Il punto serve per finire la frase

“Campagna per la presa di coscienza dei propri limiti”

A tutti quelli che leggeranno il proclama a seguire: fate attenzione a non saltare nemmeno una riga.

Nel caso non si fosse in grado di cogliere tutte le sfumature di panna inserite nel testo seguente, appoggiate le stanche sinapsi su un piano di metallo possibilmente rinfrescato.

Esiste nei meandri e dentro le ore di una vita una sostanza inafferabile (e ancora non ben identificata) che sorprendentemente fagocita ore, entusiasmi e punti all’uncinetto. Fatevene una ragione: non completare si può.

Si deve, anzi.

Avere la beata soddisfazione di mandare a cagare un progetto è salvifico.

Certo, alcuni propositi sono più importanti di altri, ma state pur certi che anche quelli potrebbero subire rallentamenti e intoppi. Sarebbe che ci si mette una toppa. In fondo arrangiarsi è un arte, non sono tutti capaci.

Se la vostra massima aspirazione è diventare l’esemplare perfetto di concretezza e pragmaticità, questo non è il posto giusto (questa non è la vita giusta).

Io vi sto dicendo che le cellule del vostro corpo hanno un limite massimo all’estensione (e non fate pensieri impuri o sessualmente ispirati). Aggiungo un carico: anche la possibilità neurale non è una ram upgradabile.

Non è chiara la frase precendente? Ma certo, questo volevo dire.

Cominciare una cosa e non finirla: ahh che meravigliosa soddisfazione.