Liberiamo una ricetta: il sugo col porro

Oggi è una giornata speciale, perchè dimostra le grandi opzioni che internet mette a disposizione: i contatti, l’entusiasmo, la leggerezza, il sociale. Nella giornata di oggi In mezzo al mar si stravolge per diventare un fudblog (senza offesa per quelli veri) e infatti ci sono 5 ricette pubblicate (leggetele qui qui qui e qui): due sono di amiche “vere”, due sono di amiche “virtuali”, anche se oramai il significato concreto di questi due aggettivi per me è del tutto intercambiabile. Bando alle ciance, ecco la mia ricetta.
 
 

Io cucinerei sempre. Nel senso che mi piace sporcare pentole, piastrelle e sinali. Non nel senso che lo faccio tutto il giorno, come la più dedita delle massaie: un pò perchè ci vuole tempo, un pò per non morire obesa. Obiettivamente spadellare è catartico, butti via tutti i pensieri tra i fumi e i profumi, dimentichi le sozzure del mondo tra un soufflè e un lievitato. Continua a leggere

Annunci

Liberiamo una ricetta: il Kedgeree di Supermambanana

Se vi dico “Brunch” che vi viene in mente? Una colazione/pranzo chic, magari di lavoro? Una cosa moderna arrivata direttamente dagli Stati Uniti? Per l’ammeregano-milanese moderno che deve organizzare un incontro di lavoro?

DOOOONG. Sbagliato.

È una tradizione ben più antica, che risale alla fine dell’800, ed è tutt’altro che attiva e dinamica, e per niente di lavoro, visto che il brunch è una cosa domenicale. Al contrario, l’idea era dedicata ai “carousers”, agli allegri bevitori del sabato sera, che, eliminando in questo modo l’obbligo di svegliarsi presto la domenica mattina per la colazione, avrebbero potuto poltrire per poi passare direttamente a questo pasto di mezza mattina, proteico quanto basta per far passare l’emicrania e portare avanti le incombenze sociali domenicali fino a sera. Il brunch “contribuisce alla felicità dell’essere umano, è allegro, sociale e stimolante, mette di buonumore, rende soddisfatti di sé e dei tuoi compagni di umanità, e spazza via le preoccupazioni e le complicazioni della settimana” (Guy Beringer, “Brunch: A Plea,” Hunter’s Weekly, 1895). Quale migliore ricetta da liberare per il web dunque?

E allora, invece del solito brunch inglese, fatto a base di carne, uova o fagioli, vi propongo una versione scozzese, il “kedgeree”. Continua a leggere

Liberiamo una ricetta: il mappazzone infagottato di Paoletta

quando ho deciso di partecipare a questo splendido evento mi sono entusiasmata come mi capitava da bambina davanti alla bancarella delle mele caramellate: una vera orgia di endorfine.

poi le endorfine sono morte, il cervello ha iniziato a ragionare, e il panico ha trovato ampio spazio di movimento: puro, profondo odioso panico. “eccheddiavolo libero ora?”

ho scansionanto mentalmente il mio ricettario, (l’operazione ha richiesto circa 7 secondi, vista l’esigua quantità di piatti registrati, sette per l’esattezza) e ho pensato: ” che problema c’è, il web è pieno di ricette da copiare, il mio “cucchiaio d’argento” è pieno di ricette (mai realizzate) da utilizzare, mia zia suora è piena di ricette da spacciare per buone” .

poi ho riacceso il cervello e ho di nuovo pensato (probabilmente l’ultimo neurone si è immolato sull’altare del pensierone che ho partorito) ed è uscito questo: “ma che senso avrebbe liberare la ricetta di un altro? equivarrebbe a rubare in chiesa, e la zia suora non approverebbe!”

così ho cercato l’aiuto della “famigghia” e ho chiesto consiglio. Continua a leggere

Liberiamo una ricetta: la torta della mamma di Monica

Monica è una mia carissima amica, che ha voluto essere con noi liberando una ricetta semplice della tradizione.

La torta della mamma : ogni mamma la tramanda al proprio figlio per fare la merenda .
-una tazza di zucchero
-2 di farina
-3 uova
-una busta di lievito
-un po’ di olio
gocce di cioccolato
Mescolare bene gli ingredienti, ungere una teglia e mettere nel forno pre riscaldato a 180 gradi per 4o minuti.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

Liberiamo una ricetta: il cheescake di Ilaria

Ciao!!! Ti invio la mia ricetta da “liberare”, purtroppo però non ho nessuna foto!!!

CHEESE CAKE (buonissimo)

180 grammi di biscotti secchi( oro saiwa frollini etc van bene tutti) frullati e impastati con 100 grammi di burro (LI METTI NELLA TEGLIA E FORMI LA BASE SCHIACCIANDOLI CON UN BICCHIERE)

per la crema monti:
3 TUORLI CON 90 GRAMMI DI ZUCCHERO,
POI METTI 250 DI RICOTTA E 250 DI MASCARPONE, E LE CHIARE DMONTATE A NEVE DELLE TRE UOVA DI PRIMA
AGGIUNGI DUE CUCCHIAI DI FARINA E UNA BUSTINA DI VANILLINA

componi il tutto poi forno a 180 gradi per circa 40 minuti

se la fai il giorno prima è più buona!!!
sopra ci metti marmellata di fragole o ciliegie
o mirtilli
meglio frutti rossi comunque
ma va bene tutto
prova con quella di arance….

Buon appetito!!!!!

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

Basta memoria

Non capisco.

Mi informo, leggo,vado alle conferenze. Ma non capisco.

Ho quarantadue anni e non sono arrivata a comprendere, a dare un senso, anche storico, a quella che è stata la persecuzione degli ebrei (e in generale le persecuzioni). Non si allineano le visioni di chi cerca di spiegare, io non afferro nemmeno il nesso tra segregazione, razzismo e soluzione finale. Uomini che fanno scelte, che decidono di essere superiori (e che altri siano inferiori): in base a queste scelte li cancellano dalla faccia della terra, in maniera industriale. Vatti a fidare del libero arbitrio.

Onestamente vorrei proprio eliminare il giorno della memoria, perchè con riesco a farmene una ragione: ricordare un vuoto nel raziocinio umano?

Vorrei sottrarmi all’obbligo di spiegare a mia figlia cosa significa eliminare la vita di chi è diverso. Non riesco nemmeno a spiegarle diverso.

Per non dimenticare, per non rifare gli stessi errori. Beh, per quello è suffciente amare, senza condizioni, senza classifiche.

All’ennesimo film in programmazione ieri, all’ennesima immagine di una bambina separata dalla madre, sono scoppiata: ho chiesto al socio di spegnere, piangendo a singhiozzi. Io non ho abbastanza forza. E dico che basta guardarsi intorno, non serve un film: se un bambino down non può permettersi la sua ginnastica quotidiana perchè non ci sono i fondi, cosa parliamo a fare del giorno della memoria?

Ho spento la tv, e sono andata a inspirare l’odore del letto di mia figlia. Poi ho fatto l’amore per ringraziare, per dare qualcosa di buono, perchè intorno a me non ci sono menti ottuse, per sperare che il mondo capisca che solo l’amore è la risposta.

Ho paura, mi sono rannicchiata contro il calore di un corpo nel letto, sognando che tutti possano trovarlo.

Non capisco e ho paura.