Giornata di blogging sulla scuola italiana: una nana alla materna

“Si ricorda ai genitori di non lasciare negli armadietti giocattoli, caramelle o chewing gum”

Ennesimo bigliettino consegnato a mano, e tutte le volte le maestre mi guardano sconsolate: fanno più difficoltà a parlare con gli adulti che con i bambini. Tutte le volte rispondo allo sguardo con una faccia truce, un pò perchè mi vergogno di fare parte della categoria, un pò perchè mi fa saltare la mosca al naso che si debbano ripetere le normali regole di convivenza millemila volte. Come se non bastassero le difficoltà di tutti i giorni: va bene portare i rotoloni di carta assorbente perchè non ce n’è mai abbastanza, va bene supportare la vena artistica dei nostri figli con la carta da riciclo dei nostri uffici, ci sto anche a mettere il contributo per l’uscita nel bosco e la continuità didattica. Ma dover “educare” gli adulti, sprecare tempo prezioso di insegnanti e personale ausiliario perchè i genitori non vogliono capire a me non va! Io l’impegno ce lo metto, che lo facciano anche gli altri. Avere un figlio è anche dire no, porca pupa: hai voglia se mi piacerebbe darle tutto facile, e non farla arrabbiare, ma poi la responsabilità e l’altruismo dove restano?

Li vedo gli occhi della Gioppina quando l’amica del cuore porta la Winx, la Pixie e stopiffero: mamma perchè ho lasciato la Barbie a casa? Perchè i giochi della scuola sono quelli che dovete usare a scuola, perchè sono di tutti e perchè sono bellissimi. Ah, si è vero.

Si danno da fare le educatrici. La mia esperienza alla materna è positiva, anche poetica se vogliamo. Ce ne sono di cose da aggiustare, e tante. Ma ce ne sono tante anche da esaltare: soprattutto nelle persone che la scuola “la fanno”, e lasciano la teoria e le rivendicazioni sindacali per quel giorno di sciopero (nemmeno tanto convinto, che ultimamente serve a poco). Mia figlia le prime uscite le ha fatte il primo anno: vi rendete conto cosa significhi portare venti treenni a vedere il porto e il mercato del pesce? Ci vuole passione, e tanta buona volontà perchè mica è obbligatorio alla materna seguire un programma didattico!!! E io su queste cose voglio contare, voglio trovare la speranza per la nostra scuola, che possa tornare ai livelli di 20 anni fa (ma forse anche 10) quando era un’eccellenza in Europa e ci dava le basi per formare un pensiero critico.

Io VOGLIO una scuola buona!

 

Questo post partecipa all’iniziativa Giornata di Blogging sulla Scuola italiana: verrà pubblicato su twitter con hastag #bloggerperlascuola e #scuolaitaliana. Qui la pagina Facebook dove troverete anche la lista dei blog partecipanti.

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7 thoughts on “Giornata di blogging sulla scuola italiana: una nana alla materna

  1. pussola ha detto:

    Bel post! 🙂

    (oddio, l’importante è che la buona scuola non sia come quella di Yates che ho finito di leggere giusto stamattina….)

  2. Ecco, io a questa esperienza ancora ci devo arrivare, mio malgrado. Che avrei preferito farla iniziare prima, per tanti e tanti motivi. Ma mi adatto. E mi auguro di scoprire, a settembre, che le cose son tanto cambiate da non necessitare il triste passaggio di pizzini che ricordano le regole per una buona convivenza a chi dovrebbe conoscerle per primo, quelle regole.
    E non dico altro, che stavo iniziando un acido sproloquio sulle colpe di quei genitori che considerano la scuola solo come un gran parcheggio per pupetti casinisti. E non voglio farlo.

    Bello il tuo post, Lucia!
    Anch’io voglio una scuola BUONA! 🙂

  3. ok, se io e te siamo contente e facciamo già statistica, dove comincia a guastarsi? alle medie? alle superiori? per saperlo, così comincio a risparmiare…

  4. Owl ha detto:

    Bel post! Anche per me prima esperienza positiva. Positiva perchè ho visto impegno e passione. Per il resto… lotterie di natale e pasqua per comprare le attrezzature base. Perchè soldi non ce ne sono.

  5. Io non so dov’è che la scuola si guasti… Di insegnanti validi ce ne sono tanti, ma è l’inseme che non funziona forse perché, purtroppo, le poche mele marce si notano di più!
    Non so se la riforma della Sòra Marystar abbia colpito anche la materna ma, almeno alla primaria, le insegnanti denunciano come fallimentare per il percorso didattico/formativo l’aver tagliato le ore di compresenza. PRIMA, nell’arco delle 8 ore scolastiche, le 4 centrali vedevano entrambe le insegnanti presenti in classe. Non serve spiegare che avere la giornata scandita in 2+4+2 fosse migliore dell’attuale 4+4!!!
    Per le medie ancora non mi pronuncio, ma io sono molto molto molto preoccupata!!!

  6. @owl sono diventata quasi un’esperta di lotterie scolastiche, le nostre vanno sempre benone: tristessa per l’obiettivo, esaltazione per la partecipazione
    @chiara io sono terrorizzata dal futuro che mi aspetta, nella mia città ci sono delle eccellenze alle primarie ma gli insegnanti si lamentano sempre di più

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