Vota Antonio Vota Antonio

Qualche settimana fa, in pieno delirio da candidature, ho postato su Facebook questo: “Ma davvero vi fidate delle primarie?”

Avevo il “muro” pieno di articoli condivisi, commenti, fotografie, link, dichiarazioni di voto, la zeppola di Vendola, le scarpe di Renzi, il giaguaro di Bersani: e quando è troppo stroppia.

Ero proprio convinta (ma ancora non ho cambiato del tutto idea) che questa cosa di indire votazioni parziali che riguardano il futuro candidato alla Presidenza del Consiglio per una parte politica ci distogliesse dall’argomento principale, ovvero quanto sia malato e deviato il modo di guidare il nostro paese. Mi sembrava di cercare la pagliuzza nell’occhio altrui, ecc..

Però mi sono odiata da sola. Ad un certo punto mi sarei detta  “Oh bella gioia che fai la figa dall’alto del tuo terrazzino guardando la gente che cammina per strada, perchè non alzi il culo e vieni anche tu a sentire di cosa parliamo? Facile dare del coglione a chi crede che qualcosa possa cambiare, facile fare profezie di sconfitta tanto-è -sempre-tutto -un-magna-magna, prova a sbatterti per qualcosa, prendi una posizione una volta tanto”

Allora mi sono costretta ad ascoltare almeno Bersani, Renzi e Vendola (Puppato l’ho sentita dopo le primarie, Tabacci anche no).

Perchè io di un certo tipo di destra ero anche fiera, quando ci sono state le aperture e le scuse per i drammi storici. Perchè si parlava di rinnovamento, perchè si muoveva qualcosa. Solo che adesso non me lo ricordo più perchè ero così coinvolta, giro la testa e quello che una volta mi piaceva è uccel di bosco, i tentativi di cambiare si sono esauriti. Ora mi viene solo in mente quanto vomito ho avuto in questi ultimi anni, a vedere certe facce di merda che continuavano a fare esclusivamente leggi e movimenti politici a favore di un piccolo numero ristretto di fortunati.

Però io di politica non mi intendo molto, la politica per me è una scienza da studiare, un argomento in cui essere preparati: per questo spesso amo i tecnici, perchè mi danno più fiducia nel fatto che sappiano di cosa stanno parlando.

Purtroppo ho anche la sensazione che entrare attivamente in politica mi stia stretto, perchè non appena fai un gesto o attivi un’azione sei subito catalogata e ristretta in una definizione: sinistra, destra, cattolici, atei. Per questo motivo preferisco combattere le mie battaglie sociali, aderire alle questioni che posso toccare con mano, per le quali posso espormi e che mi vedano protagonista: io non voglio che altri si facciano carico di quello che puzza, sono io che voglio aerare il locale prima di soggiornavi, e se questo può portare aria pulita anche agli altri allora meglio, vorrà dire che mi chiamerete Lucia Arbremagic.

E allora perchè sono andata a votare alle primarie del Partito Democratico?

Non perchè sono di sinistra. Non perchè Vendola è radical chic. Non perchè almeno avevo qualcosa da raccontare. Non per dire io c’ero.

Ho dato il mio voto (e i due euro, che almeno mi offrissero un caffè) perchè il programma di uno di quelli mi è sembrato giusto, perchè credo nella teoria di quelli che fanno, perchè è ora di cancellare dalla faccia della terra chi ci vuole convincere che non abbiamo strumenti: siamo noi che gli diamo la possibilità di farlo e siamo solo noi che possiamo cambiare qualcosa.

Io col mio cinismo continuo a pensare che sarà durissima che qualcosa di nuovo faccia capolino a breve, ma voglio pensare che se ognuno smette di pensare “al meno peggio” forse ci capiterà “qualcosa di meglio”

7 thoughts on “Vota Antonio Vota Antonio

  1. Non sono andata a votare alle primarie. Non pensavo di pentirmi di questo fino alla frase finale del tuo post. Sei la seconda persona della giornata che mi induce a pentirmi per non-avere partecipato ad un evento.
    Sono stanca di attendere senza speranza il “qualcosa di meglio”. Forse è veramente ora che anch’io smetta di pensare al “meno peggio”.
    Posso farcela.
    Monica

  2. io non sono andata. Un pò perchè sono di un’altra sinistra, un pò perchè non volevo esserci. Perchè sono proprio stufa di ascoltarli, quelli che ci sono da sempre e non hanno mai fatto nulla per cambiare in meglio, quelli “nuovi” che sono grandi oratori e markettari. Non sono pentita, ma è il mio modo per dire che altre sono le cose su cui dovremmo concentrarci, che i problemi sono tanti e non è un leader che fa la differenza ma un sistema nella sua interezza che andrebbe cambiato. Purtroppo da quando ho diritto di voto ho sempre dovuto votare (e l’ho sempre fatto e continuerò a farlo) per il meno peggio. Spero davvero che possa diventare come dici tu qualcosa di meglio.

  3. laGattaGennara ha detto:

    In molti eravamo lì per quello; risultati a parte.
    Una cosa sui tecnici che almeno pare sappiano di cosa stan parlando: ci volevo credere anche io ma non è così vero. Ho qualche giorno fa subito dalla tivù un’intervista in cui il principe dei tecnici parlava per propaganda, dicendo sul mondo della scuola falsità facili (da dire ma anche da smentire se solo ci fosse stato anche un diciottenne davanti), per screditarne i lavoranti. Gravissimo mi è parso, se fatto da tecnici.

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