Magnifica presenza, Ozpetek again

C’era una volta un cinema virtuale che frequentavo e che mi piaceva assai; le proprietarie sono attualmente tanto impegnate in meravigliosi progetti e quindi il cinema è momentaneamente chiuso: conto di rivedere al più presto quelli che bazzicavano la sala, ognuno col suo film preferito, ognuno entusiasta di stare lì. Nel frattempo io continuo ad amare il cinema e oggi vi racconto l’ultimo film visto.

Magnifica presenza

Piero si trasferisce a Roma dal profondo sud per inseguire il suo sogno di diventare attore e per riuscire a iniziare una relazione con un regista conosciuto tempo prima; nel frattempo impasta cornetti un una pasticceria lavorando la notte.

Trasferendosi nel nuovo appartamento trova, insieme ai lavori di ristrutturazione da fare, una intera compagnia teatrale. La stranezza è che loro sono morti durante la seconda guerra mondiale e non lo sanno.

Questa a grandi linee la trama del nuovo film di Ferzan Ozpetek, uscito venerdì e goduto in una sala semivuota (gli italiani guardano Verdone, si sa). Il regista turco oramai onorato orgoglio nazionale (ve l’ho già detto che lo adoro? si, più di una volta) torna nella sua amata Roma, dopo la trasferta salentina di Mine vaganti e si attornia di attori in forma splendida.

Un film diverso dai soliti, anche se i temi principali ci sono tutti: la diversità, la forza del gruppo, la durezza dei giorni normali, il panorama urbano. Vengono messi in secondo piano le relazioni pericolose e l’omosessualità (anche se in alcuni passaggi hanno l’impatto forte di un pugno nello stomaco) ponendo in evidenza la più generale difficoltà nei rapporti di coppia. La città fa sempre da sfondo ma la storia è sviluppata principalmente negli interni, che diventano palcoscenico degli attori in cerca del loro destino (conosciuto agli altri e ignoto solo a loro stessi). Intrecciando esaurimenti nervosi e umanità varie e mostruose, Ozpetek ci racconta un pezzo della nostra storia e dell’orrore della guerra, cercando i motivi del tradimento e del rifiuto dentro la volontà di sopravvivere.

Scopriamo solo alla fine che il cerchio può chiudersi solo facendo pace con i nostri ricordi e con i rifiuti, aprendosi alle possibilità che la vita sa riservarci. Mi sembra che il messaggio (nemmeno tanto) velato del film sia proprio questo: bisogna inseguire tenacemente il sogno, lottare con forza  per quello che si vuole diventare, sordi e ciechi di fronte alle verità scomode, e trovare da soli le risposte che qualcuno vuole negarci.

Un film molto bello, emozionante, un cast di attori di primo piano: anche questa volta il mio innamoramento prosegue.

Buona visione!

13 thoughts on “Magnifica presenza, Ozpetek again

    • Non conosco il film, ho googolato e credo siano proprio diversi: se proprio vogliamo paragonare a qualcosa direi più i sei personaggi in cerca d’autore mashato con happy family di salvatores. Non ti spaventare, è bellissimo.

  1. Un film di Ozpetek insomma.Certo bisogna riconoscergli che in termini di direzione degli attori è grandioso. Non dimenticherò mai Fantastichini in : non sono gay, sono frocio (o qlcs del genere)!

  2. Innanzitutto complimenti per la recensione,il modo in cui l’hai scritta da il gusto del film senza però privare della sorpresa.

    Io non amo molto i film (o i libri) che hanno questi risvolti un po’ surreali. però di Ozpetek “mi fido” e anche di te.
    Purtroppo sarò in Germania fino al 7 Aprile, spero di trovarlo ancora in qualche sala.
    Non hai parlato del cast? Ha riconfermato i fedelissimi?

    • molti nuovi e qualche conferma: i feticci degli inizi non ci sono più. guarda qua: Elio Germano, Margherita Buy, Paola Minaccioni, Giuseppe Fiorello, Vittoria Puccini, Andrea Bosca, Alessandro Roja, Claudia Potenza. (la Puccini è stupendissima)
      PS: grazie per essere passata!

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