Buio in sala! Biglietto n.19

Il mercoledì si va al cinema con la rubrica di NxD.

Mangia prega ama

Liz Gilbert ha una bella casa a New York, un matrimonio fresco, una carriera di successo. Ma improvvisamente scopre che tutto questo non è quello che vuole e che per capire cosa cerca davvero dovrà lasciare tutto e tornare dallo sciamano balinese che le ha messo la pulce dell’insoddisfazione nell’orecchio, passando per Roma, dove vuole imparare a godersi la vita partendo dall’apprezzamento del buon cibo, e dall’India, dove vuole imparare a pregare. Un film di Ryan Murphy. Con Julia Roberts, James Franco, Richard Jenkins, Viola Davis, Billy Crudup. Titolo originale Eat Pray Love. Drammatico, durata 140 min. – USA 2010. (MyMovies)

Ho scelto il canale di programmazione perchè conoscevo le buone recensioni del libro da cui è tratto il film, ero curiosa di sapere come avessero descritto i piaceri italiani, e onestamente mi andava di passare un paio d’ore in leggerezza. Già dopo i primi minuti di film mi è venuta una noia bestiale, a vedere il solito soggetto americano di donna trentenne insoddisfatta e spenta, ovviamente scrittrice (che tanto si sa che gli americani per diventare scrittori non ci mettono niente…), ovviamente piena di soldi, che decide di partire per una anno sabbatico: vuole imparare a mangiare bene (e ti credo!), imparare a pregare (semplice: per pregare bene è sufficiente fare migliaia di kilometri in aereo no?) e, ultimo ma non per ultimo, imparare ad amare.

Primo passo: scegliere il paese nel quale si mangia bene per eccellenza, l’Italia. Anzi no, Roma (e un piccolo cameo di Napoli). E giù di fotogrammi gastronomicamente lussuriosi, buttati così alla rinfusa senza capire a cosa servono. Veramente ad un certo punto lo spiega pure: “per tutta la vita mi sono alzata il mattino pentendomi di quello che avevo mangiato la sera prima, ora voglio solo godermi quello che mi piace” e la scena successiva mostra la Julia Roberts e la sua amica svedese bellissima che si fanno un giro di shopping per comprare i jeans di una taglia più grande. Dito medio, cara Julia!!!

Secondo passo: l’India è la patria degli ashram, e quindi solo in questo (martoriato) paese posso raggiungere il mio scopo interiore, anche se la guru è nella sua sede di New York (!). Cambio di abiti e pettinatura, più dimessi, incontro con un americano che racconta la sua patetica storia, piagnisteo. Altro dito medio.

Bene: hai imparato a mangiare, hai imparato a pregare, presumo che a Bali si impari a trombare… Questa cosa non la saprò mai (se la Julia ha imparato, intendo) perchè ho spento! Oltre ad avere solo due dita medie, oramai ridevo a crepapelle per tutti gli stereotipi buttati dentro il film, per le inutili divagazioni paesaggistiche, e anche per lo spreco di materiale umano maschile: James Franco, Luca Argentero (mi dicono dalla regia che c’è pure Javier Bardem, dopo) buttati li in mezzo a fare da manichini e nemmeno due pettorali visti!

Mi perdoni chi legge questa rubrica per avere degli spunti, la mia (anti) recensione è su un film interrotto: decidete voi se vederlo o meno!

Annunci

9 thoughts on “Buio in sala! Biglietto n.19

  1. Non ho ancora letto una recensione positiva a questo film, infatti non l’ho ancora visto.
    Mi spiace deluderti ma non si “tromba” neanche a Bali: la mia migliore amica c’è stata e ha riportato indietro solo orchidee e…vabbè, mi fermo! 🙂
    Buona giornata! 🙂

Lascia un segno:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...