Continuare insieme: perchè?

Ho conosciuto coppie equilibrate e felici dopo tanti anni di convivenza, con figli grandi avviati per la loro strada, coppie che in un girotondo di emozioni sono tornate al loro inizio, quando erano un embrione di famiglia.

Altre invece sono l’esempio di come non vorrei mai fosse la mia vita; un uomo e una donna che hanno iniziato un percorso insieme, e poi sono cambiati come è naturale che sia. Succede che certi sviluppi non siano sincroni, che le due personalità abbiano evoluzioni tali per cui a lungo andare gli equilibri faticosamente raggiunti vengano sbilanciati: cambiano le esigenze, cambiano i progetti, cambiano i gusti. Ci si accorge, dopo elaborazioni più o meno dolorose, tempi dilatati e valanghe di parole, che la persona scelta anni addietro non sia più quella che si specchia nel nostro futuro.

Capita che questa coppia abbia dei figli e come nella peggiore scena da soap decida di non separarsi per non creare traumi, per mantenere le abitudini, per non aggiungere difficoltà in un panorama di crescita che ha già i suoi bei trabocchetti; esistono anche motivazioni religiose, o sociali, solo che oggi non voglio approfondire, che ci sarebbe da scriver tomi.

Stiamo insieme per i figli è una frase che non ho mai compreso a fondo, e sono la persona più lontana da chi vuole giudicare; mi vengono però tanti dubbi su questo tipo di scelta. Immolarsi e sacrificarsi in un rapporto di coppia arido, senza futuro, quale apporto emotivo può portare ai genitori? Sapere di vivere a contatto tutti i giorni con una persona non scelta è una contraddizione troppo grande per un adulto e può generare solo frustrazioni, aumentate dall’impossibilità di ricercare la persona giusta. I bambini, per quanto piccoli, assimilano avidamente l’emotività degli adulti che hanno vicino, che sono per loro esempi di comportamento e comunicazione; io credo che una serenità famigliare basata su premesse false non possa portare nessun beneficio alla formazione del loro carattere: anche se da parte dei genitori le dimostrazioni di affetto ci sono, e vengono mascherate le espressioni di fastidio. La comunicazione non verbale è troppo importante per confinarla in un angolino e fare come gli struzzi.

Mi sembra più sensato da parte degli adulti prendere una posizione che, per quanto dolorosa, sia la dimostrazione di una scelta ponderata e davvero consapevole. Vivere da separati intelligenti credo sia più “utile” di continuare una farsa in nome di bambini innocenti, e non sono nemmeno certa che sia più difficile.

Advertisements

17 thoughts on “Continuare insieme: perchè?

  1. condivido ogni tuo pensiero sull’argomento….purtroppo però conosco amici che non si separano perchè si creerebbero 2 nuclei familiari incapaci di sostentarsi economicamente…ed è ancora più complicato,secondo me.

  2. Cinquant’anni fa la donna non si separava perché non avrebbe saputo come mantenersi in quanto erano rare quelle economicamente indipendenti.
    Adesso non ci si separa perché economicamente indipendenti sono pochissimi, sia uomini che donne.

  3. sono d’accordo con te, ma la mia resta solo teoria. nella pratica vedo diverse persone che si fanno del male, alcuni ancora formalmente insieme, altri separati… e davvero provo tanta ammirazione per chi riesce a restare civile e a rimanere un buon genitore.

  4. Io sono una di quelle che lo sta dicendo.
    Belvetta e’ piccola e so davvero che ora non reggerebbe.
    Fra qualche anno vedremo.
    Ma hai ragione: e’ durissima.
    Ma ora no, non me la sento di gestire il suo dolore.

  5. @mctesta mi spiace per la situazione, ma continuo a pensare che prima di gestire il suo dolore dovresti gestire il tuo: so che sono parole forti, so però che tua figlia “sente” il fastidio che provi anche se la inondi d’amore e tenti di mascherare il resto. e sono anche certa che i bambini (più piccoli, ancora di più) hanno delle reazioni che ci sorprendono sempre, di forza e di energia insospettabili. il mio sostegno è massimo, ma continuo a partire dalla considerazione che quando diventiamo mamme non dobbiamo smettere di essere donne. un abbraccio sentito.

  6. @lucia e @dalle comprendo l’esigenza economica, ma la metto sul piatto della bilancia insieme al resto: e bisogna onestamente vedere dove pende.
    @silvia ci vuole molta energia anche per farsi del male, si potrebbe canalizzarla diversamente: dove non c’è l’intelligenze potrebbe sopravvenire l’egoismo, che a mio parere darebbe buoni frutti (estremizzo per discuterne)

  7. polly ha detto:

    son d’accordo e sto cercando di mettere in pratica la storia dei “genitori separati ma civili”. a volte è dura, ma ce la sto facendo, mangiando un po’ di merda ogni volta che vorrei dire alle bambine “tuo padre è un idiota”. Non lo dico, non lo dice neanche lui di me. Quando siamo in grado di sopportarci passiamo le giornate tutti assieme. Quando non ci sopportiamo ognuno se ne va per la sua strada, cercando comunque di essere presente con le bimbe. Non ci scanniamo per i soldi: a fine mese facciamo due conti e lui mi passa quello di cui ho bisogno. Le bambine non appaiono traumatizzate. Per loro stessa ammissione stanno molto peggio quando io e il padre stiamo assieme litigando. Le maestre di scuola e le persone che frequentiamo dicono che le mie figlie sono serene.
    Io credo che prima di prendere la decisione di lasciarci vivere a vicenda, io e il loro papà non stavamo assieme per loro: è una grossa balla. Stavamo assieme un po’ perchè in effetti ci amavamo, anche se faticavamo a gestire una quotidianità così complicata; un po’ per la questione economica di cui sopra.
    Prima c’era la pigrizia e anche la paura di non poter andare avanti da soli.
    Ora c’è soltanto l’affetto tra noi e l’amore superiore e la responsabilità verso le bambine.

  8. @polly è un bel commento il tuo: io ho rotto i cocci a suo tempo, non avevo figli ma tutto il contorno. quando parli di pigrizia e di paura di andare avanti da soli mi ci ritrovo con tutte le scarpe, e ricordo il dolore di una vita a metà

  9. Non ho letto gli altri commenti ma concordo con te.
    L’esempio di noi genitori è troppo importante e “continuare insieme senza sentimenti” significherebbe insegnare, appunto che l’amore non ha valore. E se l’amore per il proprio marito/moglie/partner non ha valore, in un certo senso, perde anche un po’ di valore l’amore per i figli. i figli non si fanno da soli… si sceglie di averli con quella persona perché QUELLA e non un’altra vogliamo che sia l’altro genitore. Questo è il messaggio iniziale. Cambiare strada nel frattempo è, secondo me, deleterio per i figli. e per cambiare strada non intendo lasciarsi, bensì cambiare modo di inquadrare l’amore e i sentimenti.

  10. Ahia…ahiaahiaahia chedolore…..
    ok, sarò sincera (che senso ha mentire?). La Kalì di allora forse sarebbe rimasta insieme al Noproblem fedifrago, egoista e gelido come la banchisa polare per i figli, ma anche per se stessa, per la paura di affrontare il vuoto (familiare, sociale ed emotivo), per paura di non farcela, come dici tu…non so quanto avrebbe resistito, però…nella pratica è un andare avanti complicato e dolorosissimo….e sono d’accordo al 100% con te quando affermi che i bambini “sentono” tutto e prendono esempio, quindi i rapporti di facciata vengono sgamati e instillano solo dubbi e idee sbagliate…
    La Kalì di oggi è felice e serena, per amore dei figli mantiene un buon rapporto con l’ex, che rispetta così come viene rispettata da lui, e spera solo che i bambini continuino ad aver fiducia nell’amore, anche se cambia e si trasforma, nell’onestà e nel rispetto dell’altro…

  11. Io non ci sono in mezzo (e spero con tutto il cuore di non trovarmici mai), ma concordo con te. Credo che comunque il punto di partenza sia uno solo: qualunque strada si decisa di percorrere, che sia quella del separati in casa o quella del separati per davvero, si debba sempre anteporre il bene e la serenità dei figli. Anche, citando Polly, mangiando un po’ di merda se e quando necessario. I bambini si meritano serenità, si meritano di fare i bambini.

  12. io quoto Kalì si resta insieme “per se stesse, per la paura di affrontare il vuoto (familiare, sociale ed emotivo), per paura di non farcela..” . già stai male al pensiero di stare peggio ci si tiene quel che c’è, se poi uno dei due ha laforza di mollare allora la prospettiva cambia, volente o nolente devi andare oltre te stesso.

  13. @bis è molto bello il concetto di dar valore all’amore, visto da questa prospettiva è un regalo che facciamo ai figli
    @kalì penso che per fare certe scelte difficili sia necessaria una forza da supereroi, non è facile, ma credo che la sofferenza sia sempre da scampare (sono fifona io…)
    @lauretta quanta merda mangiamo a volte sul lavoro o in altri campi? almeno evitiamo certi banchetti nella vita affettiva.
    @pata non puoi mai sapere come è la via nuova, e io penso sempre che quando si raggiunge il fondo per forza si deve risalire.

  14. Manila ha detto:

    Io l’infelicità di coppia l’ho vissuta da figlia, ho passato molti anni a sentirmi in colpa per la brutta condizione che si era creata tra i mei genitori. Poi col tempo ho capito che ogniuno è responsabile delle sue scelte….Questa situazione credo abbia suscitato in me un senso di forte inquietudine e insicurezza, che probabilmete ancora mi porto dietro.

  15. Arrivo tardi a commentare questo post,che trovo molto bello,e molto vero.
    Io sono figlia di separati,e a complicare il tutto c’è anche il fatto che i miei non vivono nella stessa nazione,ma devo dirlo sinceramente,non ho mai sofferto realmente di questo.Mi è stato spiegato il perchè,ed ho sempre vissuto due genitori felici,per me la realtà era quella.
    Da grande mi è capitato a volte stare tutti insieme con loro che litigavano,e posso dire che preferisco vederli singolarmente.
    L’amore mi è stato insegnato,ma mi è stato insegnato anche che i rapporti possono finire e che bisogna impegnarsi per non lasciarsi andare al rancore e avere rispetto per l’altro.

  16. @manila benvenuta!
    @distrattamente io voglio credere che la tendenza di oggi sia verso una separazione intelligente, verso la coerenza e l’impegno.

Lascia un segno:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...