faremo mai! qui il nano ha 17 mesi e ci fa gli scherzi, capisce più di quello che ci farebbe comodo e corre come un pazzo, credo ci voglia uccidere, io lo segnalo ai carabinieri, gli dò una mano all’Arma, che tanto fra qualche anno sicuro lo cercheranno piccolo teppista!!

  2. Giulia mia ha 15 anni compressi in un corpo di treenne. Ragiona, sì, un po’, il più delle volte contesta in modo articolato. Sostiene la sua tesi, rigorosamente opposta alla mia, fino allo scontro melodrammatico. Da poco sta iniziando ad ingraziarsi il papi.
    Io quelle cose lì le facevo in quinta ginnasio.

  3. Io me li guardo e mi ripeto in continuazione “ma questi stavano nella mia pancia…” quasi più a convincere me stessa che c’è stato un periodo (troppo breve per la verità), in cui non andavano da nessuna parte, né di corsa né lentamente!

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