St(r)ati di memoria

Mi devo confidare:  io le elementari non me le ricordo.

Ho solo un vago accenno al fatto che portassi un grembiule blu carta da zucchero e che fossi sempre seduta nell’ultimo banco perchè ero quella alta. E poi stop.

Chissà se anche allora che non si chiamava Scuola Primaria io fossi una di quelle bimbe che arrivano saltellando, con la coppia mammapapà al seguito. Di sicuro per l’anno della prima sono andata in pullmino.

Non mi ricordo se dicevo che le maestre erano “un pò severe”. E’ possibile che anche io sia tornata a casa con un sorriso radioso perchè avevo avuto un buon voto, ma nel mio quaderno non c’erano gli smile messi con lo stampino e l’inchiostro blu. Quando ho fatto la scuola elementare io nessun signor Remo aveva lasciato una mongofiera piena di oggetti meravigliosi e curiosi, che poi ci aiutavano a scrivere ma me mi mo mu o ra re ri ro ru: mi sa che noi abbiamo fatto un miliardo di stanghette diritte e inclinate, mi sa.

Credo che mia madre mi desse merende sane, ma non aveva comprato un lunch box per non far ungere il quaderno: infatti avevo le patacche sulla copertina e lungo i bordi.

Mi riesce difficile ricordare che i miei fossero fuori dalla portone a chiacchierare amabilmente con gli altri genitori, a fare un pò di programmi per qualche gita domenicale o a organizzare pranzi per 60 persone, bambini compresi. Non ricordo mamme fighe non i tacchi.

Sono sicura che nel pomeriggio uscivo a giocare nel giardino dietro casa, anche con il vento; mi pare che i compiti fossero già fatti, mamma non avrebbe tollerato di rimandare una cosa così importante, ma a me non viene in mente se faticavo oppure liberavo i tavolo in fretta per finire presto. Non avevo la  mia scrivania in prima, usavo la stessa tavola in cui avevo pranzato, pulita e sgombra da ogni cosa: una cucina piena di luce e di rumori di piatti lavati.

Non ricordo molte cose della prima elementare, chissà cosa potrà dire mia figlia fra trent’anni: forse leggerà il blog, una volta noi tenevamo il diario.

Forse certi ricordi non sono importanti, vanno inscatolati dentro l’archivio delle cose che non servono più; lasciati là sotto, a far da base per tutto quello che ci si appoggia sopra, per poter dire un giorno “non mi ricordo”

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10 thoughts on “St(r)ati di memoria

  1. Bella questa carrellata di ricordi per deduzione, per conoscenza a posteriori. Mi chiedo spesso anche io perchè di alcune cose non abbiamo memoria. Io non ricordo per niente le medie, forse non mi piacevano affatto? Chissà, non sarebbe male non ricordare ciò che non ci garba!!

  2. Forse, chissà. Credo che i ricordi, anche quelli meno importanti, rispuntino fuori ad un certo punto. Quando meno te lo aspetti. Per analogia, perchè certe cose te ne ricordano altre, perchè stanno lì e più vai avanti e più ne hai. Quindi se hai una testa piccola dovrai anche fare spazio da qualche parte, no? La mia maestra era buonissima. Grassa e con le tette grandi. Una chioccia. Buona, ma mi sa poco preparata.
    Raffaella

  3. Ho ricordi sbiaditi anche io e penso inoltre di averne di suggeriti sapientemente che frullano qua e là.
    La mia maestra però (unica insieme a quella di tedesco e il prete di religione per cinque anni), vive ancora nel mio paese e in ogni tappa importante della mia vita è stata presente, le ho sempre voluto bene e amo quando mi racconta di cosa ricorda di me e della mia classe.
    (il nuovo look mi fa impazzire non poco, me-ra-vi-glia, io abbocco eh!)

    • il vermicello che vuole scappare mi ha davvero ipnotizzata.
      anche io amo tanto vedere in giro la mia maestra, anche se mi viene tristezza del tempo che passa

      • Il tempo passa comunque. (anche se diventiamo tristi, dicono) Forse è più saggio farlo passare al meglio e tirare la carretta col sorriso.
        Adesso siamo proprio in mezzo al mar 🙂

  4. Anche io ho ricordi vaghi.
    Ricordo che mi accompagna mio papà e poi mi veniva a prendere mia nonna. Forse in quinta elementare ho iniziato ad andare da sola.
    Ricordo di quando sono caduta dalla sedia.
    Ricordo che la maestra di inglese diceva che il mio banco aveva le rotelle perché tentavo di avvicinarmi alla mia amica.
    Ricordo che Eleonora mi rubava sempre un sacco di cose dall’astuccio.
    E anche io ero la più alta.
    (Bella la nuova grafica, il vermicello mi fa simpatia)

  5. Capirai… io ricordo niente dell’intera scuola! I ricordi incominciano al primo giorno di università!
    Ma credo che questa si definisca ‘rimozione terapeutica’!!!

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