Il mare nostro

Senza calze dal primo raggio di sole marzolino, con la voglia di alleggerire tutto, noi del mare siamo gente ariosa. Non osiamo lavorare in bermuda (gli uomini) ma vantiamo l’abbronzatura precoce, in uffici che diventano troppo stretti ben prima dell’entrata ufficiale dell’estate sui calendari. Scappiamo in bicicletta verso gli odori salmastri appena si può, che sia pausa pranzo o la mattina presto, ma soprattutto nelle serate dal cielo luminoso.

E la vedi la differenza con chi viene in villeggiatura, la vedi nella normale festosità che diamo ad ogni giornata calda; gli “importati” sono sorpresi di ogni ritmo, e del non obbligo a fare qualcosa. Noi ci stiamo dentro paciosi, esagerati nel mostrare lo status di indigeni; sorridendo di scarpe chiuse e calzini, di pantaloni troppo lunghi, di maglioncini per gli imprevisti. E se capita l’acquazzone, facciamo gli eroi col sorriso sulle labbra, una goccia di pioggia non ha mai fatto male, l’ombrellino nascosto in borsa qui non vale.

Ci fregiamo a volte di sandali consumati e costumi stinti, come tatuaggi maori di significato antico, e corriamo al porto a sentire come sarà il tempo domani, perchè il pescatore non sbaglia mai. Lui conosce il vento, e vede il colore del mare sull’orizzonte, le ochette che si formano e il giro lontano dei cirri; sa che bisogna aspettare con pazienza che i due giorni di bora passino e allora il sole torno più forte di prima, che la mareggiata da ossigeno all’acqua anche se i turisti odiano le onde.

La mareggiata è l’emozione che ogni volta ti sorprende, quando senti nell’aria l’odore del sale e delle cozze buttate in riva; te ne accorgi che sta arrivando, molto prima dell’abbassarsi della luce, perchè vedi il popolo del cielo che entra in sintonia con quello dell’acqua e si agita con voli alti e ripetuti. Un pò rabbrividisci perchè già sai che sarai spettatore del tuo film preferito, che ritorna con i suoi suoni ma che ogni volta è diverso: le onde, la schiuma, il fragore del movimento. E ti ritrovi davanti al mare, riparato alla meno peggio, a guardare la rivoluzione e a farti bagnare dagli spruzzi.

Non si grida in spiaggia, non si fa il bagno se non si conosce la corrente, si porta rispetto per questa natura potente: e chi ha pretese diverse non può stare qui. Siamo snob noi del mare ma ci apriamo a grandi abbracci verso chi arriva; siamo qui per accogliervi, per spiegarvi come nasce l’amore, come va coltivato: e questo amore qui, ce lo avrete sempre nel cuore.