Capo e luogo: Ancona vista da noi

La famiglia Luciebasta si è completamente votata alle gite minime, che per noi significano muoversi nel territorio limitrofo spendendo poco e riducendo tutto il possibile.

Non è che siamo così virtuosi, certo quella è la nostra aspirazione, arrivare alla filosofia della sostenibilità per una scelta ponderata; per ora siamo quelli che devono fare i conti con la gran voglia di viaggiare e i soldi che mancano: siamo minimi per forza!

La domenica è un giorno tutto per noi, e cominciamo la mattina a cercare cosa c’è da vedere: di solito il socio si fa i suoi giri su web trova qualcosa. Da lì la ricerca del treno, della linea giusta di autobus, degli orari. E allora si parte.

Questa settimana abbiamo scelto un percorso a metà tra storia e arte, ci siamo diretti ad Ancona (ve l’ho già detto che amo le marche no?!).

Tre approcci diversi da ognuno dei componenti della famiglia. Io che torno sempre volentieri in luoghi che conosco per assaporare i particolari, il socio che vuole scoprire una regione adottiva ancora sconosciuta e stimolante, la gioppina con la sua passione per i mezzi di trasporto più disparati come Giovannino Perdigiorno.

Entrare in città subito dopo pranzo ci ha fatto apprezzare una città semivuota, con poco traffico; e dal traffico siamo scappati infilandoci nei vicoli del centro, nelle salite che portano fino al Duomo, nella collina che domina il porto. Dall’alto siamo riusciti a vedere lontano lontano lungo la costa, grigia di nuvole e bianca di schiuma, con i raggi a fare da fari per le navi al largo.

Dalla sommità a scendere verso l’ingresso del Parco del Cardeto, un polmone verde a picco sul mare, sorprendente tranquillità in questa città portuale grigia e frettolosa. Lì ci siamo emozionati alla vista del cimitero ebraico, un prato ondulato e verdissimo disseminato di colonne di memoria; abbiamo camminato, respirato il sale, abbiamo visto volare la schiuma del mare, come in una scena di un improbabile film fantascientifico.

Siamo poi tornati in mezzo alla gente, nel corso pieno di negozi e di famiglie a passeggio. La fontana delle 13 cannelle, la piazza del plebiscito, le pizzerie provvidenziali per la nostra fame da trekking metropolitano. Abbiamo guardato tutto con gli occhi del viaggiatore, anche quando si è trattato di vicoli piccoli e scuri, con più entusiasmo quando siamo passati nelle piazze ricche di sculture o, meglio ancora, nei sentieri a picco sul mare.

Il treno ci aspettava in stazione, siamo saliti con comodo e ci siamo scelti il posto: rotaie che riportano a casa, occhi pieni di meraviglia.

Stima e MelaBlu, è un viaggio emotivo questo? 🙂

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7 thoughts on “Capo e luogo: Ancona vista da noi

  1. Pensavo…c’è chi con una vacanza da nababbi non si diverte e non mantiene neanche un ricordo dei posti che ha visitato…e chi, con un budget minimo, riesce a far viaggiare il corpo e la testa, riportando pure a casa delle foto fantastiche!!!!
    Bravi!

  2. anna ha detto:

    Lu, lo sai che le Marche sono sempre nel mio cuore e se scrivi post così, a me prende una nostalgia che neanche ti immagini…
    Ammetto che Ancona non è tra le mie città preferite (a mia discolpa, mi son rimasti dentro i commenti di stampo fortemente campanilistico della parte marchigiana della mia famiglia), ma il tuo “reportage di viaggio” fa venir voglia di fare un giro molto più approfondito!!!!

    • Da marchigiana doc non posso negarti che il campanilismo spesso gioca brutti scherzi, per fortuna il socio bilancia la parte meno costruttiva del mio carattere 😉

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