E’ quasi Natale: religiochiamo?

Il periodo natalizio mi mette addosso una patina nevrotica che non comprendo bene, c’ho da studiare e magari ne scrivo un’altra volta. Se però mi impegno un pochino e provo a guardare le cose con gli occhi della gioppina, mi rendo conto che qualcosa di buono c’è; la lista non è proprio lunghissima, ma sono positività concentrate quindi valgono di più.

Uno degli aspetti che amo è il suo l’atteggiamento assolutamente puro nei confronti della preparazione religiosa. Io e suo padre siamo di certo cattolici, perchè cresciuti dai nostri genitori dentro le regole e i passaggi obbligatori, però non possiamo dirci praticanti ferventi. Per troppi motivi ci siamo allontanati dalla messa, dalla comunità strutturata e quindi viviamo la nostra religiosità in modo poco canonico; seguiamo però le regole dell’amore tutti i giorni  e durante questo periodo, in cui anche lei è bombardata da messaggi generali e da comunicazioni commerciali, tendiamo a spiegare meglio e a focalizzare le azioni buone che facciamo insieme. Nel nostro natale ci saranno i regali,  i pranzi, ma sarà più importante ridere, amare chi c’è al nostro fianco e anche chi è lontano. Con l’occasione che ci è data all’asilo di una raccolta fondi per una scuola africana, ci siamo impegnati a rinunciare tutti e tre a una piccola cosa, sennò che bene ficere sarebbe? Troppo comodo chiedere il soldino a mamma e papà senza capire cosa significa non avere matite e pennarelli per poter disegnare.

Il calendario dell’avvento ha la forma di un trenino, con i cassettini da aprire giorno per giorno; quale migliore modo per capire il senso dell’attesa? E qualche volta insieme ai piccoli regalini, ai cioccolatini, la cucciola trova anche “una posta” con il buono per un bacio, o per il solletico o una canzone da cantare insieme; certo non sono idee originali, le ho trovate in giro, ma insieme al socio le abbiamo sentite così calzanti che le abbiamo fatte subito nostre. E lei apprezza.

Il presepe a casa nostra è un gioco. Le statuine diventano il modo per comprendere storicamente quanto fosse rivoluzionario Gesù, ogni giorno cambiano di posizione, creano storie e dialoghi spassosissimi e molto interessanti. L’amore che Giuseppe ha dimostrato verso Maria, la nascita in povertà, la vita di Gesù che viene raccontata alla materna e che viene rielaborata a casa, ampliando un pò gli orizzonti. E lei è sempre lì col suo entusiasmo, senza doppi sensi, ingenua e completamente malleabile; aspetta la notte di natale per scartare i pacchi, certamente, ma il percorso fatto per arrivare a quella data sarà entusiasmante come il traguardo finale.

5 thoughts on “E’ quasi Natale: religiochiamo?

  1. Che bello: si respira proprio l’atmosfera di attesa.
    Io mi sono data una calmata perchè ultimamente continuavo a correre perdendo il senso di tutto questo.
    Anche a casa nostra si gioca con le statuette (lo sa il povero Giuseppe che, nel gioco, è stato decapitato… stasera quasi quasi pubblico la foto sul blog)🙂

  2. Le regole dell’amore? Mica le ho mai definite così…però alla fine è quello che faccio. O almeno ci provo…
    Che bella l’idea della posta con il bacio o la canzone da cantare insieme, te la rubo!

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