Ti regalo una perla: San Remo

Il famoso Santo canterino divide l’Italia unita: c’è chi lo guarda e c’è chi ne parla (male, senza vederlo, a prescindere).

Poi ci sono quelli che lo twittano (io seguo #mammeasanremo: ironiche, beffarde, fashion, molto lucide)

La mia evoluzione ha portato tempi bui nell’adolescenza in cui ho perso di vista il festival canoro, perchè ero kontro (perdona l’accostamento Fosca, prima o poi la mia ironia mi causerà un occhio nero); però poi mi sono rifatta eh, da adulta ho ricominciato a seguirlo, noiosamente e testardamente.

Sono portatrice sana del Morbo di Demoskopea che mi causa travasi di bile (e creatività abbestia sulle parolacce) alla pubblicazione della classifica provvisoria: che se la guardo a partire dal fondo esulto un bel pò.

Sogno occasioni mondane per poter scegliere vestiti lunghi e un trucco da sougno (Briatore docet)

Vivo mattine da zombie, che nemmeno ai tempi delle serate folli infrasettimanali al Peter Pan di Riccione.

Quest’anno dentro al Festival: la rivendicazione di tutti i diritti, l’orgoglio gay, la disabilità.

Non c’è niente da fare, anche per voi che fate i radical chic, non ci toglierete il gusto di essere pop: perchè San Remo è San Remo.

Partecipate!

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