Una mammografia anche per me

Entro con mezz’ora di anticipo, sala d’aspetto vuota.

“Luciebasta vero? Data di nascita? Via? Numero civico?”. Gulp, che efficienza. Momento, che mi tolgo la giacca che lo sbalzo termico si avvicina a 67 gradi e la traspirazione mi frega. O forse sarà che mi cago sotto? La prima mammografia non si scorda mai.

Ero anche partita male, a casa ho sbattuto il mignolo del piede nella gamba del letto e poi, nel momento esatto in cui ho deciso di uscire è cominciato l’acquazzone: quando uno dice il culo.

Smoccolando allegramente cerco parcheggio in centro (che banalità non trovare parcheggio in centro, ordinaria che sono); sale il nervo quando mi accorgo di non avere gli spicci per la macchinetta, sempre dentro un’allegra piovuta. “Scusi?” “Si dica…oh ciao Ale” “Oh Lu sei te? Ho un parcheggio pagato ancora per un’ora e io sto andando via, te lo lascio?” (naaaaa, mi piace buttar soldi che poi tra l’altro non ho, cedo volentieri il parchimetro al giovanotto che è davanti a me in fila) “Certo che lo prendo, ti lascio il caffè pagato”. Quando uno dice il culo.

La fortuna continua ad assistermi nell’anticipo dell’appuntamento, oddio come sono fortunata.

Siccome prima di me c’è una signora e siccome la porta è aperta (e la privacy ignorata) io sento proprio tutta la comunicazione, il che non aiuta l’ansia. Chatto un po’ sparando minchiate, provo una partita a Ruzzle in cui faccio sette punti con due parole da due lettere: la e al (cazzarola ci stava ancha alla, chissà che punteggio dà). Poi entro.

Tecnico radiologo poco più che maggiorenne, alto e decente (a parte un leggero sibilo della esse davvero fastidioso, parblé), si spogli lì, ecc ecc. La macchina è un grande anello alto due metri che si chiama Bucky (giuro) e che mangia tette dentro un ripiano nero chiuso col plexiglass. Ora: è la mia prima mammografia, sono leggermente tesa, non so come devo mettermi. Dammi aiuto, tu che puoi.

“Oh, lei è troppo alta”. Merda, e io che mi pensavo che altezza mezza bellezza. Perciò anche le ginocchia ho dovuto piegare; oltre che abbracciare Bucky, girare il collo come Linda Blair nell’esorcista, ruotare il braccio dietro la schiena e mettermi una rosa a gambo lungo in bocca. No, la rosa no, era uno scherzo.

Tutto questo ovviamente, dopo che il ragazzo mi ha preso la tetta, l’ha tirata per bene, la spalmata sul ripiano ghiacciato e l’ha schiacciata come una patata bollita sotto il plexiglass della lastra. Per numero quattro volte: di fronte e di lato come i ricercati. Tette wanted: 10.000 $ reward

“Abbiamo fatto, può rivestirsi”. Abbiamo??? Tu hai palpato, sono io che ho subito.

Mi chiedo se da qui a qualche anno la scienza potrà mai trovare una macchina in grado di fare esami di prevenzione meno fastidiosi: che ne so, una pistola laser, un razzo missile con circuiti di mille valvole, che da una distanza minima possa studiare a fondo il seno e quello che ci sta dentro. Per prevenire.

Pre-venire. L’unica cosa che aiuta ad affrontare il tumore al seno, che è bastardo ma noi lo freghiamo. Insieme alla mammografia  che si fa dopo i quaranta (ma non vi credete di essere tanto furbi ad avermi sgamato, lo dico a tutti che ci sono arrivata da un po’) bisogna di ricordarsi di fare sempre l’autopalpazione e  l’eco mammaria.

Ora aspetto la risposta, e un po’ me la faccio sotto, sono ansiosa. Però sono convintissima di aver fatto bene, chissà cosa ne pensano le mie tette.

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30 pensieri su “Una mammografia anche per me

  1. Se c’è qualcosa te lo fanno capire prima. Tranqui.
    Un suggerimento a te e alle amiche. L’ultima volta che ho fatto eco e mammo mi sono depilata le ascelle.
    Ecco, magari fatelo un paio di giorni prima, non il giorno stesso: i noduli si gonfiano per il rasoio e poi te lo segnalano nell’esame.

  2. Vero, ci sono tantissimi falsi positivi. Ma meglio che il contrario.
    Io sto facendo l’ecografia tutti gli anni, mi devo informare sui vantaggi della mammo rispetto all’eco, ai 40 mi manca ben poco…

  3. io l’ho fatta lo scorso anno, avendo familiarità per qualsiasi malanno becchi il seno, ho partecipato a un progetto gratuito del fondo est. Anche a me hanno chiesto di far le contorsioni. Poi, però, sono stati buoni con me.
    A parte il senologo, che mi ha detto che fra qualche anno posso fare la mastopessi, per migliorare un po’ l’aspetto.
    No, dico, t’ho chiesto niente?!

  4. mammadifretta ha detto:

    Brava, brava e applausi. Immagina che io ho avuto un problema e mi hanno palpato almeno in 4.Tu che senti?? ritorno a dire..medici.

  5. Gennaio dev’essere un mese che ispira questi esami, io ogni anno (seconda mammografia dopo varie eco, che in famiglia siamo messi male …) e quindi mi tocca la prossima settimana. Per fortuna nel centro in cui vado mi refertano subito quindi l’ansia spero di togliermela in fretta. Certo lo schiacciamento è davvero fastidioso ma il sollievo successivo (spero!) non ha prezzo.

  6. Io mi chiedo, visto che mi faccio sempre pipponi epici, ma la mia prima di reggiseno come la schiacciano sotto la piastra?
    Non riempie una mano figurarsi un aggeggio del genere!
    Cazzate a parte tu hai fatto benissimo e andrà tutto bene!
    Ad ogni modo chiedi al tecnico come si sarebbe comportato in presenza di una 00tetta?

  7. Vero che sta cosa dei dischi è straniante? Pure io alla prima (e finora unica) stessa cosa, non lo sapevo e mi sono stranita. poi hanno deciso dif armi l’ eco e il medico che fceva: non, ma signora, lei adesso non si metta apensare, la facciamo quasi di routine (e non era vero) comunque io no mi stavo minimamente agitando e pensando e così mi ci ha fatto pensare, poi nulla. Io ho il seno granuloso, palpando non si sente un tubo

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