Amelia e i sogni di bambina

Da bambini abbiamo mille sogni, strani e assurdi, ma così tremendamente veri che diventano la realtà del nostro futuro. Inventiamo quello che non c’è per farlo accadere, viviamo ogni ora solo per accorciare la distanza tra noi e la certezza di domani.

Succede a volte che nel cuore si senta una vocina debole debole, che ti parla di nuvole, di vento, di cielo; succede che dentro il sonno si vedano ali, si senta l’aria, si respiri l’emozione. Avete mai sognato di volare? Mi sembra che non esista sensazione più bella, la leggerezza del corpo, la vittoria su una legge fisica ingombrante che ti permette di sollevarti in alto senza nessun sostegno. Da piccola mi succedeva spesso, oggi sempre meno: non saprei approfondire, ma le due cose devono essere legate tra loro e anche alle vicissitudini della vita.

Amelia Earhart viveva dentro quel sogno, in un’epoca in cui per collegare le parole donna e aviatore al massimo poteva starci una parentela. Come nel più bel miraggio del più fantasioso dei bambini niente era già pronto, nessuna strada già tracciata: esisteva solo la magia di una visione legata alla speranza. Amelia fece di tutto per vivere quella magia; e ci riuscì.

Prima donna ad attraversare l’Atlantico, prima a fare la trasvolata in solitaria dopo Lindbergh. Rincorre record, li batte, vive il suo progetto spendendo ogni sua energia e diventanto famosissima.

Ma a una bambina sognatrice la fama non basta, perchè raggiungere l’obbiettivo vuol dire semettere di cercare, di fantasticare, di vivere; e allora ancora tra le nuvole, per tentare la sfida più grande, il giro del mondo.

Io oggi me la immagino così, dentro le nuvole, dentro il cielo e il mare: perchè durante la trasvolata il contatto radio sparì, forse l’aereo che la portava cadde, forse riuscì in un atterraggio di emergenza. Il corpo non è mai stato trovato, nonostante le poderose forze messe a disposizione per cercarla in mezzo all’oceano, e così la leggenda si é caricata di emozione e risvolti misteriosi. Io romanticamente continuo a pensare che una visionaria come lei anche in quella impossibile difficoltà abbia trovato il modo per andare oltre e continuare a costruire la sua utopia, voglio credere che la sua passione sia riuscita in qualche modo a darle la possibilità di continuare a rimanere dentro il suo sogno e viverlo fino in fondo.

Ero partita per scrivere il post per la rubrica di NxD poi mi sono emozionata e ho parlato di altro. Se volete guardate il film Amelia, con una Hilary Swank somigliante come una goccia d’acqua: non è di sicuro tra i film più belli mai visti, ma i costumi sono bellissimi e alcune parti sono calzanti e ben fatte. Se poi dal film vi viene voglia di approfondire la storia vera, allora non saranno due ore spese invano!

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6 thoughts on “Amelia e i sogni di bambina

  1. Conoscevo la storia, simile e diversa da quella di tanti pionieri esploratori.

    La differenza è che lei era una donna. Ma le Persone, quando vivono per “seguir virutute e canoscenza”, sono senza sesso. Sono semplicemente grandi Persone.

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