Ricominciamo

L’avevo ibernata.

Confortata dalle testimonianze degli altri adepti del gruppo dopo un rinfresco maggiolino avevo messo un gnocchettino di pasta madre nel freezer.
In estate torno a malapena a dormire a casa, figuriamoci se accendo il forno per panificare.   *Buon compleanno Giulia: i tuoi sei anni sono meravigliosi*

Poi l’estate è passata e mi sono ricordata di Pallade.

L’ho fatta scongelare e ho ricominciato a rinfrescarla. Solo che lei non rispondeva: si era offesa capito?

Ho continuato per più di una settimana, un rinfresco al giorno, aggiungevo anche qualche goccia del miele di zio, che è integrale e buonissimo; pensavo che con qualche coccola me la sarei riconquistata. E lei niente.

Un giorno ho anche pensato di ripartire da nuovo, cominciare un’altra avventura con una pasta madre liquida, ero quasi pronta.

E quel giorno lì ho visto le prime bollicine; piccole e timide, però c’erano. E allora ho capito che avevamo di nuovo fatto pace.

Certo, lei ancora è un pò sulle sue, non si da troppo da fare, però un filoncino con il rosmarino ieri sera è venuto fuori.

Mi sembra il racconto di quando ho litigato con la Roby alle elementari: io volevo disegnare Holly Hobby e lei Candy Candy, nessuna delle due aveva pensato a Mimì Ayuara.

Pane al rosmarino

(nemmeno qui riesco a prendermi sul serio)

50/60 gr pasta madre rinfrescata

200 gr farina -avevo la manitoba da finire, però viene più buona con una farina più grezza, tipo 2 o integrale)

2 cucchiaini di sale

1 cucchiaio abbondante di semi di rosmarino (a occhio)

acqua q.b. -odio l’espressione q.b, la odio-

Sciolgo il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida, e lascio riposare dieci minuti. In una ciotola mescolo tutti gli altri ingredienti, meno il sale. Aggiungo acqua fino a raggiungere una consistenza appiccicosa, va bene anche mescolare con una forchetta. Aggiungo il sale. Lascio lievitare fino al raddoppio (ad esempio dentro il forno a 35 gradi, ci vogliono almeno un paio di ore, dipende dalla forza del lievito).

Rovescio il composto sopra un foglio di carta forno coperto di semola rimacinata (va bene anche la farina); con un pò di farina schiaccio un pò il composto, che è abbastanza molle, e aiutandomi con una spatola faccio le pieghe: riporto i lembi esterni verso l’interno. Lascio riposare ancora un pò (il tempo che avete, si deve gonfiare ancora un pò).

Per cuocere: forno a 230 gradi per 10 minuti, poi abbasso a 200 per altri 20 minuti (io vaporizzo un pò d’acqua prima di infornare, così il pane rimane morbido).

Lasciare raffreddare prima di tagliare (se ci riuscite).

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