Ancora un post sul Natale (ce lo potevamo risparmiare)

Pessimismo e fastidio (citazione dei Cavalli Marci, grande gruppo comico)

Uh le feste di fine anno, che roba.

Anche a voler fare la brava te le tirano fuori. Giro per il paese e non trovo un parcheggio (ma la gente non ha un tubo da fare?), i pedoni colti da marciume della valvola neuronale  che attraversano di colpo, gli addobbi stradali a forma di fiocco di neve anche a Tunisi, le canzoni nei centri commerciali, i babbi natali appesi (un gancetto per le palle no, eh?). “Luci vammi a prendere il regalo per tua sorella, che io non ho tempo”. Organizza i pranzi. Organizza le cene. Organizza i suicidi collettivi (son brava, faccio consulenze a prezzi modici). E’ il compleanno di babbo, non vuoi fare un pensierino? Poi bisogna pensare alle bimbe, che loro sono ancora affascinate dall’anziano ciccione in giacca rossa. E se io il regalo te lo voglio fare in un altro giorno? Quando sono più ispirata, quando ho visto qualcosa proprio giusto per te, quando non mi salassano. Eppure mi ricordo che mille anni fa mi ero ripromessa di fuggire dal 20 dicembre almeno fino al 10 gennaio: non l’ho mai fatto.

Il fatto è che a costringermi a fare qualcosa si ottiene l’effetto contrario: divento insofferente, cinica e onestamente meglio mandarmi a cagare (o a Bora Bora, fate vobis)

Però il concertino alla materna è stato divertente, le maestre hanno preferito “sottolineare i momenti di condivisione senza stressare troppo i bambini con prove e tempi stretti”; mi sembrava un piccolo circo: chi si girava di spalle, chi piangeva, quelle grandi (tra cui la gioppina) che ridevano come le oche adolescenti, ballavano, saltavano e cantavano.

E poi ieri abbiamo fatto le lasagne a casa di mamma, lei io e mia sorella. Come nei film di Pupi Avati. Sporche fino ai gomiti di besciamella e ragù, con 14 (dicesi quattordici) uova di pasta da tagliare e mettere nelle teglie: e tutti gli anni diciamo che magari dovremmo ridurre, ma poi esageriamo sempre, tanto le congeliamo e a male non vanno. Le chiacchiere, i pettegolezzi sulla figlia di quello, le risate con le lacrime. Intanto le minorenni se ne stavano beate a disegnare e a giocare in sala, facevano le pulizie e poi invitavano i morosi:  ci sarà tempo per la lotta di genere.

Ecco, mettendo tutto in fila poi così male non va: solo che non è il natale che istiga ad essere più buoni.

Auguri gente!

10 thoughts on “Ancora un post sul Natale (ce lo potevamo risparmiare)

  1. Pessimismo e fastidio, poi emozione e commozione. Tutti questi cambiamenti di stato d’animo, tutte ste lucine cominciano a confondermi. Vedo che non sono l’unica🙂.

    A me manca di fare le lasagne in famiglia e quella bella immagine un po’ la invidio…
    Buone feste cara Lucia🙂

  2. Ma sì, che belle le lasagne di scorta per quasi tutto l’anno! E le chiacchiere tra donne…
    Ehilà, Grinch… a me “tanti auguri” va di dirtelo oggi, fa lo stesso?😉

    p.s.: e ho fatto il fioretto di essere più buona tutti i giorni, oltre (tranne!) che a Natale…😀

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