resta connesso

il mondo dei blog è simpatico. lo frequanto da tanto, tantissimo a dire la verità: prima ho scritto di me, poi basta, poi ho ricominciato con il forum e poi ho letto per anni come un topo da biblioteca

c’è la cerchia, come nel quartiere

ci sono microcosmi fatti di persone che si conoscono (virtualmente) bene, ci sono quelli famosi che li guardi da lontano e speri che ti notino, ci sono quelli bravi che non li caga nessuno. c’è chi ha da dire cose originali e chi è banale, ma non necessariamente ha più lettori chi scrive le prime.

c’è chi ha scritto il libro e scrive bene, ma anche no. c’è chi vuole guadagnare dei soldini, c’è chi prega i santi per avere un link in una home page importante. c’è chi lo usa come estensione del lavoro

ho letto pagine così stilisticamente belle da paragonarle ad autori importanti, ho trovato informazioni approfondite, ho scoperto persone buone. mi piace chi sputa fuori l’anima sul blog, non sopporto chi fa il ruffiano o è banale. qualche parolaccia non mi da fastidio, detesto il vuoto condito di perifrasi. vorrei rimanere impressa con le mie pubblicazioni, ma più spesso mi limito a scrivere un diario.

quello che scrivi sul blog è quello che sei. cazzata, dopo un pò scrivi quello che gli altri vogliono da te

mi piace leggere i blog: ti allarga la visuale ed è molto più “sul pezzo” di tanti altri media.

dicono che fare web log è passato di moda, che i grandi blogger stanno abbandonando perchè non sono più originali: io credo che sia ancora il miglior mezzo per farsi un idea.

il blog è morto, evviva il blog!

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14 pensieri su “resta connesso

  1. LadeaKalì ha detto:

    Mah, io sono sempre arrivata dopo…voglio dire, cominciava a piacermi quell’autore o
    quel paio di pantaloni quando era già “out”…il mio approccio al blog è recentissimo e il
    mio entusiasmo è ancora alle stelle, e credo che lo sarà ancora per molto tempo…adoro
    scrivere, e dai “miei” blog, quelli che leggo tutti i giorni, traggo una marea di cose positive: conforto, risate, informazioni pratiche, spunti, sorrisi, suggerimenti e incoraggiamenti,
    e musica film versi e libri che magari non avrebbero mai incrociato la mia strada..
    per non parlare della possibilità di “conoscere” persone interessanti, come te, Lu..
    Per cui, LONG LIVE THE BLOG!!!!

  2. Io voglio sperare che, in tutti i casi in cui non è soprattutto un lavoro, più di tutto avere un blog sia un gioco.
    Come per i bambini, giocare può essere divertimento, istruzione, scacciapensieri, sfogo, socializzazione, misura dei propri confini in rapporto con gli altri…
    con leggerezza, please 😀
    e se non è più di moda? nel gioco ci sono i grandi classici, che convivono con le novità…

  3. polly ha detto:

    Io ho un blog e frequento i blog da poco più di un anno, quindi la mia idea della blogsfera non è autorevole 🙂
    come dici tu, non è che chi ha più lettori sia per forza più bravo a scrivere: spesso è solo più bravo a brandizzarsi. I miei blog preferiti non hanno tutte queste visite.
    Mi accorgo che per forza di cose diventiamo tutti banali, e questo per chi scrive di professione può essere un fatto negativo, mentre nella vita è bello sapere che alla fine quello che penso io lo pensano anche altri, che non sono strana, malata o outsider.
    Mi accorgo anche che i numeri del web fanno un po’ girare la testa, e che, come dici tu, acquisti una personalità virtuale, e, come nella vita vera, ti attieni a quello che gli altri vogliono da te. Ma anche no. Io nel mio blog sono molto me stessa, per dire. E probabilmente prima o poi stuferò. Alla fine, se rimani una persona vera, diventi una moglie con i bigodini.
    Sono abbastanza pessimista circa le relazioni spesso aleatorie che si creano, e circa le possibilità lavorative, sempre aleatorie per la maggior parte delle persone (secondo me).
    Quello a cui invece spero di non dover rinunciare è l’informazione e la discussione. Ci sono alcuni blog che seguo che ogni giorno mi dicono cose che non trovo sui giornali (tipo dalle 8 alle 5). E la possibilità di commentare credo che possa far rinascere l’interesse per la res publica.

  4. Anche io sono una new entry nel mondo virtuale… ricordiamoci che fino al marzo 2010 manco sapevo COSA fosse un blog, figuriamoci scriverlo!
    Però sono felice “di essere arrivata”. Mi piace scrivere, raccontare, condividere e, come dice Polly, è solo grazie a “certi” blog che si vengono a sapere tante cose…

  5. bel post, mi sei piaciuta un sacco e hai un tono che mi garba proprio. Personalmente, sono felice di avere iniziato la mia piccola avventura nella blogosfera, ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata trovare migliaia di madri. Una più forte dell’altra. E non mi sento più così aliena. Questo sì che è un risultato!

  6. mogliedaunavita ha detto:

    ci fossero stati i blog a dare una mano, una voce, una spinta quando mi servivano. mah.
    io sono e scrivo. non ho bigodini ma la piega spesso viene da se. blog forevah (anche se a volte certe caste…non son poi così caste )

  7. Poi sui blog ci si scambia le visite. Mi par di capire. Mi par di capire perchè scrivo (tento) blog da anni, ma ho il difetto dello scrittore ovvero di quello che scrive e gli altri sono tanti a leggere (Troisi all’incontrario). Ma i fioretti sono buoni per tutte le età, dunque ne faccio anch’io: prometto che praticherò la Rete come conversazione e non come monologo. Approposito, bello il ritratto del blogger. Cercherò di adeguarmici…

  8. A me i blog piacciono e devo dirti la verità… io nel mio blog sono spesso più me stessa che nella vita reale. Riesco a non censurarmi come invece a volte faccio dal vivo per svariati motivi che non elenco qui.
    È vero che adesso al mio blog corrisponde un nome vero e non solo un nickname ma è soprattutto vero che spesso se qualche migliaio di persone ti conoscono on line, non significa che fuori sia uguale.
    Quando scrivi sul blog c’è lo schermo di mezzo e questo è come se fosse uno scudo di protezione. Forse io non riesco né a brandizzarmi né a cercare di capire cosa vuole leggere chi legge. Mi piace scrivere quello che penso davvero e quello che mi succede davvero. Mi piace pensare e trasformare i pensieri in parole. Magari sono banali ma sono MIEI pensieri e per me rimangono importanti. Non sempre chi scrive un blog spera in un continuum o lo fa come fosse una vetrina. A volte accade che lo diventi e succede che la tua vita diventi una storia. Ma in realtà, anche questo in sé è banale. Insomma, ogni vita è una storia…
    Come polly credo poco nelle blog-relazioni però credo che i blog possano fare informazione diversa dai giornali. Anche i mommyblog che, per esempio, parlano della depressione post partum abbattendo tabù fanno informazione. Io credo in questa informazione che è la rivoluzione più efficace perché fintamente silenziosa.

  9. Essere quello che gli altri si aspettano da noi, non è sempre un difetto, a volte aiuta a mantenere una direzione quando ci sentiamo confusi: nella mia vita mi succede spesso, a causa delle mie insicurezze o di nodi mai scolti. Devo anche convenire che l’anonimato relativo della rete aiuta, a volte ci si butta in punti di vista che “de visu” non saresti pronta a sostenere.
    Il fatto che il web sia utile oramai è assodato, ho avuto modo di trovare sostegno morale, informazioni, spinte sociali che altrove non avevo nemmeno mai sospettato (e un pò mi ha restituito speranza nella rete sociale)
    @Igor fare fioretti è uno sforzo sovrumano: “grazie” di essere passato!
    @all grazie degli input!

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