Singing in the car

Per una serie di coincidenze ieri mi sono passati davanti agli occhi i mesi passati a  Palermo da pallavolista. Si sa come funziona la testa (la mia ad minkiam) un’immagine si trascina dietro un odore, poi da li un viso, il suono di una risata, il sapore dei fichi d’india e della panna cotta. Il mare ad ottobre (forse questo ha scatenato tutto, che questo week end lo abbiamo passato in spiaggia), i piumini chiusi nell’armadio, le serate profumate, la Vuccirìa.

La colonna sonora di quelle meravigliose stagioni è stata rock, a volume alto, un blues sanguigno e di protesta, la mia indipendenza che si voleva affermare e la personalità che lottava per emergere: praticamente come ora.

Mi sovviene il dubbio che quando si smetta di lottare, va a finire che si muore.

Perciò: volume, orecchie aperte, cantare!!!!!


Lei é la titolare della rubrica del lunedì.

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