Mi(ss) scappa da piangere: quanto è necessario un concorso di bellezza.

Che c’era la finale di Miss Italia proprio mi è passato, fra le altre notizie che leggo sui media quella deve avere fatto un volo di zanzara.

Twitter però è un bel termometro per conoscere gli interessi generali e quindi non passano inosservati i vari messaggi relativi alla manifestazione: ci sono gli insulti, c’è chi sponsorizza qualche ragazza, o semplicemente chi fa battute di gossip. Poi mi è capitato di leggere un bel post di Michela che parte da un ricordo personale e poi contestualizza con le vicende attuali.

Come vedono questo concorso le adolescenti di oggi? Ragazze che hanno accesso ad un numero di informazioni quasi illimitato, volendo. Ragazze che si confrontano con figure femminili che fanno del loro aspetto una merce di scambio per entrare nel mondo del lavoro, politici che chiedono quella merce lì facendo leva sul potere per dare la fama: una fama effimera, mi pare di notare, quella che si apre e chiude sulle pagine di un quotidiano o, al più, su qualche pagina di un settimanale. Hai voglia raccontare a tua figlia che quello che conta è la dignità di persona e la coerenza, che ogni donna (e uomo) è libera di fare le sue scelte salvo poi avere il coraggio di sostenerle, quelle scelte. C’è tutto un mondo la fuori che sbatte fortemente con quello che io (come donna e soprattuto come madre) ho intenzione di insegnare a mia figlia.

D’altra parte vedo che oggi più che mai l’attenzione a quello che va oltre l’edonismo è discretamente alta, ci sono molti movimenti (reali e virtuali) che tengono viva la voglia di andare a fondo, di fare una selezione del personale per competenze e non ad-minchiam, vedo che c’è gente che grida per non mandare tutto a rotoli (o a puttane, che va molto di moda adesso)

Però io volevo dire un’altra cosa, oramai si sa che faccio dei giri ardui e sopraffini (!): vedo Miss Italia e mi viene in mente che quelle ragazze lì sono tutte figlie di qualcuno (niente commenti ironici, please). Sono madre, lo so che le madri e i padri vogliono sempre il meglio per i propri figli, vogliono che stiano bene, che riescano nella vita, che abbiano soddisfazioni; nella mia testa questo amore genitoriale collegato ai concorsi di bellezza si trasforma in una specie di mostro a sei teste, dove mamme super tirate (e frustrate) lottano con le unghie e con i denti, e forse anche con qualcos’altro, perchè la loro figliola venga notata, vedò papà muniti di tutti i mezzi che consente la tecnologia per spargere la voce, attirare consensi, aggiungere voti. Nella mia fantasia quel concorso è una lotta senza esclusione di colpi dietro le quinte, e quello che passa la TV è solo un filtro che addolcisce,  e quindi si torna al primo argomento di questo articolo: dove può andare una società che manda messaggi sbagliati su quello che è il modo di fare strada, quando chi ha detto “no”  diventa la nuova Maria Goretti e  chi chiede prestazioni sessuali e un comportamento accondiscendente è un giusto e un grand furbone.

Io non so cosa rispodnere. Aiuto! I got the devil in me! Voglio un esorcista!

12 thoughts on “Mi(ss) scappa da piangere: quanto è necessario un concorso di bellezza.

  1. florence71 ha detto:

    purtroppo va poco lontano…ma ogni volta che lo si dice si passa per bacchettoni…e credo da poche parti..ma se lo dici pass da bacchettona..e mi son parecchio rotta le scatole…resisto solo continuando a trasmettere a mio figlio ciò in cui credo fermamente e cioè che purtroppo avere soldi non sempre rende felici… ci tocca fare i genitori salmone…nuotare controcorrente è durissimo,potrebbe anche essere del tutto inutile,ma io con la corrente ancora non riesco ad andarci perchè mi fa star male dentro…

  2. Io soon d’accordo con te, e col Florence qui sopra. Non metto in dubbio che tra le concorrenti di miss Italia ci siano brave ragazze e altre meno “brave” o comunque più pronte a scendere a compromessi. Quello che contesto, però, è l’importanza esagerata data ad un evento del genere, un concorso di bellezza, in un Paese dove le donne sono ancora troppo spesso giudicate più per l’apparenza che per la sostanza. Il messaggio è fuorviante… Non so se sono stata chiara…

  3. Secondo me le due azioni concrete da perseguire sono:
    1. proseguire imperterriti nell’educazione dei propri figli al rispetto di sé e degli altri (e un’arma potentissima che spesso sottovalutiamo o per estrema stanchezza deleghiamo);
    2. cercare un contatto, un minimo di dialogo con chi è convinto che garantire un futuro migliore ai propri figli significhi svenderli al mercato.

    Bisogna andare oltre la condanna e l’autoindignazione tra gruppi ristretti, bisogna “uscire in strada” e parlare con la gente.

  4. @stefania io parlo proprio di questo: del messaggio anomalo che arriva da queste manifestazioni in questo periodo. Non sono bacchettona e credo che ognuna possa fare del proprio corpo quello che vuole, se è l’unica cosa da scambiare problema suo: c’è sempre stato e sempre ci sarà, a mia figlia insegno altro (e incrocio le dita). Il mio problema è che oggi QUEL tipo di sistema è acquisito ad alti livelli sociali, governo, finanza,economia; e allora non è più possibile farlo passare come un gioco, un sistema limitato ad un settore piccolo ed effimero. QUEL sistema è sistema di stato: e questa manifestazione è completamente fuori luogo adesso.

  5. @michela sulla numero 1 ti do perfettamente ragione e sono straconvinta del potere assoluto. Della 2 non ho capito le dinamiche: tu vorresti convincere a tornare sulla retta via chi da sempre usa un sistema che non approvi? Io onestamente non ho più la forza per cercare le pecorelle smarrite…Ho solo bisogno di qualche buon esempio da indicare a mia figlia, e sinceramente, nemmeno con le fotoelettriche lo trovo!

  6. anna ha detto:

    Viviamo in un “P”aese, dove se devono pubblicizzarti la colla usano il corpo nudo di una donna sotto la doccia…
    dove le donne vengono costantemente sminuite anche e soprattutto dalle istituzioni (ricordo ancora con orrore una frase detta in campagna elettorale che suonava grossomodo così: “se arriverà ora di pranzo, le candidate del nostro partito, ci prepareranno la pasta” … e ste sceme di candidate ad applaudire contente..)
    non si tratta di essere bacchettoni, ma di recuperare un senso di dignità, purtroppo hanno creato una fascia sociale di bassa cultura che si nutre a programmi televisivi di bassa qualità, da cui escono messaggi distorti. A me questi genitori che spingono avanti le proprie figlie in questo modo fanno paura, ma non più di quelli che si agitano ai bordi di un campetto da calcio o di quelli che spingono a fare “un buon matrimonio” (sembra una cosa d’altri tempi, ma ci sono ancora): perchè hanno un solo “valore” da insegnare ai figli ed è quello del denaro, dell’apparenza..
    Ogni tanto, anche in modo un po’ ironico, mi chiedo se, andando controcorrente e cercando di insegnare cosa conta davvero, non stiamo tirando su dei bimbi che da adolescenti saranno degli emarginati e degli “sfigati”…

  7. Da disfattista che sono ti rispondo questo:
    1) Vabbè, ormai è un mio leit motiv :)…ho saputo che in queste sere c’è miss Italia per via dei blog, perché non ho la…(tutti in coro). Le mie figlie non ne sono al corrente e credo non sappiano cos’è un concorso di bellezza;
    2) Perseguire nell’insegnare ai propri figli quello in cui si crede e soprattutto dimostrare con la propria vita che si è coerenti. Qualora le mie figlie, maggiorenni, decidano di darsi in cambio di una parte in tv, e soprattutto, non si sentano dei cessi a seguito di questa decisione, me ne addolorerò, ma saranno affari loro. Loro non sono la mia estensione. E io credo che le uniche cose sbagliate siano quelle che ci fanno sentire male. Se credi nella dignità, nelle persone, nelle donne, nel sesso come una cosa bella che fai con chi ami, comportati di conseguenza. Sennò, comportati di conseguenza. Vorrei spiegare loro questo.

    E brava Lu che tira sempre fuori argomenti interessanti.

  8. … ma perché, la televisione va guardata “accesa”?
    E’ tanto bella così com’è, spenta, a prender polvere… 😉

    p.s.: non commento il resto perché sarei ripetitiva…

  9. Il dialogo continuo e costante con i figli e il buon esempio sono le uniche armi che abbiamo. Ed è difficile remare contro, contro i “Perchè lui sì e io no?” (O perché lui no e io sì?) nei continui confronti con persone che non la pensano e non agiscono come te. Puoi solo tenere le dita incrociate, sperando che i tuoi messaggi arrivino a destinazione e aiutino gli adulti del futuro a fare delle scelte sensate.
    Grazie per la bella riflessione.

  10. @anna e @kalì: mantenere coerenza e dialogo è fondamentale, sono convinta che anche se dovessero diventare degli sfigati, avrebbero una marcia in più rispetto agli “Altri”
    @polly ribadisco la massima libertà per tutti, anche per mia figlia: sarà lei a dover fare i conti con le sue scelte (e con me ghghgh)
    @pole: guarda bene, forse è un acquario! 🙂

  11. concordo per miss italia, che poi mi diverto a leggere i tweet e a scorgere varie umanità. è sentir parlare le dieci undicenni figlie di amiche! è vedere come guardano le borsine vuitton, è vederle accendersi per amici, per la de filippi e sconfortarsi! è vedere genitori che in fase di separazione si litigano la scheda sky, è questo che mi fa indignare e scuotere la testa come faceva mia nonna. come il cagnolino dell’alfettone.
    mo mama sa sò vecia!

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