Difendersi dalla violenza

Qui io non parlo quasi mai di politica, un pò perchè non conosco mai abbastanza bene i fatti, un pò perchè sono troppo passionale e quindi non saprei mai dosare il tono di qualche argomento che mi tocca.

Oggi però dalla politica ho estrapolato un avvenimento, perchè la morte di Mu’hammar Gheddafi è figlia della politica e di scelte politiche (più o meno) condivisibili. Oggi voglio lasciare su questa pagina tutto il mio schifo per le immagini ripetute ossessivamente dalle nostre televisioni; voglio scrivere quanto mi è fastidioso il tono gongolante di chi fino a qualche mese fa dava del tu a un dittatore e che oggi si bea della sua morte. Una morte in diretta. Una morte violenta, in diretta. Come nei peggiori snuff movies abusano di noi con immagini sparate dentro lo schermo, penetrano le nostre case senza darci il tempo di scegliere.

E nell’istante stesso in cui decidi di cambiare canale, che non vuoi essere complice di quella brutalità, oramai l’immagine si è fissata nella tua testa: e deve andarti bene che tu sia da solo, perchè per ogni bambino che assiste a quello spettacolo obbligato c’è da fare i conti con domande scomode e irrispondibili.

Non è una vittoria la morte del Rais, questo va gridato a tutto il mondo. E’ solo l’ennesima sconfitta di un mondo e di un modo di pensare, che origina troppe maniere sbagliate di agire.

E non è politica questa, anche oggi non ho parlato di politica. Non mi schiero oggi, c’è solo da trattenere i conati.

Annunci

16 thoughts on “Difendersi dalla violenza

  1. Proprio per evitare immagini come quelle di Gheddafi, tv spenta verso l’ora di cena, al max cartoni per Edo e informazione solo tramite giornali (in digitale).

  2. siamo barbari. ecco quello che siamo. abbiamo bisogno di grandi riti di purificazione, di puntare il dito, di sentirci sempre in un gruppo e dalla parte giusta. di fronte a questo spegnimento collettivo dei cervelli io rivendico il diritto di fare poco, consapevolmente, nel mio piccolo orizzonte individuale. è politica anche questa e cambia le cose, gli umori, gli atteggiamenti. molto più dell’indignazione. bel post.

    • i riti di purificazione hanno una base sociale nobile, sono nati per attirarsi il benvolere degli dei e per onorare i morti: niente di più lontano da questo.

  3. LadeaKalì ha detto:

    Brava Lucia! Brava brava brava! Che cazzarola c’è da esultare a guardare un uomo morto ammazzato. Un dittatore, un pazzo furioso, ma sempre un altro essere umano!
    Ho letto in prima pagina le sue (alleged) ultime frasi: Don’t shoot me! Non mi sparate. Non posso immedesimarmi nei panni di chi ha subito un regime dittatoriale per una vita e magari ci ha perso anche dei cari, ma quoto Silvia, a volte siamo una massa di barbari, senza dignità e senza morale.
    Mi è venuto in mente Piazzale Loreto e lo scempio fatto dei cadaveri di Mussolini Petacci & co….

  4. Concordo in toto. Per fortuna ho visto le immagini ieri sera a tarda notte, quando i bambini erano già a nanna, e non a cena.
    E mi sono sentita violentata, non avrei voluto vederle.
    Mi ha fatto uno schifo… ma non per le immagini, quanto per la scelta di tutte le reti di trasmetterle.
    Ma che razza di persone stiamo diventando? Sarebbe una civiltà questa?

  5. polly ha detto:

    Ho scritto qualcosa di simile quando è morto Bin Laden.
    Non importa quanto uno può essere stato cruento, sbagliato, repressivo, brutto e cattivo. Importa che la giustizia sommaria è un pericolo per ogni singolo cittadino.

  6. Ieri sera, tardissima ora, sono incappata in Porta a porta..programma che non guardo mai perchè come dici tu, voglio scegliere.
    La famigerata foto del volto di Gheddafi insaguinato e senza vita era “proiettata” alle spalle di Bruno Vespa..ho seguito 5 minuti di programma e quella foto era sempre lì, quindi suppongo che sia rimasta in onda per tutta la durata del programma…
    francamente mi sono chiesta a che scopo…

  7. pussola ha detto:

    Ma certo che è una corsa alla morbosità: come quelli che, armati di telefonino sono andati a fare le foto al cadavere di Gheddafi….ma anche come quelli che organizzavano pullman per andare a vedere la villetta di “zio Michele”.
    La violenza fa male quando te la raccontano. Figurarsi a ritrovarsela sbattuta sotto gli occhi in prima serata.

  8. Capitata qui per caso rimbalzando da blog in blog… mi sento di lasciare due righe…
    Che dire, concordo con tutti voi,
    la televisione , che dovrebbe fare informazione e appronfondimento sta diventando una corsa “all’orrore” più immagini crude si mandano in giro meglio è.

    Quello che è grave è che con questa foga di “spettacolarizzazione delle violenza” in tante persone si è creato una sorta di gusto per il macabro, per la cronaca per i dettagli più crudi.. ( vedi pellegrinaggi alla villetta di Avetrana ! )
    La mentalità di tante persone si sta pian piano abituando a vedere solo violenza, e putroppo a tanti non da più nemmeno fastidio anzi la cercano….. (anche perchè se ancora dopo 1 anno fanno trasmissioni intere in cui si parla di Avetrana un motivo ci sarà, il problema è che la gente le guarda!!)

    Il regime del Rais è stato quanto di più disumano ci possa essere ma non per questo amo vedere il suo cadavere in prima serata coperto di sangue …
    Ne la folla che crca il linciaggio del cadavere..
    La violenza con il Rais deve morire con lui non essere foraggiata …

    Che amarezza…

    Scusate l’intrusione ,
    p.s. complimenti per il blog…

    Silvia

Lascia un segno:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...