Elogio dell’ozio

Questa riflessione è figlia di un pomeriggio lento e scarico di impegni, passato in casa con la gioppina che si guarda un pò di cartoni dopo 7 ore di materna, con il mio fido Mac sulle ginocchia, a leggere in giro, a scrivere pezzi per Zebuk e smaltire la posta.

Io e il socio amiamo fare anche durante la settimana, proporre passeggiate, uscite al parco, una mezz’ora alla mediateca; perchè ci annoiamo a stare fermi e soprattutto perchè sappiamo che condividere esperienze con nostra figlia è utile per lei e (soprattutto) per noi.

Mi chiedo a volte se la ricerca di cose da fare non sia oggettivamente inutile in alcuni casi; perchè rallentare il ritmo è così fatalmente denigrato? Sedersi a disegnare, a leggere, a guardare la tv…o a non fare niente. Ahhhh ozio rigenerante.

Ho letto uno studio americano (credo) in cui veniva sottolineato che lo stato di riflessione assente (quando si rimane per qualche minuto con gli occhi fissi senza pensare a niente) stimola la capacità creativa: in pratica nel nostro “black out” ripeschiamo le informazioni imagazzinate e le incastriamo in abbinamenti irrazionali. Sarebbe molto meglio del sonno, in cui la mente riposa in modo passivo. E allora assentiamoci!

E’ prassi diffusa in questi ultimi anni il sovraffollamento di impegni per i bambini, sport, musica, feste, cinema, gruppi di lettura. Vedo mamme con facce stravolte : “ti è passato sopra un camion oggi?” “eh, sarebbe stato meglio. alle due pallavolo per piero, alle tre ho portato clara a danza, poi verso le cinque c’era un bellissimo incontro su Rodari e non ce lo potevamo perdere. Finito quello la mia madre  ha voluto che accompagnassi il maschio per le foto del gruppo donne e nonne, mentre la femmina è venuta con me a fare la prova di clarinetto…”

Stop, un attimo, frena. Che lo stress a sei anni è una cosa brutta (e anche a quaranta non è mica un elisir di lunga vita).

Mi sembra che ci sia una specie di regola non scritta per cui più cose fate tu e il tuo bambino, più siete bravi. Ma in che senso bravi? Torniamo al solito discorso di famiglie multitasking e bambini super attivi, e onestamente non so se sia la strada giusta. Mi sembra che fermarsi e concentrarsi su sè stessi sia mentalmente più complicato, bisogna imparare ad ascoltarsi, a gestire la noia, a creare un angolo interiore da cui tirare fuori giochi e pensieri positivi. Forse il problema sta tutto li: rallentando e scavando si trova qualche brutta sorpresa. Meglio correre, che così le buche si saltano.

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9 pensieri su “Elogio dell’ozio

  1. Io sono una che ama oziare, dovrei essere una ipercreativa se lo studio americano dicesse la verità, il mio ozio è direttamente proporzionale alla mia pigrizia e solo a tratti mi disturba. Ma spesso mi sento in dovere di “giustificarmi” perchè a volte non mi va di fare niente e questo senso di colpa per la mia cosidetta inettudine si moltipica mille volte quando ci sono di mezzo le papole, mi faccio mille paranoie sul tempo trascorso insieme, mi sento in colpa se credo si possano annoiare. Come sempre ci vorrebbe la sana via di mezzo ma quanto è difficile l’equilibrio

  2. Belvetta l’anno scorso faceva il laboratorio di musica-gioco.
    Quest’anno acquaticità (ha paura dell’acqua e lavarle i capelli è un mezzo incubo) e psicomotricità (sperando che cresca un po’ meno scoordinata di mammina!).
    Stop.
    Il resto è creatività a casa, giochi al parco, poca TV, libri, giochi di fantasia che si inventa con bambole e peluche.
    Anche perchè voglio dire, quando andrà a scuola più di due attività extra non potrà mica farle e allora perchè farle iniziare qualcosa che fra due anni dovrà mollare?

  3. Anche noi ci siamo interrogati: quante attività “dovremmo” far fare ad Anna? Lei avrebbe tanto voluto che la iscrivessimo a calcio. Ma 500 e rotti euro per un qcs che non ha mai fatto mi facevano un po’ specie. Inoltre chissà se avrebbe voluto continuare tutto l’anno… Così, modesti modesti, approfittiamo della scuola dell’infanzia, che organizza il nuoto e la ginnastica. Et voilà. E a casa, care mamme, ci piace tanto fare i giochi che vengono, pochissima tv (grazie a non so quale santo…) e molta finzione con le bambole, moltissima pittura e giochi con colla e forbici. I nostri pomeriggi insieme sono brevi, Anna esce alle 16 dalla scuola, ma sono piacevoli. Mi piace fare tante cose, ma me ne frega molto poco di doverle far per forza, dunque…ci assomigliamo! 😉 (solo che misuri 100 cm più di me 😉 e ps. che bella la vostra foto del profilo, siete bellissime!)

  4. Ecco com’è che si chiama: “riflessione assente”.

    E pensare che il mio capo pensa che io “vaghi nel paese dei balocchi”… devo cercare quello studio e parlargliene. Anzi no. Tanto sarebbe una causa persa.

  5. anna ha detto:

    Alcune mamme, con figli poco più grandi dei miei (magari fratelli di compagni di materna), mi dicono: non so come farai a lavorare nei prossimi anni..non sai che fatica, ogni pomeriggio devo correre qua e là per portarli a fare….e giù un elenco di attività che neanche un adulto sosterrebbe.
    Ora, in primo luogo, io non lavoro per hobby..;)
    In secondo luogo, mi fa un po’ specie che sti bimbi siano così oberati di cose da fare..
    E parliamo di bimbi di 4-5-6-7 anni o poco più!
    Io credo che ai bimbi vada lasciato anche del tempo per “non fare nulla”, per giocare, per disegnare, per guardare anche un po’ di tv…del tempo non per forza “incanalato” in un’attività che abbia uno scopo. I bimbi secondo me devono anche imparare a gestirsi e a gestire il loro tempo: dubito francamente che lo possano fare con genitori (meglio ancora mamme..) segretarie-“activity planner”-taxiste che pianificano ogni pomeriggio con molteplici attività (e quando non ci sono attività, telefoniamo agli amichetti, che altrimenti..)…
    lasciamo ai bimbi gli spazi per affrontare e imparare ad affrontare lo scorrere del tempo.
    Noi, in ritardissimo su tutti gli altri, abbiamo iniziato la piscina la scorsa primavera (ecco sul nuoto derogo, ma perchè secondo me fa proprio bene e prima si comincia meglio è..noi prima non potevamo perchè la cinquenne ha sofferto di dermatite atopica fino all’anno scorso, con il duenne invece abbiamo appena iniziato) e quest’anno la pupa ci ha strappato il consenso per fare danza, ma solo 1 pomeriggio a settimana, su questo sono stata irremovibile con l’insegnante.

  6. Io ho scoperto la riflessione assente nei miei weekend senza i mostrilli; ma alla fine sono così rilassata (=stremata) che mi addormento ;-))))
    Comunque ti dò ragione in pieno, ho sempre pensato che i bambini avessero bisogno di un qualche tempo vuoto, per riposarsi, stimolare la loro creatività, o semplicemente fermarsi a parlare senza fretta. Così quest’anno solo nuoto e un giorno di calcetto, così rimane del tempo per stare a casa….

  7. the pellons' mother ha detto:

    Sono convinta anch’io che non si debba riempire di impegni i bimbi, soprattutto se piccoli. Ma bisogna anche vedere dove si vive e che vita si fa. Se l’alternativa è che c’è un giardino e dei bimbi amichetti da invitare e far ruzzolare nel prato, viva la mancanza di attività organizzate! Ma se si vive in una grande città e fa freddo e i legami sociali sono difficilissimi e magari i figli stanno a casa tutto il pomeriggio con una tata che non insegna loro nulla, forse è meglio che vadano ogni giorno ad un’attività diversa..-

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