Il campo dei miracoli

Io leggo.

Non è il nuovo titolo di Faletti ma quello che mi contraddistingue da sempre: leggevo le insegne stradali prima della scuola, figuriamoci a seguire.

Leggo di tutto, libri, riviste, blog, forum, twitter, gruppi facebook, il bugiardino delle medicine e l’etichetta del wc net.

Gli ultimi giorni mi sono imbattuta su un rimbalzo di commenti molto interessanti sull’argomento scrittura nel web. Comincio dal fatto che mi si paventa una collaborazione di story telling, poi è scoppiato lo scandalo Huffinton Post, e via via, di palo in frasca fino ad arrivare ad uno spunto che mi interessa molto: i SEO. #Checazzè il #seo ve lo dico un pò di corsa, ma basta googlare per avere tutte le informazioni del caso: parole chiave, bounding, posizionamento, page rank, appetibilità del sito, ottimizzazione per i motori di ricerca, statistiche, numeri, guadagno.

Veh, ci siamo arrivati. Gli esperti SEO sono capaci in modo scientifico di analizzare il blog/sito dove scrivi, studiano i punti di forza e le cagate, portandoti a migliorare la visibilità in rete in modo da attirare sponsor che faranno pazzie pur di comparire sulla tua testata.

Così invece di avere il blocco dello scrittore ti viene il blocco della calcolatrice. Certi giorni ti sale l’ansia perchè non riesci a trovare le parole giuste, perchè ti giri intorno e leggi ovunque qualcuno che ha reso con più passione le tue stesse idee, sai che con le parole si possono creare mosaici capaci di trasportarti altrove, vorresti dire agli altri cose belle e utili esposte con correttezza grammaticale e lessicale.

E invece no, l’esperto SEO ti ride in faccia (metaforicamente, eh, nessuno si offenda). Lui ha la formula magica, lui sa bene che se non segui quelle tre semplici regole oramai note e arcinote, ma soprattutto sacrosante perchè testate,  hai voglia a mantenere alto il livello del contenuto: senza la base Search Engine Optimizer la tua è tutta fuffa. E la fuori nel web esiste un mare magnum di esperti. A pagamento, of course (perchè gratis non è professionale, gratis è solamente la parola d’ordine per le collaborazioni con le aziende da parte dei blogger, sti spudorati che chiedono soldi…)

Stamattina leggendo gli ultimi commenti su un gruppo FB ho avuto chiara una visione. Mi si sono parate davanti agli occhi le conoscenze di economia politica e di storia, mi è tornato in mente il periodo della espansione della città rinascimentale: dal buio del medio evo si passava all’esplosione delle arti e dei mestieri. Creativi meravigliosi davano vita a prodotti eccellenti, i grandi artigiani creavano oggetti e metodi di lavoro unici al mondo, sostenuti dai mecenati ovvero dai grandi personaggi, ricchi e lungimiranti, che vedevano dentro la cultura il vero modo per far fruttare i loro soldi.

Poi però sono nate le banche, che quelle sono bravissime a creare le regole finanziarie. E con le regole si è imbrigliato tutto: alla fine i conti dovevano tornare. E non importava tanto se Cellini avesse creato la cornice in argento cesellato più bella del mondo, la cosa importante era teorizzare il suo metodo: figuriamoci se Benvenuto stava lì a scrivere la teoria!

Certo io alla fine ho romanzato parecchio, e magari sono anche andata fuori tema. Quello che volevo dire è che ci sono molti modi di fare blog, di stare in rete, e che la cosa importante è mantenere la propria identità e non farsi trascinare dentro il calderone dei sedicenti esperti: per quello hanno inventanto il Gatto e la Volpe.

Hasta luego amigos.

12 thoughts on “Il campo dei miracoli

  1. Adesso ti rivelerò un segreto (di Pulcinella).
    Google sta pian piano tagliando le gambe a tutto il mondo SEO.
    Ogni mese ne esce una nuova.
    E io che fino a poco tempo fa ci guadagnavo sopra, sono contenta che stia andando così.
    Perché finalmente non ci sarà più bisogno di usare i barbatrucchi per posizionare un sito, sarà sufficiente che quel sito produca buoni contenuti, e, con qualche piccola e semplice aggiustatina, si posizionerà da solo.
    E’ ora che la gente si renda conto che non basta buttare su due foto in croce per pretendere di arrivare in prima posizione, devi offrire valore aggiunto. E questo concetto agli imprenditori è impossibile da far capire.

    • io sono molto contenta che abbia commentato tu che sei un’esperta, però rilancio con una piccola polemica: è proprio chi lavora nel campo che deve far capire agli imprenditori (o ai blogger) che sono NECESSARI buoni contenuti. o no?

      • E poi però perdono il lavoro, se glielo dicono.😛
        Qui si tratta di inventare un nuovo modo, secondo me. Che non è il mio, e non è quello degli esperti SEO. E’ ora di cambiare.

      • Il lavoro noi non lo perdiamo del tutto, comunque chi fa il montaggio del sito, di solito lo fa già in ottica SEO. Oppure si fa l’ottimizzazione di siti montati da altri, è capitato.
        Comunque noi ci proviamo, ci proviamo sempre. Quando dietro c’è un’agenzia che elabora anche i contenuti, nessun problema.
        Ma quando è l’azienda, di solito senza ufficio marketing, che passa i testi, allora sono guai.
        Ricordiamoci che di solito i titolari hanno una certa età, non hanno idea di cosa sia internet. Ragionano come sulla carta stampata.
        Le prime cose che chiedono sono nell’ordine:
        1) Testi lampeggianti
        2) Musica di sottofondo
        e ho detto tutto.

  2. ma non è vero che perdono il lavoro, perchè io azienda non ho le loro capacità di analisi e sintesi: io ci metto il contenuto e loro mi vendono l’analisi, c’è in ogni azienda. quello che voglio è l’onestà professionale di dover dire che le porcherie non salgono nei motori di ricerca, nemmeno con la magia

    • Purtroppo ancora salgono, finché google non finisce di fare le pulizie.
      E di porcherie possibili ancora ce ne sono tante.
      Comunque, per la cronaca, di solito io rifiuto il lavoro di posizionamento di schifezze, tanto poi, quando non arrivano risultati, ti scaricano badilate di malcontento addosso, tanto vale non farlo.

  3. Le aziende italiane sono vecchie. Infatti siamo alla deriva.
    Per fortuna vedo spuntare la luce in fondo al tunnel, con alcuni giovani manager illuminati, che ci mettono la faccia (e si giocano anche il posto, volendo), perché credono nella Rete. Prima o poi cambieremo, come sempre. Con dieci anni di ritardo sugli altri, ma cambieremo.

  4. the pellons' mother ha detto:

    C’è un mondo che mi è sconosciuto. Faccio quasi fatica a capire alcuni termini. Vabbè, torno a scrivere le mie cazzate.

  5. Ciao, sono la tua stalker, quella che non riesce a scriver commenti eleganti ed elaborati ma solo “Che bel post!” o “Sei troppo figa”. Volevo dirti che hai scritto un pezzo bellissimo e la tua avvenenza anche virtuale è in aumento a livello esponenziale.

Lascia un segno:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...