Il Contest di Camilla: #hoimparatoacontare

Zeldawasawriter è un blog bellissimo: poetico, pieno di foto stupende, un posto soffice e leggero come i palloncini che volano, un luogo intimo, una lettura molto chic e funky (come le mamas).

Se volete perdere due minuti, leggete perchè Camilla  ha scelto questo titolo: mica da tutti, qui c’è di mezzo Scott Fitzgerald, Tenera è la notte, Kennedy e chi più ne ha più ne metta (madonna che sbrodolamento, ma mi tocca nei nervi scoperti, che ci posso fare)

Beh dove volevo arrivare? Camilla ha indetto un contest per il suo compleanno: lei dice che già usare questo termine fa molto yeah, se poi si tratta di un progetto fotografico sviluppato su Instagram è ancora meglio. A me fondamentalmente ha convinto per un paio di motivi: il titolo che semicita una canzone dei Negrita che amo e il fatto che non si vinca niente 🙂 Tutte le spiegazioni sono sul suo blog, con hastag da usare e la lista degli argomenti giornalieri.

Insomma: secondo me dovete vederlo, anche se oggi è il secondo giorno (sono sempre in ritardo, cazzarola) e magari vi viene la voglia di seguirlo.

Vabbè: Camilla è un mito e questo contest una figata!

Have a nice day

Social Family Day: un evento da non perdere

L’anno scorso per la prima volta mi sono confrontata con un mondo che imparavo a conoscere e sono andata al Mom Camp: tutta emozionata, con tanta ansia e la curiosità a mille.

Mi ripeto quest’anno, con motivi differenti e un approccio diverso: c’è Zebuk che vuole diventare qualcosa di più, ci sono contatti virtuali che voglio rendere reali, ci sono amiche che ho imparato ad apprezzare e gente che mi conosce come sminkiatrice che non voglio deludere. Per questo non vedo l’ora di partecipare al Social Family Day di Mammacheblog, organizzato dal quel portento di Jolanda e i suoi collaboratori: bel programma quest’anno, con tavole rotonde a tema, il video box e i corsi di Retelab . E poi le chiacchiere: se già lo scorso anno ho fatto quella dell’ultima fila figuriamoci quest’anno i petardi che tirerò.

Relazioni, web, lavoro, passioni, amiche, socialità: sono contenta di diffondere, è il modo ideale di fare marketing (figurarsi che con questo modo divento anche Media Partner: mica cotica!)

Ci vediamo il 9 giugno?

Singing in the car diventa PantaMusic (Ovvero ogni cosa è destinata a cambiare)

Zitta che un paio di cose si sono messe in fila. Zitta. Ci vorrebbe Mozart oggi, ma poi mi tocca googolare per non  far figure di cacca, e allora metto la musica pop in cui mi identifico tanto.

E poi arriva il sole, e mi godo nuovi amici con chiacchiere e partite al beach tennis.

Poi corro a scrivere qui, in questo blog così sfigato ma così necessario a contenere il mio ego (contenitore, qualcosa che conserva ma anche trattiene-ok, basta con l’analisi filologica che non ci sono portata). Ho bisogno di dire di me, ho bisogno di pensare che qualcuno lo legga: perchè in fondo solo se altri fanno da spettatori tutto quello che avviene è testimoniato e quindi confermato. Udio come sono pesante.

Se non fossi in ufficio mi aprirei una birra, mi fumerei una sigaretta in terrazzo, piedi scalzi sopra il tavolo. Bon, era meglio pesante o illogica?

Non fa niente, non ho bisogno di risposte: probabile che un nesso e una parvenza di razionalità da qualche parte dentro di me esista.

Enjoy, folks!

PS: La rubrica musicale è un’idea di Pentapata  che dice che chiude perchè ha altri progetti; come ho già detto a lei quando un blog sentito non aggiornerà più ti viene un pò di tristezza, a me che son sentimentale anche di più. Dice che la possiamo trovare nel suo nuovo luogo (bellissima idea) e in un gruppo FB. Io l’appuntamento con la musica lo mantengo, mi ha portato bene: cambio titolo ma le minchiate sono sempre uguali. Requiem.

Il magico mondo dell’Inps

Già me lo sento che questo sarà un post inconcludente, un pò perchè non ho grandi capacità deduttivee un pò perchè concludere mi mette l’ansia da prestazione. Sarà anche parziale, scorretto, banale e demagogico: ma se lo fa Grillo posso farlo anche io.

Stamattina armata della pazienza dei santi (io che santa non sono) ho pensato bene di fare un salto all’Inps, dove si trova bella al caldo la mia pratica di accesso al fondo di garanzia. Riassumendo brevemente: qualcuno del mio passato deve darmi dei soldi e siccome un dipendente ha ignobili molte leggi che tutelano la sua posizione, lo Stato ha un fondo che mi anticipa (in parte) il dovuto. Continua a leggere

Singing in the car: ad memoriam

Ho paura.

Perchè se mando mia figlia a scuola può non tornare, perchè se vado a dormire posso non rialzarmi.

Ho paura perchè la terra non avvisa quando trema, non dà possibilità di scelta: e se quel giorno avessi rimandato una cosa importante? E se mi fossi dimenticata di baciare il socio o di annusare i piedi gioppini?

La paura è dover dire ad una figlia che studiare è importante, e sentirsi rispondere che è importante per morire. Ho paura di dover accettare l’inevitabile.

Voglio difendere chi amo, ma non sempre è possibile. Accetto questa regola.

Però ne creo una mia: ogni giorno devo tenere la testa alta, ogni giorno sono io a vincere. Sapendo che l’ignoranza cieca può essere vinta solo studiando, convincendo chi mi è vicino che leggere salva la vita perchè prepara la mente alla rivoluzione. Perchè la rabbia distrugge, perchè un libro fa viaggiare.

E il mio pensiero, la mia preghiera per il Dio che conosco io, oggi va a chi ha tremato: per colpa della terra, per colpa della rabbia. Io so che reagiranno, io so che da questo brutto momento si potrà trovare il seme per la vita.

PS: mentre leggete mandate il file musicale, aiuterà a sentirsi più leggeri.

 La rubrica è un’idea di Pentapata

Ti regalo una perla

Rispettare le regole serve per vivere meglio. Le regole certe volte bisogna cambiarle (perla Gioppina)

Partecipate!

Pentapata

Starsdancer

PS: se volete aderire mettete nei commenti il link alla vostra Perla. Grazie!

Perlipedia

Questa settimana inzia la mia rubrica di cinema su Trashic.

Si, non è un errore: ho una rubrica sul magazine on line più figo che c’è.

Un magazine sarebbe un giornale.

Io. Scrivo. Una. Rubrica.

Lo sviluppo è molto il linea con la testata: recensioni molto un pò trash e un pò chic.

Vale la pena andare a leggere? No, però se volete…

🙂 Enjoy