Ti regalo una perla: giornalisti

Avevo una specie di scommessa in piedi, fatta con me stessa in modo da non perdere:  volevo sapere entro quanto tempo (in minuti o giorni) una certa giornalista di mia conoscenza avrebbe minacciato di adire alle vie legali nel caso io avessi criticato un suo pezzo, nel quale si parlava di bambine, abitudini sessuali e ginecologi.

Io avevo scommesso che non ci sarebbero state risposte negative, ma un sereno scambio riguardo l’etica e la professionalità, le abitudini di una redazione “reale”, disquisizioni adulte sulle differenze col mondo della rete e punti di unione.

L’altra me, quella stronza e cinica, quella che generalmente parte con il casco da football americano e stringe le chiappe, il mio alter ego che non è capace di politica sopraffina, lei si era buttata ipotizzando un tempo di qualche minuto e poi ci sarebbe stata una reazione piccata e chiusa, ostinatamente superficiale e molto chiaramente lei non sa chi sono io.

Ho vinto io (quella col casco).

I giornali sono morti, evviva i giornali!

Partecipate!

Perlipedia

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Si corre e poi ci si arresta

Il blog è una cosa strana, che se uno non pubblica gli altri pensano che magari il proprietario sia morto oppure all’ospedale.

E invece io non scrivo perchè faccio, quando sono molto assorbita dal vivere mi capita di allontanarmi dallo scrivere: in realtà tutte le sere accendo il mac perchè ho un post in mente, poi finsce che leggo Topolino con la Gioppina oppure che faccio le chiacchiere col socio, e il post non lo scrivo più.

Vi rendete conto che ho saltato due (ben due) venerdì di perle? No, ma dico, come farà il web senza i miei piccoli gioielli di saggezza? Me lo chiedo e ve lo chiedo, perchè io proprio non me ne capacito.

Sono stata a Milano al Social Family Day, ve lo avevo detto. Ma che figata gente! L’organizzazione è impeccabile, questo ogni volta mi stupisce. Non so quante saremo state nei due giorni di incontri, ma di certo anche a Piacenza hanno sentito lo starnazzare che si levava dal Quanta. Quest’anno sono andata senza ansie di prestazione, senza aver paura della blogger famose e senza preconcetti su quanto se la tirano quelle fighe: tanto lo so che è solo apparenza. Ho imparato un pò di cose social-digitali, ho sbavato dietro Scurati e i suoi racconti di Checov, ho avuto la conferma che ci sono persone molto convinte di poter vivere di blog, mi sono accorta che per aprire tutte le porte basta dire “pompino”. Noi sedicenti mamme blogger eravamo chiuse lì, isolate da uno streaming non funzionante, abbandonate al nostro destino di speranze di gloria: ma quei sogni costano, ed è li che si comincia a pagare, col sudore (infatti dentro erano 30 gradi e fuori 6, il che mi ha portato a pregare di non tornare a casa con una digital broncopolmonite). Ne ho tante di immagini in testa, prima le metto in fila e poi ve le dico, intanto ci ragiono.

Nel frattempo la mia nipotina mi ha aspettato e, dopo avermi fatto dormire la domenica mattina, ha deciso di nascere in tutto il suo splendore. E’ bella.

Molto probabilmente scriverò di lei, mi verrà molta più voglia di parlare di nuvole rosa e foglioline verdi; mi dimenticherò dei numeri e delle prestazioni e gonfierò il cuore di leggerezza, per poter costruire per lei un libro pieno di panchine volanti e riccioli ribelli. Vivere per raccontarla diceva Marquez, ma a volte anche vivere per tenerla un pochino dentro di sè.

Arrivederci, torno presto.

Training per social life (fuori e dentro il web) #mammacheblog

Va bene, ho tutto sotto controllo.

Io non sono una persona che fa un lavoro in cui giro, faccio cose e vedo gente. Faccio la ragioniera, il massimo di vita social/lavorativa che posso avere è un appuntamento in ufficio col commercialista, la visita del fornitore di cancelleria oppure qualche bestemmia in posta.

Però ho anche una vita social duepuntozero, che mi porta a conoscere gente in modo virtuale (gente che mi conosce, il che non è così scontato leggete l’articolo di Domitilla)

Queste conoscenze ogni tanto si trasformano anche in amici in ciccia (share the love). Una di queste occasioni è il Social Family Day, un raduno di mamme blogger che si fa una volta all’anno -no, non sono mamma blogger e non so come possa essere calzante la mia partecipazione, però ho già partecipato e ancora parteciperò: ha un’organizzazione fantastica, ci sono persone interessanti, mi si mettono in moto le rotelline: mi sembra abbastanza. A cosa mi porterà tutto questo non lo so, però c’ho ragione. Fine del periodo compreso tra due trattini-

Domani è venerdì e di mattina presto ho il treno per Milano. Per arrivare a questo risultato le procedure corrette da seguire sono:

– diventare la stalker di un’ amica blogger, che alla fine pur di liberarsi di te acconsente a farti dormire a casa sua. Anche se non ti ha mai visto (questa cosa mi era già successa in altre occasioni, di trovare persone generose per il pernottamento, ma poi non avevo mai quagliato. Venerdì si, dormo da una blogger, una figa, ma quanto sono fortunata? Me la tirerò per mesi)

-diventare la stalker di un’amica blogger, fighissima, conoscere il suo amore e poi abbandonarla (sono stronza, embè:  faccio da contraltare elevando la generosità della controparte)

-prenotare i treni due mesi fa, convinta di poter utilizzare Frecciarossa; controllare gli orari che non corrispondono, prenotare due viaggi di andata in due giorni diversi, un viaggio di ritorno, muoversi con Frecciabianca perchè gli orari non corrispondono (l’avevo già detto?)

-registrarsi per una Class a cui arriverò tardi e che è quella che più mi piace in assoluto (Scurati perdonami perchè non so quello che faccio…)

-cadere dalla sedia per un invito improvviso (che devo ancora comprendere a fondo)

-scapicollarmi da mia sorella (che si vanta di avere soluzioni creative e immediate) per inventare un outfit degno, che non mi faccia sembrare un trans e che esalti i miei meravigliosi occhioni azzurri (flap flap)

-radunare degli abiti che servano in due giorni con sfondo meteorologico opposto: venerdì sole e caldo (viaggio di andata-seminari-cena) sabato vento e pioggia (networking-pranzo-viaggio di ritorno)

-elaborare in un paio di giorni una teoria di fisica quantistica che riduca il peso di una valigia da 56kg in circa un paio di etti

-recuperare gli uncinetti per le lezioni di social-crochet and knitting (machimelofafare)

-istituire un angolo in casa con il cambio abito della figlia per due giorni (e uno stimolante a base di erbe per quello grande)

Tutto questo, in attesa di una nipote che potrebbe arrivare all’improvviso. No, dai, mica sono robe complicate. E’ tutto sotto controllo. Ciao.

Caro Mentana che guaio

Riporto alcuni brani di un post di Mario Adinolfi sulla questione anarchia del web e democrazia di twitter, linkato da Michela dove continua la discussione:

AIUTARE MENTANA-SAVIANO-BOLDRINI A NON SENTIRSI STOCAZZO. PER LA LIBERTA’ DEL WEB di Mario Adinolfi

Laura Boldrini si offende per uno scherzo e manda nei guai un giornalista con tanto di denuncia e perquisizione, Roberto Saviano scrive: “Via i bulli dal nostro twitter”, dove la tristezza è tutto in quel “nostro”. Chicco Mentana scappa dai social network stufo di insulti e troll invocando “regole” senza capire che ogni regola ad hoc per il web sarebbe un cappio: basta la legge e non essere permalosi.[…]

Quel tipo di relazioni lì le conosco bene: sono melliflue, felpate, è vietato usarsi scortesie almeno in faccia, alle spalle poi ci si dice di tutto. L’ultracinquantenne Mentana è abituato alle conseguenze che quelle relazioni tradizionali consegnano a chi ha successo: l’omaggio del cosiddetto “uomo della strada”. Ai volti noti accade molto raramente di essere insolentiti in pubblico. Si viene più abitualmente riconosciuti, salutati, adulati. Per strada l’uomo della strada si piega davanti al volto noto e il volto noto trae piacere dall’oggettivo squilibrio di condizione. Si sente fortunato, appagato, qualche volta orgoglioso di essere riuscito a venir fuori dalla massa informe degli uomini della strada.

Sul web la condizione è diversa. La persona di successo, il volto noto, si becca l’ondata di invidia che lo squilibrio di condizione inevitabilmente crea. E poiché ogni volto noto non è mai privo di elementi di contraddizione, questi vengono sezionati e analizzati con ferocia. Il mix di troll e anonimi che insultano chiunque abbia un minimo di notorietà è un dato di fatto ineliminalbile del web.

[…] Continua a leggere

Ti amo, parliamone

Ce l’avete l’anima gemella voi?

No, niente paura, non dovete pensare a libri, cinema e quadri famosi: ma vi pare che io mi butto dentro il mare romantico con l’happy endig e lacrime a profusione?

Metti in fila una cena decente, anche complessa se intendiamo per complessa tutto ciò che va oltre la pasta al pomodoro

C’è quest’ansia pazzesca che senti nell’aria quando parli di relazioni, più precisamente di rapporti tra uomo e donna. Al solo accennare al termine marito improvvisamente vedi accendersi le luci di emergenza e suonare le sirene di sfollamento. Continua a leggere

Ti regalo una perla: sonno

Bella la primavera, bella: si allungano le giornate, si ha più tempo per fare le cose.

Corri di qua, corri di là, fai cose, vedi gente e trullallà. Entusiasmo alle stelle, progetti energia.

Sorrisi a parenti e amici, nuovi corsi, battaglie sociali.

Frutta e verdure colorate da utilizzare in cucina, freschezza e cene in terrazzo.

Voglia di scrivere, di cambiare i vestiti, i fiori, le tende.

Ritagliarsi la sera un angolo per ciò a cui tieni, che nascondi in fondo al cuore.

Aspettare tutto il giorno questo momento, sedersi, concentrarsi e…zzzzzzzz

 

 

Partecipate!

Perlipedia

Questa è per te, nipote

E’ così che funziona: arrivi tu e il mondo smette di girare.

Veramente anche da prima. La pancia che cresce, le tutine da preparare, la cameretta da aggiustare. Almeno due volte su tre parliamo di te: spero che tu cresca egogentrica e appassionata, così potrai raccontare di aver avuto le tue belle soddisfazioni già da prima di emettere il primo respiro.

Tutto è organizzato in funzione della tua nascita, solo un’ ipotetico giorno di compleanno che ci fa già girare la testa; perchè non si possono mettere viaggi, perchè bisogna tenersi liberi, perchè c’è da pensare a tua sorella. Sono convinta che ci farai uno scherzetto, il feeling che sento con te è già potente.

Per me sarai ribelle e indipendente, furba, volitiva. Continua a leggere