Basta memoria

Non capisco.

Mi informo, leggo,vado alle conferenze. Ma non capisco.

Ho quarantadue anni e non sono arrivata a comprendere, a dare un senso, anche storico, a quella che è stata la persecuzione degli ebrei (e in generale le persecuzioni). Non si allineano le visioni di chi cerca di spiegare, io non afferro nemmeno il nesso tra segregazione, razzismo e soluzione finale. Uomini che fanno scelte, che decidono di essere superiori (e che altri siano inferiori): in base a queste scelte li cancellano dalla faccia della terra, in maniera industriale. Vatti a fidare del libero arbitrio.

Onestamente vorrei proprio eliminare il giorno della memoria, perchè con riesco a farmene una ragione: ricordare un vuoto nel raziocinio umano?

Vorrei sottrarmi all’obbligo di spiegare a mia figlia cosa significa eliminare la vita di chi è diverso. Non riesco nemmeno a spiegarle diverso.

Per non dimenticare, per non rifare gli stessi errori. Beh, per quello è suffciente amare, senza condizioni, senza classifiche.

All’ennesimo film in programmazione ieri, all’ennesima immagine di una bambina separata dalla madre, sono scoppiata: ho chiesto al socio di spegnere, piangendo a singhiozzi. Io non ho abbastanza forza. E dico che basta guardarsi intorno, non serve un film: se un bambino down non può permettersi la sua ginnastica quotidiana perchè non ci sono i fondi, cosa parliamo a fare del giorno della memoria?

Ho spento la tv, e sono andata a inspirare l’odore del letto di mia figlia. Poi ho fatto l’amore per ringraziare, per dare qualcosa di buono, perchè intorno a me non ci sono menti ottuse, per sperare che il mondo capisca che solo l’amore è la risposta.

Ho paura, mi sono rannicchiata contro il calore di un corpo nel letto, sognando che tutti possano trovarlo.

Non capisco e ho paura.

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24 thoughts on “Basta memoria

    • carla ha detto:

      A me invece questo post non è piaciuto affatto. Commento di solito le cose belle che vengono scritte, ma questa non è una cosa bella e a maggior ragione voglio commentarla. Non so nemmeno come giudicarla! Non si parla di ricette o di feste per bambini, prima di esprimere commenti su cose tanto dolorose bisognerebbe pensarci bene. Purtroppo la giornata della memoria per tantissime persone è un’occasione per far conoscere la propria tragedia ancora ancora ancora per 1.000 anni. Con quello che si sente in giro, con tutto l’antisemitismo e l’odio razziale la memoria non dovrebbe abbandonarci mai. Se qualcosa ti disturba hai il potere di cambiare canale, di non vedere e di non sentire e accocolarti accanto a chi vuoi tu. Purtroppo però non è stato così per tante persone ed è giusto ricordarlo, ricordarselo e farlo sapere a chi non sa!

  1. Secondo me sarebbe sbagliato cancellare il giorno della memoria. Secondo me sarebbe sbagliato perché non ricordare e non far girare immagini di quelle atrocità non fa conoscere cosa è stata quell’orrenda pagina della storia dell’uomo. E’ vero, per le persone sensibili non è facile comprendere né realizzare come un altro umano possa sopraelevarsi a dio e decidere chi è giusto e chi è sbagliato, chi deve vivere e chi deve morire. Ci sono un sacco di cose che non sono giuste, ma per le quali non si fa abbastanza informazione, e rimangono quatte e continuano a fare male subdolamente, probabilmente se invece fosse sbandierato ai quattro venti l’opinione pubblica ne verrebbe a conoscienza e potrebbe, dico potrebbe, porsi delle domande.
    Il problema è che c’è molta occlusione mentale, e no si vogliono vedere i problemi, né tantomeno trovarne una soluzione.
    L’eccidio degli ebrei fa parte della storia, degli orrori che gli uomini sono stati capaci di compiere ai danni di altri uomini, ma gli orrori non sono solo questi, gli orrori sono tutti quelli che lasciano affogare nell’indifferenza i deboli e i bisognosi.
    Certo, l’amore muove il sole e le altre stelle, il mondo e i sentimenti degli animi nobili e sensibili, e per tutti gli altri? bisogna smuovere gli animi degli avidi, dei ciechi di spirito, di quelli che se vedono una persona in diffioltà si voltano dall’altra parte..
    Dovremmo tutti recitare la nostra parte in questo mondo, essere testimoni degli orrori che in passato e ogni giorno vengono perpetrati e insegnare alle generazioni future che il rispetto e l’amore sono i motori che mandano avanti il mondo, e per farlo bisogna ricordare ciò che è passato, sempre. Solo ricordando non si dimentica mai, e solo ricordando si può e si deve non permettere che altri orrori avvengano in futuro.

  2. È quello il senso del post: gridare a tutti quanto fa male e non dimenticare mai. Amare e cancellare il male con l’amore. Guardarsi intorno e fare: parlare con la gente, confrontarsi, aprire la mente.

  3. Anch’io ho paura… e dopo le ultime notizie sentite (casualmente) alla radio, ancora di più! Vivo nel mio piccolo mondo, spandendo amore, ma ci sono i momenti in cui mi chiedo se sia sufficiente perché certi fatti incomprensibili non si ripetano mai più!

  4. È molto triste che in ogni giornata della memoria ci sia il valzer dei commenti politici che danno un colpo al cerchio della tragedia ed uno alla botte del “Mussolini ha bonificato Comacchio”. È triste che serva una giornata della memoria di “destra”, per ricordare i morti fatti da Tito nelle Foibe, diversa da quella per ricordare la Shoah. È triste che ci sia ancora qualcuno che lo nega.
    Per tutto questo vale la pena ancora ricordare.
    Poi, come te, da quando ho figli non riesco più a vedere Schindler’s List e nemmeno La Vita è Bella

    • Questo non mi va, che solo la giornata della memoria “muove le menti”. Non mi va che si diano giudizi affrettati verso quello che non si conosce, non mi va che ci si faccia intelligenti quanto c’è una sparatoria in america, non mi va che si cavalchi l’onda.

  5. mammadifretta ha detto:

    e io il senso lo avevo capito, Forse perchè ho paura anche io. E tra qualche hanno, quando l’oblio subentrerà del tutto, cosa succederà? se già sembra non essere mai successo..

  6. sono d’ accordo, ma mi sa che l’ ho già scritto da qualche parte. Certo che questo nostro è uno sfogo, una dichiarazione di impotenza e di mancanza di comprensione, ci mancherebbe altro che se ci crediamo nelle ricorrenze, ci passino sopra come acqua fresca. Quello che fai tu in questo post è appunto commemorare. Capisco che chi lo prende troppo alla lettera e ha le sue di commemorazioni si secca, ma ognuno reagisce come può. E meglio interrogarsi che non farlo, alla fine.

    • E’ giusto il contraddittorio, forse è proprio il tono che ho voluto usare che si presta ai commenti di pancia: nessun intento offensivo il mio.

  7. Credo che basti guardare i tg per rendersi conto che probabilmente serve ricordare. Non ogni anno, ogni giorno. Perché l’amore, Luci, non tutti ce l’hanno. Non tutti sanno trovare l’armonia dell’universo nel caldo abbraccio della famiglia. C’è chi non ce l’ha, e chi, anche avendolo, non ci ricava nulla.
    C’è chi non capisce che la bestia umana si nutre di omissioni, e di valori fasulli. E la shoah è solo uno degli esempi: ne abbiamo altri, molto vicini a noi. E’ nel “diverso”, come hai giustamente colto tu, che si annida il problema. E’ nel tu ed io, e non nel noi. E’ nel non riconoscere che siamo sullo stesso vascello.

    Grazie per essere stata così provocatrice.

  8. Credo, spero, di aver capito il senso del tuo post, condivido la paura, il senso di impotenza, il timore di non riuscire a spiegare, sono convinta anche io che sia nel quotidiano che bisogna fare qualcosa, che l’amore sia la risposta. Ma allo stesso tempo ripenso spesso al viaggio fatto ad Auschwitz-Birkenau, ci siamo stati un Dicembre, di qualche anno fa, quando il freddo ti entra nelle ossa anche se sei ben coperto, non lo dimenticherò mai quel freddo, nonostante i maglioni, le calze di lana, gli stivali, i giacconi, i cappelli e le sciarpe. Si rimane in silenzio, sotto shock, perché la ferocia ti viene sbattuta in faccia ad ogni angolo.
    Sapevo bene tutto quello che lì era accaduto ma vederlo, entrarci, lo ha reso ancor più terribile e difficile anche da raccontare ma impossibile da dimenticare. Ricordo l’arrivo a Birkenau, il lungo cammino in mezzo alla neve, lì dove la lunga rotaia arriva fino alla torre alta, con quel faro enorme, che incute terrore. Birkenau trasmette terrore, Auschwitz nasce come una caserma, poi diventata teatro dell’orrore mentre Birkenau è stata concepita e realizzata come campo di sterminio e riesce a far capire fin dove si possa arrivare nel concepire uno strumento di sterminio nei più piccoli dettagli.
    L’orrore ed il silenzio di quella giornata non li dimenticherò mai e credo sia un po’ questo il senso della memoria, non so francamente se e come riuscirei a spiegare tutto ciò alle mie figlie ma trovo giusto che molte scuole d’Italia e le scuole tedesche portino lì gli studenti del liceo.

  9. Ciao Lucia
    questa volta commento perche’ non sono d’accordo. O meglio, anche io ho paura, anche io vedo che intorno a noi il mondo sembra non aver imparato la lezione ma per questo, proprio per questo a mio avviso bisogna mantenere viva la memoria e insegnare ai nostri figli a farlo.
    Sono convinta anche io che la risposta giusta sia l’amore, l’amore donato e l’amore insegnato. Ma ricordare e insegnare il ricordo e’ un modo per scongiurare che accada, perche’ non e’ solo la tragedia della Shoah, ma anche tutte le altre.
    Qualche giorno fa (prima della giornata della memoria) avevo scritto un post su questo, se ti va leggilo e volentieri confrontiamoci.
    http://www.patatofriendly.blogspot.it/2013/01/i-bambini-e-i-luoghi-della-memoria.html
    un caro saluto
    Francesca

  10. the pellons' mother ha detto:

    Io ho la forte sensazione di esserci stata, in campo di concentramento, in un’altra vita. Credo che tutti debbano sapere, anche se più il tempo passa, più tutto questo sembrerà lontano. In fondo la prima guerra mondiale è stara una carneficina peggiore della seconda, ma non ci pensiamo mai perchè è già troppo lontana e alla nostra età probabilmente non abbiamo mai sentito un sopravvissuto vero parlarne. Per questo, almeno noi, almeno finchè il ricordo è tangibile, dobbiamo ricordare. E questo passa anche per un film, che ci fa piangere. Ieri ero all’apertura del binario 21 e una ragazza si lamentava del freddo (giustamente: ci hanno lasciato fuori a gelare per far entrare i politici di merda). La sua amica le ha detto semplicemente: pensa che freddo avevano loro. Per questo, per una piccola forma di rispetto, mi sono guardata la vita è bella ieri sera, fino a tardi. Perchè ricordare senza soffrire un po’ non è ricordare davvero.

  11. anche io ho paura e non so come spiegherò certe cose alla mia bambina quando io per prima non ho il senso del diverso o dell’inferiore.credo che vedere,vedere e rivedere faccia bene,aiuti a capire e spero a non risbagliare…

    francy

  12. LA LUNA NERA ha detto:

    da sempre ho letto libri, visto films, dibattiti, testimonianze sull’argomento ma, con il passare degli anni non ci riesco più. sabato ho visto “in darkness” e ancora il film sta girando nella mia mente, anche se spesso ho chiuso occhi e orecchie perchè non ho più la forza per sopportare, accettare che sia successo davvero. ma siccome E’ successo davvero, mi sforzo lo stesso, per rispetto a tutte quelle persone che hanno vissuto quelle atrocità a mano dei loro (e nostri) simili.
    Certo, non è piacevole, anzi è molto doloroso anche solo stare davanti ad un video ma il fine è importantissimo, il fine è impedire l’oblìo della mente, quello che potrebbe permettere ad alcuni di affermare che in fondo “non è stato così grave”, “la guerra è così” se non addirittura negare che tutto ciò sia realmente accaduto.
    Io dò questo significato alla giornata della memoria e continuerò a sforzarmi di non ignorare perchè smettere di farlo sarebbe dare l’esempio (soprattutto ai bambini) che questa è una opzione possibile. Dimenticare equivale a ripetere lo stesso errore. Non mi sembra il caso di lasciare le briglie nella situazione in cui siamo, almeno per quel che possiamo.
    Che poi questa ricorrenza venga puntualmente strumentalizzata dai nostri ipocriti politicanti è un altro paio di maniche, ma proprio un altro paio.

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