Un ruggito belante: mamma in progress

La rete mi manda dei segnali, ho letto avidamente i post delle blog-amiche Stefania e RJ, ho visto i tweet di altre mamme.

Mia figlia mi manda dei segnali, che in questi ultimi giorni prima dell’inizio della materna era insopportabile.

Io sono qui che faccio tutti i minuti tutti i giorni i conti con il metodo educativo che abbiamo scelto io e il socio.

Che sono convinta di essere una mamma molto figa tosta, mi piace come io e il mio compagno ci comportiamo con nostra figlia, tra quello che mi immaginavo prima di diventare mamma e quello che vedo ora non ci sono poi tante differenze.

Dura e irremovibile su due punti fondamentali: rispetto ed educazione con chi è più grande, niente sprechi e compostezza a tavola. E’ più forte di me, su questi aspetti non riesco a fare un passo indietro, non posso essere elastica, non voglio rinunciarci: infatti sono i momenti in cui io e mia figlia ci accapigliamo. Non posso lamentarmi sul risultato: la Gioppina è una bambina educata, molto vivace, ma fondamentalmente riservata, mangia tutto quello che le preparo, ha i suoi gusti ma per lei il cibo non è particolarmente interessante. Solamente che per me ogni piccola sbavatura è motivo per riprenderla, e spiegare, e insegnare: devo essere pesantissima vista da lei. Fino a qui il ruggito.

Per tutto il resto amo darle massima libertà: non me ne frega niente se si sporca, se suda, se cade. Difficilmente faccio confronti con altri bambini. Voglio che si esprima sempre, che si arrabbi in modo eclatante, che dimostri quando ha ragione. Parlo, parlo, parla, parla. Se chiede le spiego, se non chiede le spiego la lascio tranquilla. Fisicamente è molto avanti, è fortunata ad avere un corpo bellissimo e atletico; la testolina è reattiva, sa leggere, è curiosa. Mia sorella dice che le dò troppi spazi, che a volte lei non sa quando è bene fermarsi, ma io credo che con questo metodo possa acquisire gli elementi per impararlo da sola; spesso obbedisce, a volte ci sfida (e devo dire che oltre ad arrabbiarmi come una biscia ne vado fieramente orgogliosa).

Ora il belato: ho paura di essere una mamma ingombrante.

Nel senso più ampio del termine: sono una che non si tira indietro, che difficilmente se ne sta zitta, che balla quando c’è la musica, che si arrampica sullo scivolo, che a volte porta il tacco 12 essendo alta un metro e ottanta. E in alcuni aspetti mi sembra di notare che lei lo soffra. Ha delle reazioni spropositate quando rido alle lacrime, mette il muso quando ballo, mi tira il braccio se bacio suo padre; e poi ha un piccolo tic, un movimento della bocca  incontrollato, che mi fa pensare. Non che creda di vederla a quarant’anni tarantolata o rinchiusa da qualche parte, non esageriamo, solo che per i cinque anni che ha ho l’impressione che sia uno sfogo di un malessere e che quel malessere possa essere io.

Egocentrismo? Paranoie? Non saprei: so solo che il libretto d’istruzioni l’ho perso o forse non c’era, e io sono qui a cercare di imparare un mestiere per cui non c’è contratto collettivo (ma forse un sindacato virtuale si!).

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14 thoughts on “Un ruggito belante: mamma in progress

  1. Si, molti pensano che il libretto di istruzioni ce lo abbiamo incorporato. Come una specie di Guida on line di windows. Ma anche no!
    Succede che devi imparare come si fa e il problema è che non hai a che fare con un cellulare e pensi “ok, se lo mando in blocco lo mando in assistenza o me ne compro un altro”. Devi, puoi, solo sperare di fare bene. E anche questo ottimismo contorto si impara sul campo.
    Anche io ho scritto della mamma tigre qualche settimana fa (a giugno forse??) e sono molto più tigre di quanto sembri. E allora qual é il problema? Che essere Tigre non significa necessariamente essere una brava mamma, forse è anche più difficile di chi è mielosamente melensa! Perché a volte a ruggire ti fan male le mandibole, e anche un po’ il cuore.

  2. P.s. se ti interroghi su come sei e su come potresti (dovresti?) cambiare, già stai facendo un primo passo. Poi, cambiare non so se sia la soluzione. Essere se stessi è una gran prova di coraggio e forza, magari, cerca di capire come interfacciarti meglio con lei. Forse.

  3. nell’impresa genitoriale io mi sento come RalphSupermaxieroe con il libretto delle istruzioni ristretto, super poteri altalenanti e un mantello fighissimo nevvero?

    mettiamoci l’anima in pace come si fa si sbaglia, l’importante è che si faccia, per la negligenza non ci sarebbe perdono, per ” l’ingombro” si vergogneranno un po’ e da grandi ci prenderanno in giro.
    Poi come ho letto ” fra trent’anni il suo analista ti dirà che è tutta colpa di sua madre” che almeno sia vero i!!

  4. si prova, si aggiusta il tiro, si riprova, si lascia fare, si cerca di sopravvivere, si cercano complici. magari si cerca anche di essere felici noi, che a loro fa tanto ma tanto bene, alla lunga!

  5. meno male che tu il libretto delle istruzioni lo hai solo perso, io ci sono momenti in cui penso di non averlo mai avuto!Ed invece ci sono delle volte che mi sento una mamma perfettissima. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, l’importante è, come hanno detto in tante, almeno essere presenti e provarci…

  6. Il libretto delle istruzioni non c’è, si va avanti ad istinto. I dubbi vanno bene, fermarsi a pensare a come si sta andando avanti male non fa. Quoto Silvia, si prova e si riprova cercando comunque di non dimenticare se stesse. Perché non puoi essere diversa dalla splendida e “ingombrante” persona che sei, soprattutto con lei. Continua pure a ballare ad arrampicarti, forse ne rideranno un po’, ma poi, credimi, lo ricorderanno con piacere…

  7. anna ha detto:

    io credo che porsi dei dubbi sui metodi educativi che abbiamo scelto sia normale e sacrosanto, il libretto di istruzioni, davvero, se mai ce l’hanno dato, chissà dove è finito. Credo che la cosa più importante sia che noi genitori manteniamo la coerenza, o un livello elevato di coerenza (siamo umani, no?), e la fermezza: dobbiamo essere autorevoli, trasmettere sicurezza..pur lasciando libertà di espressione, di azione…ma loro, i nostri bimbi, cosa ci chiedono? a me sembra che davvero chiedano paletti entro i quali provare e sperimentare.
    Non ti crucciare se noti un tic, un qualcosa di minimo che non va..i bimbi che hanno davvero problemi sono altri…
    anche la mia pupa nei momenti di forte stress esprime il suo disagio, lo fa balbettando un po’. L’ha fatto anche durante le vacanze al mare: pur nella felicità, cambiare abitudini, ambiente ecc, qualche disagio lo crea..noi la monitoriamo, la osserrviamo, le diamo spazio e attendiamo che passi..qualche volta ci allarmiamo un po’ perchè sembra che non passi, poi ci stupisce con un miglioramente improvviso, magari dovuto a terzi (magari anche a terze e quasi sicuramente sottotaglia come lei). E noi monitoriamo, osserviamo, aspettiamo, se dovesse essere necessario interverremo, in caso contrario monitoriamo ed osserviamo.
    Un episodio di cui sono stata spettarice ed in parte coinvolta, mi ha fatto riflettere: serve coerenza ed è indispensabile insegnare ai propri figli il rispetto per se stessi, per gli altri, il concetto di responsabilità, l’umiltà di chiedere scusa se si è sbagliato…
    Non abbiamo la ricetta magica, andiamo anche di istinto…ma teniamo salda la rotta su certi principi che sono fondamentali per fa sì che i nostri piccoli nani diventino delle belle persone. E tu lo fai, anche se balli e canti e magari fai la pazza..(o magari proprio per questo?)

  8. Grazie @anna, l’idea che i bambini ci chiedano soprattutto paletti per i loro tentativi e un modello da seguire, mi piace molto. Per chi ha detto che la cosa principale sia un pò di coerenza e rimanere donne oltre che mamme: la teoria è quella, poi sbattere contro le recriminazioni è molto più difficile.

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