Ti regalo una perla: giornalisti

Avevo una specie di scommessa in piedi, fatta con me stessa in modo da non perdere:  volevo sapere entro quanto tempo (in minuti o giorni) una certa giornalista di mia conoscenza avrebbe minacciato di adire alle vie legali nel caso io avessi criticato un suo pezzo, nel quale si parlava di bambine, abitudini sessuali e ginecologi.

Io avevo scommesso che non ci sarebbero state risposte negative, ma un sereno scambio riguardo l’etica e la professionalità, le abitudini di una redazione “reale”, disquisizioni adulte sulle differenze col mondo della rete e punti di unione.

L’altra me, quella stronza e cinica, quella che generalmente parte con il casco da football americano e stringe le chiappe, il mio alter ego che non è capace di politica sopraffina, lei si era buttata ipotizzando un tempo di qualche minuto e poi ci sarebbe stata una reazione piccata e chiusa, ostinatamente superficiale e molto chiaramente lei non sa chi sono io.

Ho vinto io (quella col casco).

I giornali sono morti, evviva i giornali!

Partecipate!

Perlipedia

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