Buio in sala! Biglietto n.23

Mercoledì al cinema, io qui faccio la mia parte ispirata dalla rubrica di NxD

La versione di Barney

Barney Panofsky è un produttore televisivo ebreo che vive a Montreal, dove colleziona mogli e bottiglie di whisky. Figlio affettuoso di un poliziotto in pensione col vizio del sesso e degli aneddoti, Barney è incalzato dalle ambizioni e dalle calunnie del detective O’Hearne, convinto da anni del suo coinvolgimento nella scomparsa di Boogie, amico licenzioso e scrittore dotato. Dopo l’uscita del libro di O’Hearne, che lo accusa di omicidio e di ogni genere di bassezza, Barney si decide a dare la sua versione dei fatti, ripercorrendo la sua (mal)educazione sentimentale e la sua vita fuori misura, consumata nell’Italia degli anni Sessanta e perseverata in Canada. Tra una partita di hockey e una boccata di Montecristo, l’irrefrenabile Barney rievoca il suo primo matrimonio con una pittrice esistenzialista e suicida, riesamina le seconde nozze con una miliardaria ebrea e ninfomane e riconsidera gli errori fatti con la sua terza e amatissima consorte, speaker garbata e madre dei sui due figli. 

Un film di Richard J. Lewis. Con Paul Giamatti, Dustin Hoffman, Minnie Driver, Rosamund Pike, Rachelle Lefevre. Titolo originale Barney’s VersionCommedia, durata 132 min. – Canada, Italia 2010. (MyMovies)

Probabilmente questo post comincerà in un modo e finirà in un altro, tanto oramai la Lu la conoscete e non vi stupirete. In effetti parlare di questo film è complicato, perchè tutto sommato è un bel film, con attori molto bravi, una bella fotografia e un’ottima colonna sonora. Sembra un film americano, il che non è un complimento per un film candese, ma in questo caso la grandezza di vedute, la possibilità di riuscire, il fatto di passare sopra gli altri per il proprio risultato, non sembrano così lontane e poco credibili. Barney è effettivamente uno spietato figlio del suo tempo e dell’ambiente in cui è nato, e anche la scelta delle mogli segue in modo coerenti gli eventi delle sua vita. Un finale commovente ci restituisce l’intimità di quest’uomo che tutto sommato su alcuni valori non scherza mai.

Però…

(attezione: di seguito la variazione di tono e gradimento)

…io ho letto il libro. E tra libro e film il confronto è sempre impietoso, tanto più nel caso di libri imperdibili. Barney è un personaggio unico: cinico, scorretto, godurioso e tremendamente divertente. Uno che vorresti raggiungere al telefono quando ti assillano i dubbi, perchè sai che da lui non arriverebbe mai un consiglio già sentito e soprattutto saprebbe darti la risposta che meno ti piace (perciò necessaria). La sua versione, il racconto di una vita per spiegare la morte del suo più caro amico, non è un elenco di scuse, non diventa pietosa richiesta di perdono: è la versione spietata di una vita voluta e fortemente dolorosa. In mezzo agli aneddoti c’è sempre spazio per battute gelide e uniche; e anche l’amore è visto senza filtri di buonismo o cedimenti alla banalità. Questo nel film non potrà mai esserci, si possono trovare altre cose, ma è impossibile respirare la coinvolgente e ironica voglia di vivere di Mr Panofsky.

Il film vale la pena di essere visto, il libro va messo con cura in libreria per averlo sempre sotto mano.

Buona visione!

7 thoughts on “Buio in sala! Biglietto n.23

  1. Mi sa che ci dobbiamo mettere d’accordo… :-)))
    Bellissima scelta! Il libro non l’ho letto, infatti non ne ho parlato, ma lo leggerò sicuramente!

  2. the pellons' mother ha detto:

    Sì, concordo su tutto. Il libro rimane un capolavoro, e lui davvero l’amico che vorresti sentire. Il fim ci perde, come sempre, ma per chi non lo ha letto, è un bellissimo film. Il dr mi si è commosso, e ho detto tutto!

  3. Sei provvidenziale! Appena finito il libro e visto il film! Il libro l’ho preso e ripreso in mano mille volte perché con una nana per casa concentrarsi su queste letture è un po’ complicato. Comunque mi è piaciuto moltissimo e devo dire che vedendo il film (ho approfittato della visione gratuita di prima fila su SKY lo scorso week) mi ha un po’ delusa. Dopo dieci minuti mi sembrava fossero troppo avanti nella narrazione lasciando indietro un sacco di particolari. Poi pian piano si è ripreso anche se un personaggio come lui soltanto in 500 pagine stampate ce lo puoi far stare! Renderlo bene su pellicola era davvero cosa ardua!

  4. Il film non l’ho visto, e forse decido di non vederlo, per non riempire di piombo le ali di un bel film con una storia che sai essere tutt’altro.

    Il libro è un gran bel libro, anche se la spiegazione del “giallo” della morte di Boogie è… sbagliata! Ma in fondo, che ce frega? E’ talmente bello che si accetta anche che non stia in piedi🙂

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