Gira il mondo gira

Ieri sul faccialibro comunicavo ad una mia cugina minore (eh beh, serve facebook per parlare coi parenti) che avrebbe preso le bastonate dalla sottoscritta se continuava a enumerare i vantaggi dell’inverno. Diceva lei che finalmente sarebbero arrivati il freddo, la neve, il Natale, le castagne, il vin brulè: ci mancava poco che mi chiedesse felice cosa mi aspetto dalla befana e l’avrei raggiunta a casa per staccarle le ditine delle mani.

Il fatto è che io tutte quelle cose lì le odio, nemmeno fossi un serpente biforcuto col bisogno del letargo; passi per il freddo, ma sopportarlo con il buio e la nebbia proprio no. E poi il Natale: se non fosse nata la Gioppina io sarei stata peggio di Scrooge o del Grinch, immusonita aspettando che passi, o scappando verso mete esotiche (a poterselo permettere). Polenta, brasati, ponch, castagne, brulè li evito come il bacillo dell’asiatica, la montagna con la neve mi fa salire la carogna, che tocca stare nel rifugio e se ti viene voglia di fare due passi tocca mettersi i vestiti di Ambrogio Fogar.

Io son nata nuda, e nuda voglio restare!

Costumi, pareo, bretelline, sandali: amo la leggerezza. Le verdure fresche, il pesce, il vinello leggero. Gelato e cocomero. Birra gelata!

Caldo, molto caldo, vento cocente e sudore. Finestre aperte e corrente salmastra.

Oh carini: non è che questo governo riesce anche ad introdurre una rogatoria di modo che primavera ed estate possano durare anche qui dieci mesi?

Così su due piedi mi viene in mente che si potrebbe avviare un’azione di we democracy o una raccolta fondi: l’ha fatto Santoro per interesse personale, non posso farlo io che migliorerei la vita degli italiani in un istante?

Bon, vi terrò aggiornati: ora mi stanno rimettendo la camicia di forza e mi sarà complicato scrivere.