Datti da fare, non aspettare #2eurox10leggi

Alla veneranda età di 40 anni, quando la gran parte di quelli che conoscono combattono con i capelli bianchi, le sturbe della maturità, le scimmie urlatrici nella testa dei figli, le corna dei coniugi, la carriera mancata, i conti per la pensione, il superenalotto che li sfotte, la bazza per la vacanza, mentre molte delle mie conoscenze hanno vite regolari e anche banali se vogliamo, non dico semplici ma di certo incanalate nella più serena piattezza (o quasi) io mi faccio prendere dalle frenesie politiche. Non parlo di tessere tradizionali, ma di una passionale voglia di alzare il culo e fare qualcosa per questa amata Italia che ha preso una strada sgarrupata; a guardare quello che si fa normalmente in politica la passione non mi viene, casomai mi viene uno sforzo di stomaco, tra mignotte, puttanieri, casta, sorrisi durbans e er pelliccia che esce di galera.  E allora mi rivolgo ai social, regno incontrastato di grandi intellettuali e economisti da wikipedia.

Il fatto è che lì dentro, dentro i social, i mi ci sento bene, mi dà l’impressione che posso trovare le notizie meno filtrate possibile, che in fondo ci si può leggere davvero il termometro dello scontento nazional popolare: mi fregio di amicizie web di tutto rispetto, giornalisti, economisti, pallisti (soprattutto). Provo ad usare l’ironia sempre, anche e soprattutto quando qualcuno si prende troppo sul serio, e in alcuni casi ho trovato delle buone iniziative e mi ci sono tuffata di testa.

Il post di oggi riguarda proprio una di quelle iniziative con le palle, nate da social ma per esigenze del tutto reali e extra web: #2eurox10leggi.

Ne avevo già parlato, da allora tante cose sono state fatte, soprattutto l’attivazione della sottoscrizione.

Ho capito questa chiede i soldi!

Innanzitutto con questo tipo di found raising fino a che la cifra non è raggiunta, non si versa una lira: diciamo che è una promessa, un impegno a sostenere il progetto (e siccome in questi giorni c’è chi promette e non mantiene, noi che siamo diversi possiamo dimostrarlo, no?)

Le proposte le metto qui di seguito, io non sono d’accordo con tutte, ma il bello della democrazia è proprio questo: poter scegliere fra diverse alternative valide. Mi piacerebbe molto poterne discutere, sapere che altri si sono interessati a questa cosa, che la condividono ma anche no, che almeno uno di quelli che leggono lo ha detto a un’altra persona, che poi ne ha parlato con qualcun altro, che poi ha fatto vedere la pagina a un altro, che magari alla fine qualche altra quota è stata “prenotata”…Cosa c’è di più entusiasmante del passaparola per un’idea in cui crediamo?

Quello che mi ha coinvolto di più in questo progetto, è il fatto che si tratti di avanzare, di dare una spallata al vecchio, non solo per quanto riguarda le donne (trovo il femminismo troppo limitato per poter agire, vorrei andare oltre il genere) ma in modo trasversale e aperto, un modo di fare politica che posso sostenere, una prassi generale molto buona, dai risultati utili per tutti, uomini e donne.

Dai dai, un pò di entusiasmo, è ora di smettere di sbuffare e muovere le chiappette, sono bravi tutti a fare polemica senza proporre niente di nuovo (basti vedere i commenti all’articolo di ieri de La 27ma ora). Quindi qui non chiedo i soldi, ma molto di più: attivarsi, impegnarsi, mettere la faccia. E poi se avanzano due euro di un caffè, beh, impegniamo anche quelli!

Le #10leggi

1. Legge per il congedo obbligatorio condiviso. Introduzione del concetto di paternità obbligatoria.

2. Legge per la maternità universale. Ovvero ogni donna che sceglie di diventare madre, sia essa single, sposata, lavoratrice dipendente o precaria, deve aver diritto al sussidio di maternità.

3. Legge per la realizzazione di una reale democrazia paritaria. Una legge elettorale che, come quella campana, preveda la doppia preferenza di genere e una presenza al 50 per cento nelle liste.

4. Legge contro le dimissioni in bianco e incentivi per una maggiore partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e delle professioni. Obiettivo: la parità ovunque, anche nei salari. 

5. Educazione sessuale e di identità di genere fin dalla scuola primaria su modello di quelle danesi. Istituzione di una Commissione che vigili sull’uso dell’immagine femminile nel mondo dei media.

6. Legge contro la violenza sessuale sul modello spagnolo. Si parte dall’educazione fino alla tutela dei e nei centri di accoglienza delle vittime, all’assistenza legale, alla punizione e recupero di chi opera violenza.

7. Leggi per il finanziamento della costruzione di asili nido di piccole dimensioni ma diffusi sul territorio, e per i tempi pieni di qualità nelle scuole primaria e secondaria di primo grado.

8. Legge che deliberi reali sostegni a tutte le tipologie di nuclei familiari con figli o con anziani a carico. Rivedere anche la legge sulle pensioni di reversibilità che ha danneggiato soprattutto le donne.

9. Una legge sul futuro. Provvedimenti per dare maggiore autonomia, anche economica ai giovani e alle giovani. Sulla proposta di Martine Aubry, finanziare il merito e la realizzazione in tutti i campi: dalla cultura all’industria.

10. Promuovere a tutti i livelli istituzionali, dai Comuni allo Stato Centrale, il Bilancio di Genere, che consente di ripartire in modo equo e più controllato le risorse a disposizione.

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