I pini

C’è un angolo della mia città che mi fa tornare in mente me adolescente; è nei paraggi di ragioneria, un giardino nascosto dietro un angolo, un’altalena, uno scivolo e due panchine. E una selva di pini centenari.

Il profumo, gli aghi secchi, le pigne sparse, l’ombra estiva. Difficile descrivere la sensazione che si ha quando si siede sotto un pino: l’imponenza che si sente sopra la propria testa, nel contempo leggera perchè la chioma dell’albero è così lontana nel cielo, una specie di frivolezza collegata alla terra da un tronco diritto e possente. Un pensiero che corre con gambe da atleta, un sogno ventoso legato al polso di un bambino.

I pini proteggono silenziosi i gruppi di ragazzini chiassosi, le donne in erba che svelano segreti acerbi. Stanno lì, sorridendo, ricchi delle parole ascoltate negli anni, presenza forte e ignorata. Regalano ombra, diffondono profumi inebrianti in cambio di nulla. Senza accorgertene ti ritrovi assuefatto e sai che tornerai tutti i giorni, anche solo di passaggio, senza ricordarti di rendere omaggio.

Quanti desideri condivisi con le amiche di scuola, quante volte l’altalena si è fatta trono per regine ridanciane e aspre. Un libro aperto sull’esercizio di chimica, il lucidalabbra nascosto nella tasca, la pizza bianca per ungere le mani: voglia di diventare grandi senza riuscire a spiccare ancora il volo.

Quanta poesia negli anni bruschi dell’adolescenza, quanto potenziale inespresso e non compreso, energia e vigore di progetti, noia, ore da impiegare. I pini lo sanno, restano li a guardare la vita che va avanti, i ricorsi delle stagioni, persone che crescono. Noi che siamo piccoli piangiamo delle nostre misere insicurezze, di conti che non tornano e di futuro che è già passato; guardiamo i figli chiedendoci quanto di quello che sognavamo sia diventato realtà, cercando di capire quanta parte delle nostre speranze possa essere trasferito alla nostra discendenza.

I pini sanno che ci affanniamo per futili motivi, che il respiro è più grande: loro conoscono la reale distanza tra il cielo e la terra. E tutti i giorni sono lì per spiegarcelo, anche se noi non capiamo.

5 thoughts on “I pini

  1. Iniziando a leggere mi son ricordato dei pini marittimi della costa dall’altra parte dell’appennino, il mare da bambino. Descrivevi l’odore, le sensazioni.

    Ma poi mi son reso conto che erano altri i pini che descrivevi, con più profondità e nostalgia. E anche di questi ho sentito il profumo.🙂

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