Liberiamo una ricetta: il sugo col porro

Oggi è una giornata speciale, perchè dimostra le grandi opzioni che internet mette a disposizione: i contatti, l’entusiasmo, la leggerezza, il sociale. Nella giornata di oggi In mezzo al mar si stravolge per diventare un fudblog (senza offesa per quelli veri) e infatti ci sono 5 ricette pubblicate (leggetele qui qui qui e qui): due sono di amiche “vere”, due sono di amiche “virtuali”, anche se oramai il significato concreto di questi due aggettivi per me è del tutto intercambiabile. Bando alle ciance, ecco la mia ricetta.
 
 

Io cucinerei sempre. Nel senso che mi piace sporcare pentole, piastrelle e sinali. Non nel senso che lo faccio tutto il giorno, come la più dedita delle massaie: un pò perchè ci vuole tempo, un pò per non morire obesa. Obiettivamente spadellare è catartico, butti via tutti i pensieri tra i fumi e i profumi, dimentichi le sozzure del mondo tra un soufflè e un lievitato.

Amo la cucina semplice, però sono tentata dalla cucina etnica: a volte si viaggia anche così. Ed è per questo che oggi vi presento le mie Fajitas…

No, scherzavo: quelle al prossimo giro. Oggi lascio libera la mia ricetta del sugo al porro, per condividere il piacere di un piatto di pasta basico ma pieno di carattere.

Ingredienti

-un porro (quello cilindrico lungo, bianco e verde, che si spoglia manco fosse Belen)

-quattro pomodori maturi (rossi rossi, possibilmente non ancora avariati)

-una cipolla piccola (piccola quanto?)

-tre cucchiai di olio EVO (verginissimo eh?)

-sale e pepe q.b. (quanto basta..lo decidete voi)

Come fare

Lavo il porro e tolgo la prima pelle, quella esterna, poi con la mandolina faccio anelli sottilissimi (sarebbe quell’attrezzo che se non stai attento ti affetta allegramente le impronte digitali). Metto a stufare nell’olio, in cui prima avevo fatto appassire la cipollotta: stufare significa che il fuco basso e i quasi quindici minuti di cottura, sfiniscono il porro e lo fanno diventare noioso e molle, a volte fa anche i capricci.

Mentre il porro si stufa, dovrete sbollentare i pomodori per togliere la buccia: bastano pochi minuti i microonde, oppure nel pentolino. Se fate un taglio a croce prima di metterli a bollire, la buccia viene via che è un piacere (un consiglio da amica: prima di spelarli passateli sotto l’acqua fredda). Togliete i semi e tagliate i pomodori a spicchi piccoli.

Alla fine mettete tutto insieme, fate cuocere a fuoco basso per pochi minuti, fino a che il pomodoro non si ammorbidirà: lui non deve diventare lagnoso, fatelo rimanere un pò pimpante, vedrete che soddisfazione.

Una volta lessata la pasta, fate scaldare tutto dentro la pentola del sugo, a fuoco spento: io aggiungo anche il peperoncino, magari un paio di foglie di basilico fresco e un goccio di olio crudo.

E’ per quello che non riesco mai a fotografare il piatto pronto.

Buon appetito!

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Inoltre…

Quest’anno #liberericette oltre che momento di festa e condivisione è anche un’occasione di solidarietà. Per questo tutti i partecipanti sono invitati i a donare l’equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.
Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postale o anche online, attraverso Paypal. Tutti i dettagli qui

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

18 thoughts on “Liberiamo una ricetta: il sugo col porro

  1. Dunque, dopo l’uovo sodo dell’anno scorso, questa volta mi fai pure la concassè di pomodoro, magari mentre bolle l’acqua della pasta🙂
    Che ti devo dire???? Sei oltre, avanti, così in là che il sugo al porro devo venire a mangiarmelo da te.🙂

  2. Mi e’ piaciuta la ricetta del porro ma mi e’ piaciuta ancora di piu’ la frase “a volte si viaggia anche cosi’ ” perche’ e’ lo stesso motto con cui ho liberato la mia ricetta (cous-cous al profumo…d’Oriente)!!;)
    Quindi…aspetto le Fajitas!;)
    Buon appetito e buoni viaggi!

  3. Finalmente arrivo anche io a commentare e per non perdere tempo elenco:
    -adoro i porri in tutti tti i modi;
    -mi piace da pazzi la pentola, il mestolo, il tagliere e il coltello.
    -ma i pesciolini!!!! vogliamo parlarne, che io mi raccapezzo sempre con pezze di ogni tipo perché i sottopentola non li trovo mai quando servono?
    Ok, ho finito, sono felice di aver preso sul serio il tuo prendila easy” si è rivelato molto utile. Mi sono divertita, grazie.
    TVUMDB,MNHCUCDQCHMCCSMB!
    (muhahahahahahahahahha)

  4. Gustosa, semplice da riprodurre e pure corredata da foto fighissime “sfogliabili” come il porro…così, a naso, secondo te quanti decenni impiegherò per capire come accidenti hai fatto a inserirle in quel modo?

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