Avvicinandosi a piccoli passi alla s(c)uola elementare

Gennaio mese di inizi. Tra le varie cose che sto elaborando e sputtanando valutando c’è anche la scelta della scuola per la gioppina: non ho capito come ho fatto a passare in un battibaleno dalla pulizia di pannolini puzzolentissimi alla elucubrazione sul tempo pieno ma me ne farò una ragione, non sono io la protagonista del post (la solita egocentrica)

Sapendo vagamente che per iscriversi al primo anno di elementari primaria bisogna avere l’occhio lungo e la palla di cristallo, e quindi darsi da fare entro il mese, sono stata colta dal panico: dove andare? cosa fare? chi tampinare?

Googolo un pò e trovo l’articolo più recente datato 10 gennaio 2011, in linea con le esigenze attuali, visto che i regolamenti cambiano ogni due settimane, anzi anche di meno, devo pensare che sicuramente ho trovato dei documenti utili.

Chiedo alle maestre della materna, che con una espressione degna del gruppo tester sugli effetti della cannabis cianciano confusamente di aspettare la comunicazione dal comune, recapitata direttamente a domicilio.

Partiamo bene, le contraddizioni si sprecano: devo muovermi otto mesi prima, e questo lo posso anche capire in termini di programmazione didattica e di personale, solo che non si ha ben chiara la scelta che si può fare.

Open day, offerta formativa, full time, mezzi. Qui bisogna districarsi in una giungla; e dire che io e il socio siamo soggetti che si possono permettere di cercarsele queste informazioni, vorrei sapere come fanno gli altri. Magari forse non gliene frega niente, e stanno meglio così. E’ più facile per un genitore chiedere se l’amichetto del cuore sarà in classe con suo figlio piuttosto che sapere quante maestre ci saranno e quali attività faranno.

“Ti prego mettiamoci d’accordo, che se la Caterina con capita in classe con la Gioppina è un dramma: mi ricordo di quanto sono stata male io da piccola perchè alle elementari mi sono trovata sola”

Genitori la diversità è una cosa bella.

I bambini di sei anni si adattano in una settimana, mentre è arcinoto che i bambini di 30 rimangono minchioni per tutta la vita. Non mettere ansia a tuo figlio per un problema che hai tu e che non riesci a superare. Cerca di disporre sempre per lui tutti i mezzi di conoscenza, servono i libri ma è fondamentale anche avere vicino un bambino albanese o un bambino difficile o un bambino down. Certo che condurre i nostri figli attraverso il cambiamento è una situazione un pò più complessa da gestire rispetto al mantenimento di tutti gli equilibri precedenti, ma il mio timore più grande è che siamo noi genitori a non essere pronti. Quando mia figlia si trova davanti qualcosa di nuovo certo ne è timorosa, ma la reazione è quella positiva di tutti i bambini: curiosità e domande, non chiusura e diffidenza. Perchè non proviamo anche noi “grandi” a fare così.

Nel frattempo lo spirito santo è sceso su di me è parlo un’altra lingua: sono i cristoni perchè non so dove fare le iscrizioni.

Ho fatto anche la rima.

To be continued.

20 thoughts on “Avvicinandosi a piccoli passi alla s(c)uola elementare

  1. Qui c’è una e una sola scuola, materna, primaria e medie, direi che non ci ho dovuto riflettere tanto…
    Ma lo svantaggio è che devi prendere quello che passa il convento.

  2. pussola ha detto:

    Ti capisco assai perchè l’anno scorso ho vissuto il medesimo attimo di panico.
    Anche da noi non si capiva bene DOVE presentare la domanda, ma soprattutto DOVE ritirare il modulo da compilare…
    In un certo senso sono fortunella…ho lasciato la gatta da pelare a mio marito…che, devo dire, con certi animali è decisamente meglio di sanfrancesco…🙂
    E poi concordo: i bambini si sanno adattare assai bene alle novità.
    L’ho visto con Saruccia.
    Una micro lacrimuccia il primo giorno di scuola.
    Lei non conosceva nessuno.
    All’uscita era mano nella mano con il suo compagno di banco e si sbracciava per salutare le sue “nuove migliori amiche” (parole sue).
    Ce la farai.
    Ce la farete alla grande🙂

  3. paoletta ha detto:

    guarda, sto compilando ora la domanda di iscrizione della mimi. da veterana della struttura so, più o meno, cosa aspettarmi: nuovi tagli, le solite chiacchiere della dirigente che deve far tornare i conti con l’ultimo scampolo di coperta, l’annuale rincorsa alla sezione migliore. ma poi migliore per chi? non è detto che quello che io trovo ottimo sia altrettanto buono per la mia vicina, in fondo siamo “diversi” anche nella percezione di ciò che ci circonda, nel valutare il prossimo e i suoi talenti. ecco, posso dire solo questo, ho messo via la mia ansia da mammachevuoleilmeglioperlesuecreature per un più salubre mammachesperachediocelamandibuona, nella certezza che l’unica vera (e insidiosissima) incognita saranno gli altri genitori. panico.

  4. Ti darei un bacio in fronte, Lucia, quella dei bambini aperti al nuovo e dei 30enni minchioni è da oscar. Credo anche io che noi genitori facciamo vivere ai figli tutte le nostre paure e le nostre frustrazioni, e forse dovremmo darci una bella calmata.
    p.s. una domandina: sei anche tu fra quelle mamme che “rincorrono” la sezione “migliore”?

    • Onestamente ho scelto la scuola per prossimità a casa, corrisponde anche ad una ottima scuola. Come sempre dimostro la mia bipolarità sperando che la G trovi ottime maestre capaci di farle amare la conoscenza e nel contempo me ne frego bellamente sperando che per lei sia soprattutto un’esperienza umana, un pò perchè vedo in mia figlia molta curiosità e so che parte da buone basi. Come Paola sopra “speriamo che Dio (e il ministro) ce la mandi buona”

    • Ma sei in ansia didattica o più normalmente nel terrore di vederli crescere? Che poi quando crescono si è così orgogliosi di loro…Io vorrei entrare in classe con lei, perchè cazzarola non mi prendono??!

  5. feci la stessa pensata tua, quando lo sparso si ritrovò da solo in prima elementare e tutti i suoi insieme nell’altra classe. lasciai le cose come stavano pensando che avrebbe guadagnato il doppio degli amici. il disagio in lui era evidente e alle medie mi ha confessato che per lui fu un abbandono. credo che però la responsabilità fosse da attribuire alle sue maestre d’asilo. dovrebbero sapere che non si fanno selezioni così drastiche, ma avevano molte pressioni da tanti genitori che non ero io.

  6. Quanto hai ragione. Nel trasferimento in Francia proiettavo su papolagrande tutte le mie paure, ma come farà? Tutto il giorno a scuola dove parlano solo francese? E compagnia cantando. Ovviamente lei se la cava alla grande e sin dal primo giorno. Papola batte mamma in adattamento e curiosità 10 a 1

  7. Anche noi siamo alle prese con l’iscrizione di BUH alla primaria… noi non abbiamo grandi scelte, nel nostro circolo ci sono 2 scuole primarie.
    Fanno parte dello stesso plesso, perciò condividono medesima organizzazione e medesimo pof, ma una ha 5 sezioni e l’altra ne ha soltanto 2. Sarei tentata di iscriverlo nella seconda, ma è un po’ scomoda.

    Ho già partecipato a una riunione di presentazione dell’offerta formativa e la prossima settimana andremo agli open day… poi si vedrà!!

  8. Arrivo un pò in ritardo ma quello della scelta della scuola primaria è stato per noi un momento fondamentale, un iter piuttosto difficile, che per fortuna ha portato buoni frutti. Non potendo contare sulla flessibilità o la capacità di adattamento del mio alieno (non pervenuti alla nascita!) ho cercato un luogo dove potessi avere abbastanza interazione con la maestra da creare un vero “gruppo di lavoro”. Più che una maestra io ho trovato un angelo che sta al nostro fianco con entusiasmo, che mi scrive bigliettini con i traguardi di mio figlio, che ci aiuta quotidianamente senza mai giudicare. Probabilmente non avrei fatto tanta fatica se gli anni di materna non fossero stati disastrosi, avrei seguito l’iter scolastico di zona e basta. Ma ero così spaventata! Evidentemente era il destino, speriamo di tenerci il nostro angelo per tutti e 5 gli anni!

    • Ben arrivata!
      Ti ringrazio per la bella testimonianza, soprattutto quando ci sono delle questioni da sistemare più complesse della semplice amicizia del bambino sapere che il mondo della scuola ha le carte in regola ci aiuta ad essere un pò più ottimisti.

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