Sempre musica, con la poesia

che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta
un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì

Vinicio Capossela è stato per un buon periodo il poeta che accompagnava la mia storia d’amore, in un altro tempo, in mezzo ad un mar diverso. E’ significativo che su Spotify non trovi l’album L’indispensabile, che è quello che conosco meglio, leggo ancora significati che voglio farmi andare bene, perchè le storie finiscono e io cambio, migliore o peggiore non lo so, ma così felice di essere diversa.

Oggi ascolto questo, perchè la poesia non è solo sui fogli di carta, anzi diventa esperienza quando è accompagnata dalla musica. Guardo verso giorni bellissimi, lasciando sulla via briciole di vita.

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Nel frattempo al Vaticano…

Zitto zitto, cacchio cacchio il Papa dimissionario (che si farà chiamare Emerito perché me lo merito, cambierà colore delle scarpe da rosso a cuoio e vestirà sempre di bianco ma senza mantellina) ha introdotto modifiche importanti alla Costituzione Apostolica e all’elezione del nuovo Pontefice: il che è un po’ come quello che dice “ok mi avete stufato, me ne vado e il pallone lo porto via”. Motu Proprio ovvero “di propria iniziativa” in zona cesarini una bella rivoluzione: sui modi di votazione (non più per acclamazione ma per scrutinio) e sul quorum richiesto (due terzi dei votanti), e tanto altro -per esempio la consegna dei documenti secretati o la scomunica per chi si lascia sfuggire il risultato finale-

Intanto il cardinale scozzese O’ Brien ha deciso di non venire a Roma a votare: probabile che sia perché non è stato approvato il rimborso delle spese di viaggio.

Intanto serpeggiano illazioni su illazioni, e noi continuiamo ad avere il brividino lungo la schiena perché ci sembra che ci sia altro, ma tanto lo sapremo tra 50 anni (sarò viva? ne avrò 92, sai che bomba)

Ohibò: da domani tutti i giorni sono buoni per la convocazione del Conclave. No, non citerò Moretti perché è troppo scontato.

Poi aspetteremo la fumata bianca: che emozione sapere che per un periodo storico straordinario avremo al mondo due Papi viventi. Mi sembra di tornare ai tempi di Avignone.

Gulp.

Politicamente

Aiuto.

Agliuto.

Oggi è il day after e non riesco a scrivere niente di sensato. Ho lasciato qualche commento sui social, che sono la culla dei saccenti neo esperti: e io no?

Liberi, tutti liberi di fare la scelta che vogliono, anche di non votare. Ma liberi di sentirsi dare degli stronzi.

Voglio scappare, no resto: solo che oggi sono superlativamente depressa.

Non so nemmeno bene, sento solo strillare, odio sentire strillare.

Il problema non è -come sempre- che le elezioni le hanno vinte tutti, ci si fa il callo; il problema è che non ci sono (ancora) prospettive, se guardo fuori dalla finestra vedo la grecia e ho paura per la seienne che mi ha chiesto “chi ha vinto”.

Amore, noi vinciamo sempre. Solo che oggi tanti italiani hanno perso.

Agliuto.

Aiuto.

Ti regalo una perla: viaggi

Non posso sbagliare, quello che sento è chiaro: nel movimento sono felice, l’immobilità non è nelle mie corde.
Viaggiare significa cercare, dare spazio alla fantasia e alla conoscenza, trovare mondi nuovi, avvicinare gli affetti.
È tra le tre cose fondanti di ciò che voglio passare a mia figlia: viaggia piccola donna, fosse solo dentro un libro, fosse solo nella sete di conoscenza.

Ti regalo una perla: San Remo

Il famoso Santo canterino divide l’Italia unita: c’è chi lo guarda e c’è chi ne parla (male, senza vederlo, a prescindere).

Poi ci sono quelli che lo twittano (io seguo #mammeasanremo: ironiche, beffarde, fashion, molto lucide)

La mia evoluzione ha portato tempi bui nell’adolescenza in cui ho perso di vista il festival canoro, perchè ero kontro (perdona l’accostamento Fosca, prima o poi la mia ironia mi causerà un occhio nero); però poi mi sono rifatta eh, da adulta ho ricominciato a seguirlo, noiosamente e testardamente.

Sono portatrice sana del Morbo di Demoskopea che mi causa travasi di bile (e creatività abbestia sulle parolacce) alla pubblicazione della classifica provvisoria: che se la guardo a partire dal fondo esulto un bel pò.

Sogno occasioni mondane per poter scegliere vestiti lunghi e un trucco da sougno (Briatore docet)

Vivo mattine da zombie, che nemmeno ai tempi delle serate folli infrasettimanali al Peter Pan di Riccione.

Quest’anno dentro al Festival: la rivendicazione di tutti i diritti, l’orgoglio gay, la disabilità.

Non c’è niente da fare, anche per voi che fate i radical chic, non ci toglierete il gusto di essere pop: perchè San Remo è San Remo.

Partecipate!

Perlipedia