Ticchetetac: scelgo io

Argomento scottante oggi: si parla di acquisti e abbigliamento. Non sono una shopaolica e in genere non tiro come un cucciolo di lupo al guinzaglio per fermarmi ad ogni vetrina, metti anche che ho la massa lorda paragonabile a quella del K2 e hai capito perchè non faccio razzia di abiti per me. Vabbè non pensate che abbia l’aspetto di un lottatore di sumo ma sono una ex sportiva di un metroeottanta pochetto fuori forma, e non posso pensare di vestirmi in quei posti dove vanno le sedicenni mignon-dalle-grandi-tette: se aggiungo anche la pretesa di avere un mio stile, si capisce bene che il risultato delle mie spedizioni di shopping non è generalmente da ereditiera bipolare (e multicard dotata). Ma volevo dire un’altra cosa. Molto spesso nelle passeggiate per negozi prendo qualcosa per mia figlia: è più facile, mi posso sbizzarrire con mille stili anche restando nella semplicità che regna a casa nostra, e posso trovare delle occasioni. In ogni caso scelgo io (si, più o meno fino a che avrà sei anni, e già ora litighiamo…)

L’ultima frase prima della parentesi l’ho messa lì, nella parte finale del paragrafo, perchè vi rimanesse impressa (che faina, direte voi: lo dico anche io). Gli acquisti per le bambine (anche per i maschietti, ma mi focalizzo su qualcosa che conosco bene) sono a carico dei genitori, nella grande maggioranza dei casi delle mamme: quindi si dovrebbe presumere che la comunicazione su questo argomento sia rivolta ad un target adulto e femminile. E sarebbe anche così, tranne che per le scarpe.

Ma perchè le scarpe nell’immaginario collettivo (oltre ad essere viste come un feticcio dagli uomini) vengono dichiaratamente catalogate come “psicosi” per le donne? Oltre a rispondere che è vero, approfondiamo un attimo. La scarpa è qualcosa su cui tutte le donne possono sfogarsi: grasse, basse, con l’acne, i capelli crespi, la pelle grigia, i punti neri e le gambe storte. Tutte noi possiamo fare shopping terapia con le scarpe, è facile. E possiamo osare, al contrario dei maschietti: li vorrei vedere a loro con un paio di sandali di Manolo Blahnik. E quindi lo capisce anche un merluzzo del mar morto che se ci bombardano con messaggi subliminali, noi siamo disposte a dannarci l’anima e ci cadiamo come le pere. Noi. Adulte.

Quello che mi fa girare i mulini a vento è il discorso che riguarda le bambine. Se la scelta la faccio io, perchè tu punti la tua pubblicità su mia figlia? Per quale arcano motivo vuoi convincere lei a comprare le scarpe tutte lucciche che fanno ticchettac? Perchè ti insinui nel nostro conflitto generazionale e canti il richiamo delle sirene bambine per convincerla che le piacciono LE SCARPE COL TACCO? Le senti le nostre grida al mattino prima di andare all’asilo per decidere quali caspita di scarpe vanno bene oggi? Io quasi ogni giorno che fa il Padreterno ho da convincere una quasicinquenne che è meglio la scarpina da ginnastica se vuole correre e saltare; e mi remano contro anche le altre mamme che mettono le ballerine alle loro figlie, magari rosa confetto con i ponpon verdi. E tu marchettaro cosa fai? Mi fai le pubblcità delle scarpe col tacco? E la mandi quando c’è Evviva Sandrino e La casa di Topolino? E allora sei in malafede, brutto cattivo e peloso. E allora io ti schifo, anche se tu fai un lavoro creativo e magari pure gratificante.

Io al copy che deve far vendere le scarpe col tacco rosa lucciche lo manderei a preparare la campagna di informazione sui benefici del geranio mediterraneo alle popolazioni Samoyedic, Manchu ed Evenki: poi quando torna, se la campagna ha avuto successo, gli regalo un mocassino bicolore.

21 thoughts on “Ticchetetac: scelgo io

  1. Aiuto.Quando avrò dei figli/e credo che impazzirò.Mamma mia.Adesso capisco perchè mia madre ha scelto per noi sempre una scuola con una mezza divisa!!:D

    Però sono solidale con te nella scelta dell’abbigliamento per noi “giganti”,anche io che sono unmetroesettantotto a fare shopping un pò mi innervosisco che mi va tutto corto o largo!!però non ci rinuncio!!e alla fine sono piena di magliette,camicie e borse che con quelle si sbaglia poco!!:D

    • uh, non so se riuscirei a sciegliere una scuola con la divisa per ovviare a questo inconveniente: detesto anche il fatto di portare i grembiuli (credo che alla nostra primaria sia ancora obbligatorio, ma devo informarmi) 🙂

  2. solitamente ha detto:

    Standing ovationnnnnnnnnnnnn tutta per te!!!!! Immagina me che dopo circa due anni (ma per un buon motivo) proprio quest’anno ho dovuto buttare la spugna e comprare alla quasiseienne (!!) la famosa scarpetta con il tacco di Barbie tutta luccicosa … ggggrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr … mi fumano ancora le orecchie. Però essendo di quelle chiuse per ora se le è messe solo pochissime volte e ringrazio Dio di questo caldo che ci ha fatti passare ai sandaletti!!!! Grazie Signore, Grazie!!! … ma tanto lo so che quel tacchetto lo rivedrò “presto” :((((((((

  3. Una mamma ignora tranquillamente la pubblicità mentre invece non ignora quel che vuole la propria figlia.

    Altra cosa che possono comprare tuuuutte le donne, belle o brutte, magre o grasse, giovani o vecchie, sono le borse.
    Goduria!

  4. polly ha detto:

    lo sai come la penso. le grandi compagnie spendono in pubblicità cifre che io non vedrò in una vita. non posso competere con i messaggi subliminali: io sono grigia e frugale, loro colorati e luccicosi. ma posso portare il televisore in discarica, questo non me lo toglie nessuno.

  5. @polly su questo aspetto io non sono proprio convinta; ammetto tutti i difetti e le cavolate che fanno in televisione, ma non me la sento di eliminarla, ovvero proverei a farmela amica: guardandola insieme alla gioppina, sciegliendo, spegnendo a volte. Sono passata da un regime talebano ad uno più permissivo, fino qualche tempo fa ero terrorizzata sul tempo trascorso immobili li davanti, oggi mi sento di dire che vedere buone cose in tv può anche fare bene; dall’altra parte io adulta mi sto stancando: guardo solo i film, mi sono rotta anche del telegiornale. La mia polemica riguardava la regolamentazione del messaggio pubblicitario per i bambini, che in altri paesi esiste e da noi no, e invece potrebbe essere un argomento interessante.

  6. Non pensare che Edo in quanto maschietto sia da meno: quando veste le sue magliettine di cars, la prima cosa che fa quando incontra qualcuno dopo averlo salutato: “guarda qui! ti piace?”
    Per il resto sono d’accordo con te, la tv vista insieme non la vedo come un male assoluto, poi noi per la verità guardiamo solo film (Rapunzel lo stiamo guradando a puntate, ieri sera siamo arrivati a metà film) per cui la pubblicità al momento è off-limits se non quella della Disney per altri film.

  7. Reb ha detto:

    Questo post, lo stampo e lo incornicio per i tempi bui (e non è una minaccia 🙂 )
    E che bello saperti stanga, chissà perchè mi ti ero immaginata mini minor

  8. Mi hai tolto le parole dai tasti!!
    Io sono furiosa per l’esistenza di scarpe col tacco n.23!! Ma a preparare la campagna sui benefici del geranio mediterraneo io ci manderei anche l’inventore di queste oscenità!
    Giorni fa si è data l’occasione di acquistare le scarpe nuove per la Briciola. Indovina! Si è lanciata su quelle con tacco e frangia (perché OVVIAMENTE tu is megl’ che uan!). In faccia alla commessa ho esclamato “No Amore! Quelle no perché sono bruttissime!!!”

    • ehm…la gioppina ha detto alla sua amica conlescarpecoltacco che IO ho detto che lei è brutta “mamma, me lo hai detto tu quando siamo andate in negozio” (ottima travisazione a scopo difensivo)

  9. Episodio di un paio di anni fa: al nido del mostrillo piccolo, una mamma di una bambina di due anni (DUE ANNI) tira fuori dall’armadietto un paio di scarpine di pailletes rosa con tacchetto. “Ah, che carine..” gemo io davanti alla bambina che me le mostra. E la mamma: “Eh, lo so che magari potevo aspettare ancora un po’, MA LEI LE HA VOLUTE…”
    MA LEI LE HA VOLUTE???!!!
    Allora se mio figlio mi chiede un kalashnikov (non so se si scrive così) glielo regalo perché l’ha voluto…
    Terreno fertile per i pubblicitari….

  10. Owl ha detto:

    Non ho cuore di leggere tutti gli altri commenti. Poi ci torno eh!
    Ma siccome farei parte della categoria marchettari mi sento un pelo a disagio T_T

    Hai ragione, comunque e io fortunatamente lavoro più che altro nel settore alimentare (che ce ne sarebbe da dire….) ma… posso spezzare una piccola lancia in favore di quel povero copy?
    Abbiamo gli archivi pieni di buone proposte geniali ed eticamente corrette. Bocciate…. nella mia agenzia le chiamiamo cadaveri. Non passano. Il marketing ci crede tutti utenti suinamente proni. (e chiedo scusa anche ai suini)!

    E con questo, completamente d’accordo con quello che hai scritto!

  11. ha detto:

    “Se la scelta la faccio io, perchè tu punti la tua pubblicità su mia figlia?” domanda di un’ingenuità adorabile…. ma so che hai la risposta anche se non ci conosciamo: PERCHè VOGLIONO PUNTARE SULL’ANELLO DEBOLE! COVINCERE LE INGENUE E INDIFESE BAMBINE PER OTTENERE IL LORO SCOPO!!! Hai visto il mio secondo innesto di oggi? 😉 Volevo piazzarlo davanti a un negozio cittadino che ha in vetrina le scarpe col tacco 4 dal 24 in su! A mia figlia l’ho spiegato che fanno male alla schiena, che si prendono le storte, che anche mamma mette i tacchi solo ocacsionalmente (!) e solo perchè è grande! E poi le ho anche detto – questo per altri motivi – che ogni mamma decide coi propri bimbi cosa va bene o no per loro, quindi non si deve mai guardare cosa fanno gli altri: siamo tutti diversi! Noi non abbiamo la TV (per mia scelta). Vedere cartoni e dvd sul computer da qualche vantaggio: niente pubblicità in target. Perchè sì, lo fanno scientemente….

    Proteggiamoci!!!!

    ciao!

  12. @owl e @ci il punto è proprio quello: non esiste regolamentazione (obbligatoria) e ci si affida a dei codici morali discutibili. So che i professionisti fanno il lavoro che viene richiesto e ciò all’interno della legalità, a me preme tutelare i più piccoli quando non hanno qualcuno che li aiuti (che per le scarpe è relativo, ma per altro è ben fondamentale)

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