Una felicità e mezzo

Oggi è la prima Giornata internazionale della felicità che viene un giorno prima dell’inizio di primavera.

Pare che non sia più possibile tirare avanti facendo i conti solamente con i soldi, e su quanto fine mese avanzi quando finisce lo stipendio: bisogna pesare anche i momenti di buona vita, i sorrisi, le capriole sull’erba.

Come tutte le ricorrenze imposte questa prima giornata della felicità mi fa un pò piangere, perchè penso che siamo proprio stupidi se possiamo arrivare a dimenticarci di essere felici. E’ vero che non è facile ma è anche vero che alle cose facili non fai nemmeno attenzione, perchè ti vengono facili.

Felicità è una parola grande, che spaventa tantissimo, che ti fa piegare le spalle vedendola lontanissima, un sentiero di mattoni gialli lunghissimo e pieno di curve. Io penso che la felicità sia una cosa piccola fatta ieri (il cordon bleu cotto bene), poi un’altra piccola felicità di oggi (il merlo sul terrazzo), poi ancora un’altra prevista per domani (il prestito in biblioteca).

Allora se riusciamo a mettere insieme una felicità al giorno (dai, va bene anche una felicità e mezzo se siamo tanto bravi) tutta la fatica di vivere ci sembrerà più leggera. Però non dobbiamo dimenticarcene nemmeno un giorno.

Anche quando ci viene da arrenderci, anche quando la bolletta è pesante: impegnamoci, in fondo la felicità è proprio lì dietro.