Delle feste e del mangiare

Vagando per feste di compleanno bambinesche e in attesa di quelle natalizie, mi vengono un guazzabuglio di pensieri che non sono nemmeno collegati tra loro, ma d’altronde nemmeno i neuroni nel mio cervello sono collegati col sistema centrale, quindi Houston abbiamo un problema…

Ora ho la figlia grande (si, saranno constatazioni relative, ma quando in una stanza chiusa non devo preoccuparmi se la nana ingoia chiodi e disegna sul muro, per me mia figlia è grande) e quindi alle feste di compleanno faccio la figa (s)parlando con le amiche, bevendo birra e mettendo i tacchi. Ho recentemente partecipato ad un galà unannesco, dove la mamma proprietaria del festeggiato ha invitato le sue amiche con relativi pargoli. Lei ha esagerato (che se per il primo anno di vita gonfi quattrocento palloncini, ordini sei teglie di pizza e fai una torta a due piani, vorrei sapere se per i diciotto le organizzi la spedizione su marte: sonscelte) ma devo dire che la fauna presente era degna di nota; mamme  per la maggior parte, con un papà gnocco e l’altro marito della mia amica (quindi off limits), vestiti per la gran parte firmati, qualche esemplare di donna-sofaretuttoio, una mamma che non ha fatto altro che sbuffare col figlio (età 1) perchè le pesava, due mamme che si rotolavano sul tappeto coi giochi (presente), due maroni a non finire. E niente: sono diventata una rompiballe, intollerante alle fintezze e soprattutto ai bimbiminkia. Da qui sono giunta alla decisione che le prossime feste di compleanno di mia figlia saranno organizzate alla fava e locate in mezzo a un prato, tanto i bambini hanno mille risorse, si divertiranno lo stesso.

Altra occasione di raduno bimbi, questa volta coetanei alla mia che è cinquenne. Vedo le mamme alle prese con la cena (che poi vorrei sapere perchè sono sempre e solo mamme che si occupano del vettovagliamento della prole…): c’è quella che se ne frega mentre il suo bambino ha la bocca piena di patatine, si riempie le tasche di caramelle e ingurgita la maionese dal tubetto. C’è l’altra che cerca sedano e mele per mantenere lo standard salutaristico. Potrei citare mille casi, perchè tanto dentro casa sua ognuno sceglie il regime alimentare che preferisce. Io però vorrei schierarmi su una cosa: trovo insopportabile chi insiste nel riempire il sottoposto minore ad un pranzo completo e con velate (ma anche no) minacce lo obbliga a mangiare quando non gli va. E’ sbagliato trattare il cibo come un premio (o come una punizione), non si può considerare un bambino da quello che mangia e da come lo mangia. Io mi ricordo che lo facevano anche con me, probabilmente per una certa cultura popolare e di riduzione dello spreco, ma io non lo capivo: io capivo che ero brava se finivo, mentre se avanzavo o non mi piaceva qualcosa mi sentivo sbagliata, e fin da piccola. Per tanti anni ho avuto un rapporto molto conflittuale col cibo, non sono nemmeno sicura di averlo superato. E quelli che non mangiano a sufficienza? Ecco, giusto. Quel problema lì va affrontato col pediatra, non certo da soli e con i metodi più disparati.

La Gioppina da sempre non ha particolare interesse per il cibo, mangia perchè ad una certa ora la tavola è pronta. Spesso sono lotte, perchè per me deve finire quello che ha in tavola, e anche se non le piace deve assaggiare. Perchè? Per educazione.

Dice il socio: “Avrà anche lei i suoi gusti, è possibile che preferisca una cosa ad un’altra”. Certo che i suoi gusti, mica è un tritatutto, solo che se non assaggia tutto a questa età, quando lo farà? …     …..

…Lo farà.

Io molti gusti li ho apprezzati da grande. E non sono nemmeno venuta su storta come un’olivo.

Sono bipolare lo so, faccio una scelta e nello stesso secondo mi chiedo se sia quella giusta, però cerco di andare avanti per la strada che credo la meno peggio. Certo che vista con l’occhio di mia figlia devo essere proprio una gran rottura. Chissà se tra qualche anno mi ripudia o mi fa internare.

5 thoughts on “Delle feste e del mangiare

  1. insomma anche tu sei umana.. vai alle feste e ti fai il mazzo per farla mangiare. mi sa che devo rivedere la tua immagine, quella che mi ero fatta io.
    ti pensavo tutta bella, ipertecnologica, con il romanzo pesante e intellettuale sotto il braccio… ma in effetti potresti essere questo e altro. Che donna misteriosa🙂

  2. Non parliamo di cibo e di figlioli che rifiutano di uscire dal guscio sicuro del pasta-in-bianco-fettina-ai-ferri-e-patatine (però il pollo al curry se lo mangiano, avoja!)!!!
    A me sta succedendo una cosa strana, per me disarmante: fatico (anzi ho proprio un rifiuto) a socializzare (con le “nuove mamme” dell’asilo di Michela)… gna fo’!
    Lo ammetto (e lo dico qui, che sono in incognito) negli ultimi 10 giorni ci sono state ben 4 feste di compleanno (ma farle tutti insieme, no?!?) e, con una scusa o con l’altra, non ce l’ho portata…
    Lo so benissimo che non è giusto! Che ANCHE lei ha diritto a frequentare i suoi coetanei anzi, le sue coetanee OLTRE agli amici dei fratelli… però mi sono detta che FORSE posso anche aspettare i 4 anni, vero?!?

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