Perchè protesto contro gli europei di calcio

Sono una sportiva.

Tanto è dovuto alla mia storia di pallavolista, cominciata a 7 anni e finita quando è nata la Gioppina (mica per colpa sua, solo per merito dei miei mensichi); ho un curriculum abbastanza lungo da quel punto di vista, con tantissime esperienze sia di volley giocato, qualche volta insegnato, moltissimo parlato. Tutto il panegirico per dire che conosco l’argomento.

Forse grazie alla carriera, ma di certo grazie al carattere e alla formazione, io sono anche tifosa: mi piace partecipare alle manifestazioni, vedere partite, presenziare agli eventi. Potessi guarderei tutte le trasmissioni di eventi sportivi: pallavolo, basket, tennis, calcio, moto. Giusto la formula uno ultimamente mi fa addormentare, ma vi assicuro che fino a dieci anni fa sapevo tutta la classifica e le curve più belle del circuito di Montecarlo. Una sera mi sono incantata anche a vedere i mondiali di curling, che sarebbe quello sport dove tirano le teiere sul ghiaccio e in due spazzano alla velocità della luce per raddrizzare la traiettoria. Per dire.

Ora, con queste premesse così precise, con questi toni così pacati, mi sento di fare un’affermazione, magari criptica e un pò forte: o calciatori, ma vedete di andarvene a ffffanc.... (mi censuro per cortesia verso chi volesse leggere)

Già per sua natura il calcio è uno sport che dà adito a molte perplessità da parte mia, visto il ritmo degli allenamenti, la preparazione teorica, il contorno societario. Ma non è su quello che mi voglio soffermare, bensì tuttavia (perdinci affatto) sulla questione che esula dall’agonismo in senso stretto. Il circo che ci gira intorno per me diventa questione morale; e non vado a sindacare sull’enorme volume di denaro che viene speso : credo che il valore marginale sia sempre relativo, in fondo parliamo non solo di talento, ma di immagine e marketing, per cui è difficile valutare cosa sia il “troppo” (badate, un’idea ce l’ho).

Io discuto l’esempio che i giovani possano ricavare da sto mondo. Mondo di merda, per rimanere delicata nei toni.

Come se non bastasse lo show metafisico che vediamo durante le partite, con calci, gomitate, sputi, bestemmie (e non aggiungo certe pettinature, tatuaggi e cerchietti che sono gusto personale e meritano di essere approfonditi su Trashic), siamo costretti dai giornali ad analizzare anche le questioni penali. Io non trovo più le parolacce adatte. Avete mai visto una partita di rugby? Si menano come i matti, ma guai a quel giocatore che commette un fallo brutto: va fuori, no joke. E alla fine della partita, dal Sei Nazioni fino alla terza categoria, si sta tutti insieme a mangiare e bere, il terzo tempo. Perchè non mettiamo i milioni degli sponsor dentro il movimento del rugby?

Ma porco cazzillo, ma possibile che la maggior parte dei soldi vengano spesi in uno sport di cui, guardando la partita, non sia sicura di stare vedendo un incontro onesto e mi sovviene il leggerissimo dubbio che mi stiano tutti quanto prendendo per il culo, tanto loro si son già messi d’accordo? Ma dove vivono? Brutti ceffi schifosi che non hanno idea di come gira sto mondo…Gli ho visti gli occhi dei ragazzini quando si avvicinano agli sportivi importanti: estasi piena, sogni di diventare come loro, di avere una bellissima moglie, di scommettere dal tabaccaio sotto casa. No, l’ultima parte non è stata accertata, quindi non la posso scrivere. Va bene che gli esempi fondanti per la crescita dovrebbero essere altri, ma questo lo diciamo noi adulti, e dovremmo essere meno ipocriti:  un messaggio che viene da Buffon è mille mila volte più forte di quello che potrebbero avere da Obama (o la Montalcini, metteteci chi vi pare)

Proprio perchè conosco le dinamiche dei giovani in merito allo sport posso essere lapidaria: serve una pulizia profonda all’interno di tutto il movimento calcistico, per potere dare di nuovo credito ad uno sport che (in italia) ha una pubblico foltissimo. Non possiamo fare finta di niente e far passare l’estate sperando di dimenticarsi delle denunce per illecito sportivo, scommesse illegali, combine e tutto il resto della cacca che sta venendo fuori. Non si può, perchè domani ci sarà certamente un adolescente che dirà si alla richiesta di sbagliare il rigore. Non ci posso pensare. Mi viene il vomito.

Per questo sto facendo la mia protesta: durante questo europeo non ho visto (e non vedrò nessuna) partita. E quanto mi costa, io che ho una foto col pancione con disegnata la bandiera italiana quando abbiamo vinto i mondiali.

Fa ridere, è inutile, lo so. Però intanto dentro casa, con la scusa di prendermi in giro, se ne parla. Chissà quale potrebbe essere il modo per farne parlare anche fuori.

8 thoughts on “Perchè protesto contro gli europei di calcio

  1. Idee che sottoscrivo, e scritte da dio.

    Ma il calcio altro non è che un’immagine di quelli che sono i valori che questa epoca ci ha consegnato. E lo dico con tristezza, considerando che quando avevo vent’anni cantavo per un mondo diverso, e intanto ci si sparava nelle piazze….

  2. Da mamma di piccolo calciatore che sogna di giocare in serie B (perché in serie A, mamma, mi sembra siano troppo gasati) io cerco di guardare il calcio con gli occhi del bimbo, anche perché sennò probabilmente non lo farei più andare al campo, ma non posso fare a meno di notare che lo sporco del calcio viene da lontano, viene proprio da alcuni dei campini dove va a giocare anche il Nano, quelli in cui ci sono genitori che incitano a picchiare, genitori che insultano arbitri e avversari, bimbi che “imparano” da questi genitori. Non è così da tutte le parti, ma più il Nano cresce più sono spaventata.

  3. Forse quest’anno riprendo ad allenare e lo faccio partendo dal fondo, da una terza categoria: spero di ritrovare quello spirito e la voglia che mi ha fatto sempre amare questo sport. Il resto è sporcizia, lo so e hai pienamente ragione, ma continuo a vederlo con occhi diversi, con il tempo si perde quell’incanto che hanno i bambini quando iniziano a giocare.
    Poi forse sono il meno adatto visto che Edo mi ha detto: “papà, mi fai la cresta con sharawi?”🙂

  4. angela ha detto:

    Condivido molto di quello che scrivi, non amo il calcio, anche se non riesco a non vedere l’Italia anche perché vivendo con tre maschietti, le urla si sentono anche se mi chiudo in camera e allora tanto vale…

  5. LA LUNA NERA ha detto:

    mi piaceva il calcio, l’ho seguito con passione fino a quando non ho potuto più illudermi che fosse sostanza molto, molto diversa dall’apparenza.
    e ora, quando come ieri sera, il vicino (30 anni, moglie e figlio e un mare di problemi che vuole ignorare perchè non sa risolverli, solo per mancanza di p…, sì, quelle che rotolano in campo), letteralmente piange per un rigore mancato, allora mi viene voglia di urlare che abbiamo esattamente quello che ci meritiamo! o meglio, che si meritano quelli come lui.
    non so se prevale la rabbia o la tristezza per non vedere segni di cambiamento…
    che schifo.

  6. mammadifretta ha detto:

    Ma porco cazzillo, ma possibile che la maggior parte dei soldi vengano spesi in uno sport di cui, guardando la partita, non sia sicura di stare vedendo un incontro onesto e mi sovviene il leggerissimo dubbio che mi stiano tutti quanto prendendo per il culo, tanto loro si son già messi d’accordo? Ma dove vivono? Brutti ceffi schifosi che non hanno idea di come gira sto mondo…

    credo che questo renda in pieno quello che è il mio stato d’animo. E comunque tutta questa melma è il frutto dei troppi soldi che girano,,

  7. stefano ha detto:

    come non condividere ..tutto giusto ..io personalmente sono disgustato da questo calcio da diversi anni ..sono passato dalle full immersion anni 90 in cui non mi perdevo nemmeno un amichevole all arrivare adesso il lunedi in ufficio senza sapere i risultati dei massimi campionati ..ho ripreso a seguire la squadra della mia citta che pur non navigando in categorie blasonate mi rende orgoglioso per senso di appartenenzae per spirito d aggregazione …girano pochi soldi e tanta passione ..per ora va bene cosi ..un consiglio LASCIATE LE GRANDI DEL CALCIO AL LORO DESTINO E TIFATE LA SQUADRA DELLA VOSTRA CITTA…girerebbero meno soldi per queste multinazionali della pedata e tutto si ridimensionerebbe a favore della passione e del tifo che in questi anni si sono persi …

    • Interessante questo intervento, non posso che approvare; in fondo si tratta di fare qualche cosa che ci è possibile ed evitare i soliti proclami che non portano a niente (come il mio). Soprattutto saremmo d’esempio per i figli, darsi da fare per le squadre cittadine è sempre un bel movimento. Grazie!

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