Imparare a muoversi con lentezza: prospettive per la scuola primaria

Decisamente una riunione interessante quella che abbiamo fatto con una maestra della primaria; la scuola intesa come istituzione ha pena dei genitori e vuole aiutarli a comprendere e a rasserenarsi e quindi organizza incontri informali per prepararci alla nuova esperienza della prima elementare (ok, sono vecchia non si chiama più elementare ma chissene).

Quello che ne ho ricavato io (e va a confermare ciò che sostengo da tempo):

-meglio trovarsi un buon psichiatra (serve per ogni aspetto della vita, quindi va sempre bene, tanto più per la scuola)

-il compito dei genitori è condurre il bambino in un’esperienza serena e non insegnargli a leggere prima della prima

-se tutte le maestre fossero come quella che ha parlato ieri la scuola sarebbe un posto meraviglioso

-corollario al punto sopra: nella scuola (come nelle vita, cit) bisogna avere culo

-il sostegno e la cura dei genitori si deve sviluppare rendendoli autonomi, capaci di esternare i loro dubbi, rispettosi del lavoro e dell’impegno (proprio e altrui)

-(questa maestra è da libro cuore)

-certe mamme (molto più dei papà, questione di quote rosa) andrebbero vaporizzate dalla faccia della terra (me compresa, in alcuni casi)

-genitori non osate sminuire gli insegnanti davanti ai vostri figli: cade tutto il castello

-i nostri bambini sono sovraccarichi di stimoli: insegnamogli la lentezza, i silenzi, la noia

-io vorrei mandare la Gioppina a scuola da sola, ma ho paura di essere denunciata per abbandono di minore

-nella vita scuola ci vuole culo (questa l’ho già detta ma è importante ripeterlo casomai qualcuno non avesse capito…)

Bene: la teoria è a posto, a settembre si passa alla pratica. Uh quante ne leggerete qui sopra.

PS: oggi il titolo è un monumento ai SEO capisciammè

21 thoughts on “Imparare a muoversi con lentezza: prospettive per la scuola primaria

  1. the pellons' mother ha detto:

    Ci vuole parecchio culo. Io però credo che non sia sbagliato insegnargli a leggere prima, se lo desiderano. Denunciatemi pure. E sí, insegnamogli la noia che porta alla scoperta. Che poi mica c’è da insegnare, basta lasciarli annoiare. Ma che cosa sono i seo?

    • upsh silvia, proprio ieri ho postato una foto su Instagram in cui NDR (4 anni) tentava di scrivere il suo nome … giuro che è nato per gioco ( ;-P spero di mostrarvi presto il contesto in cui è avvenuto!) e non l’ho costretto io a scrivere … Che se perdo il tuo appoggio in queste settimane mi metto a piangere !!! #noncelapossofare !!!

    • Silvia hai ragione, viene la rabbia: e allora vita l’impossibilità di contrastare il fattore C dovremmo lavorare tanto sul sostegno ai nostri bimbi, accompagnandoli e rendendoli autonomi e capaci di affrontare la sfida.

  2. i miei si annoiano tantissimo e imparano un sacco di cose😉 e anche se son piccolini (quasi 4 e quasi 2 anni) trovano da fare da soli fin da piccoli (mè mamma snaturata che non gioca coi suoi pargoli se non per pochissimo tempo).
    E concordo con pellons, se lo desiderano che problema c’è a insegnargli a leggere prima di andare a scuola (tanto se poi sono bravi e imparano in 1 settimana come successe a me si annoiano comunque!)

    • No, insegnargli no; se sono curiosi o pronti sono loro a chiederlo, noi dobbiamo solo rispondere. Se ti sei annoiata a scuola dovresti andare a ritrovare la tua maestra😀

      • si certo, concordo, se sono loro a chiederlo ovviamente🙂
        mi annoiavo solo perchè ero più veloce degli altri ad apprendere, ma trovavo altri modi per non annoiarmi😉

  3. angela ha detto:

    Mi fai morire Luica, comunque hai azzeccato, con la scuola ci vuole culo, come nella vita! In bocca al lupo per il lungo cammino che vi aspetta!

    • I bambini si adeguano in due giorni, i cambiamenti sono molto spesso menate dei genitori: vedrai che Edo sarà bravissimo, fai il bravo anche tu🙂

    • Trovo insopportabile che la famiglia sminuisca il lavoro del maestro, un’odiosa mancanza di rispetto. Tu che hai esperienza cosa mi dici?

      • Sono d’accordo, anche perchè la mancanza di rispetto per il prossimo diventa un esempio negativo per i figli. I figli imparano. Detto ciò, i docenti sbagliano, imparano, si arrabbiano, sono esseri umani, non sono infallibili e non sono perfetti. Fanno come le mamme: il proprio meglio con ciò che sono. Accettano gli studenti per come sono, proprio come una madre fa con un figlio. Poi espletano il proprio compito. Ma l’arroganza dei genitori è fastidiosa, soprattutto perchè di fondo c’è l’ignorante pretesa di potersi sostituire al docente. L’intelligenza e l’umiltà sono doti in via d’estinzione. Te lo dice una che è stata accusata d’essere la causa dell’anoressia di un’allieva da parte di sua madre.:/

  4. Una delle cose che dico sempre agli alunni è che la noia è loro amica, che non abbiano paura di annoiarsi perché capiterà un sacco di volte. Aggiungo ai tuoi punti che la classe è fatta dai bambini, dalla maestra (e dalle maestre: di musica, di inglese, di informatica, di educazionemotoria, del doposcuola) e dai genitori. Ci vuole coerenza in questo cerchio, a volte è normale contraddirsi e non bisogna aver paura di farlo ma alla base ci deve essere fiducia, magari stima, e rispetto reciproco. Così i bambini posso allenarsi serenamente alla vita.

  5. ps la prealfabetizzazione non è un cosa negativa se le lettere e le parole sono concepite come oggetti, come giochi e non si pretende che i bambini facciano sforzi di astrazione. Familiarizzare con l’alfabeto può essere utile, basta che non si tolga spazio al gioco a un bambino di cinque anni, mai!!

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