Ti regalo una perla: piedi oppressi

E’ vero che la bellezza è soggettiva, che sta negli occhi di chi guarda, che ognuno è diverso, che non è bello ciò che bello ecc. ecc.

E’ vero che tutti sono liberi di fare le proprie scelte.

E’ vero che carpe diem.

Però… aspetta che sia inverno per metterti gli stivali, cazzo.

 

 

Partecipate!

Perlipedia

Cose di settembre fuori e dentro il borgo

Questo settembre è meraviglioso.

E tanto basterebbe per chiudere il post, buonanotte al secchio tanto oramai si sa che sono dissociata.

Allora per farvi dispetto io approfondisco: c’è il sole, sto in giro, faccio cose, vedo gente, ho la figlia figa, anche il sesso tuttobenegrazie.

Sono andata al Blogfest, come una nerd qualunque, che si spugnetta con twitter e fa le punte ai blogger famosi che nemmeno al red carpet di Cannes. Voglio dire, io raccontavo a Polly chi fosse chi, e quanto fossero morti di fama tutti quanti se si fanno le foto da bimbiminkia pur di avere i loro retweet autocelebrativo (che tanto si sa, se non ti retwittano non sei nessuno). Sono morta di noia ai #TA13, che sarebbero le premiazioni dei personaggi di Twitter (unico appunto: Scanzi è più alto di come me lo immaginavo). Mi sono divertita ai #MIA13 perchè Pinuccio fa spaccare. Solo che continuo a pensare che le categorie e le votazioni fatte così siano una cavolata, e quindi…no, non mi stai arrivando. Per la cronaca, anche io e Polly ci siamo fatte la foto da bimbeminchia, però noi siamo meglio. Fine della blogfest.

Qui a latitudini semi terrone il tempo è magnifico, il che significa che la domenica si va al mare. Qualcuno schiatterà di invidia, altri alzeranno il dito medio: mi dispiace non si può essere amati da tutti. In ogni caso ho sempre una branda libera, fatevi sotto.

Sono ricominciate tutte le attività settembrine che comprendono: scuola, nuoto e altre amenità varie. Sono ricominciati anche i frullamenti di maroni ascoltando la varia umanità mammesca sulle paranoie delle 27 ore, sulle bottigliette di plastica e sulle buche in camporella -io volevo scrivere anche genitore 1 e genitore 2 in questa frase, ma tanto di papà all’uscita da scuola se ne vedono pochissimi inutile essere politicamente corretti, sarebbe ipocrita. Vogliamo fare così, cari maschietti: spremete le meningi e arrotate le gonadi tentando di racimolare qualche minuto in più per i vostri figli, magari non solo la sera quando tornate a casa afflitti dal lavoro. Fate una sorpresa, stupiteli, raggirateli: vi giuro che i sorrisi che vi accoglieranno non potranno essere sostituiti da niente al mondo- Fine dell’angolo della pediatra. Anzi no: sono di nuovo rappresentante di classe. Anche in seconda. Di. Nuovo.

Ah… ho delle cose in ballo sul web, cose che mi esaltano e che mi fanno tremare le gambe. Progetti per cui un giorno mi dico “grande, sei proprio una pheega!” e il giorno dopo mi sento mormorare da sola “ma porco melo, cosa mi avrà detto la testa quando ho detto si?”. Robe gratis, che oramai ho quasi deciso che quando non vengo pagata io dia il meglio di me (no, non voglio che tutti mi offrano solo visibilità, mi piace la soddisfazione economica, ma devo avere la frizione del cervello che funziona male e mi salta la marcia, così quando scrivo aggratis mi viene tutto più facile, boh)

Ultima cosa. Ho preso coi saldi un reggiseno da Intimissimi che mi fa le tette di una ventenne. Cioè proprio non c’è competizione, ciao mare!

 

Le mie tasche piene di sassi

Esiste una differenza sostanziale tra prima e dopo.

Prima non avevo nessun problema ad incastrare impegni ed esigenze mie e di me stessa, l’animo bellamente  e leggiadramente diviso tra lavoro, amici, libri e cazzate. Prima ci sono sempre stata solo io, non che fossi egoista o insensibilmente chiusa in me stessa, ma di certo la risultante della mia vita era che solo io fossi al centro dei miei pensieri.

Prima erano serate, viaggi, scarpe. Prima qualche scivolone di stile era accettabile, prima avevo raggiungo un livello di resistenza all’alcol degno dei peggiori bar di Caracas.

Prima capitava di tradire, di gestire un numero di uomini superiore ad uno, di incazzarmi se nella lista di inviti delle amiche io non fossi segnata all’inizio.

Prima ci stava che mi annoiassi, ogni tanto. E che trovassi inutile una corsa a piedi scalzi sulla sabbia in inverno.

Qualche volta, prima, ho anche sprecato i soldi. Di certo lasciavo il rubinetto aperto anche se non era necessario, compravo jeans nonostante tutto e me ne fregavo di parcheggiare in doppia fila.

Non avevo minimamente idea del livello raggiunto dalla scuola, non sapevo chi è Merida, ignoravo i supereroi e gli staccattacca.

Prima non avevo capito che se ti si spegne la scintilla dentro, sei morta. Per farla rimanere accesa, comunque, non basta sorridere ma bisogna molto impegnarsi e faticare perchè mantenere lo stupore per la vita è molto difficile.

Prima ero più giovane.

Prima ero più scema anche se credevo di essere molto figa e intelligente.

Sette anni fa era prima.

Io da sette anni sono una persona migliore e il dopo che c’è adesso non lo cambierei con niente al mondo. E conto tanto sul fatto che questa mamma un pò sopra le righe possa aiutarti a capire bene cosa sono un prima e un dopo.

Buon compleanno amore mio.

Pillole di giovinezza e sapore di mare

Ciao Massimociavarro, ci si ribecca dopo 30 anni nelle stesse identiche condizioni: tu dietro lo schermo, io seduta sul divano.

Ti volevo dire che ora come allora io sospiro vedendoti, perchè sogno di essere dove stai tu. Allora piagnucolavo di amori non corrisposti, delle spiagge del Forte e della libertà dell’estate; oggi mi scende la lacrima a vedere i vietnamiti coltivatori di caffè.

ciavarro

Credits: Pechino Express

Caro Massimociavarro, sei sempre un bel ragazzo. Certo che il ricciolino di tuo figlio è uno schiaffo sfacciato del tempo che passa, ma il tuo occhio ceruleo fa sempre la sua porca figura.

Io volevo dirti Massimociavarro che non c’è bisogno che ti sistemi sempre la frangetta per coprire la piazza sterminata; per le ex giovani come me tu sei sempre un gran bel pezzo da brodo.

Quando ridi Massimociavarro tu potresti spostare le montagne, altro che peli e buoi: lo vedi che anche le modelle si slanguidiscono tutte e fanno le bocche a culo di gallina per impressionarti.

Mio caro Massimociavarro a me non importa nulla se hai fatto una comparsata nella telenovela Terra Nostra oppure se hai partecipato all’Isola dei Famosi; ti perdono anche  che tu non abbia sposato Isabella Ferrari scegliendo Eleonora Giorgi.

Posso anche accettare che ti faccia qualche cappero dal naso Massimociavarro, perchè tu resti il simbolo indiscusso di una generazione libera e frescona a cui tutti noi avremmo voluto appartenere (e invece siamo dovuti andare a lavorare)

Grazie Massimociavarro, perchè sei l’esempio vivente che le rughe si possono portare con stile: l’importante è dimenticare di avercele.

Ci vediamo presto in Tv, mantieni sempre questo basso profilo: che a dire cose intelligenti e sembrare acculturati ci scappa sempre l’inculata.

Ciao Massimociavarro.

massimo ciavarro

Credits: Pechino Express

La festa di compleanno dei figli #epicfail

A metà settembre dello scorso anno mi sono fissata un buon proposito per il futuro: eliminare la festa di compleanno della Gioppina.

Le abitudini locali sono degne della casa reale inglese: qui si invitano tutti i compagni di scuola, poi si aggiunge qualche amico del parchetto, più alcuni amici della materna senza dimenticare i figli degli amici di mamma e papà.

Senza dubbio alla festa parteciperanno anche gli adulti, facendo due chiacchiere e gironzolando per la saletta con aria annoiata si abbufferanno di patatine e panini al prosciutto cotto. In attesa della torta i bambini suderanno come lottatori di sumo e i genitori occuperanno tutte le sedie a disposizione (mai abbastanza).

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Ti regalo una perla: omeopatica

Sono strana, lo so, ma in mezzo al mar non amiamo farci menare per il naso.

Liberi tutti di fare quello che vogliono, io non credo che un prodotto che non ha nessuna composizione scientificamente accertabile possa curare.

Veramente si può fare  la prova che dopo la ennesima diluizione dentro l’acqua non ci sia più niente, basta uno spettrofotometro o simili; ma non starò qui a tediarvi.

Riguardo la memoria dell’acqua poi, confesso di amare solamente quella di Montalbano: uh, no…quella era la forma, niente da fare.

A chi mi dice che pur non credendo in questa medicina alternativa alla fine è riuscito a risolvere qualche problema medico, io rispondo: se l’hai comprato forse un po’ ci credevi e forse un po’ è suggestione o altro. Io certamente non ci credo e non ne uso: tra l’altro i “medicinali” omeopatici costano un botto.

La conclusione è questa: medico cura te stesso.

O forse: mogli e buoi dei paesi tuoi.

L’erba del vicino…

Ciao.

 

Partecipate!

Perlipedia

Ti auguro un buon anno

Domani sarà “solo” la seconda primaria, ma il primo giorno di ogni anno scolastico ti accompagnerà per tanti anni ancora. Ci saranno inizi attesi e anni svogliati, qualche volta preferirai essere altrove, molto spesso la curiosità prenderà il sopravvento.
Ti assicuro che la conoscenza è l’arma più potente che si possa usare in tutte le rivoluzioni, quando hai la possibilità di valutare le tue opzioni con chiarezza sei libero di scegliere. L’istruzione ti dà un vantaggio, fosse anche solo la certezza che il resto che ricevi sia giusto. Utilizzare il cervello per assimilare notizie nuove ti permette di abituarti ad avere nuovi punti di vista e trovare la soluzione che agli altri non viene in mente.
Sapere è potere, la cultura è status quo.
Non dimostrare di essere migliore alzando la voce, dimostra quello che sai. Per farlo hai già cominciato a imparare, continua con entusiasmo. Qualche volta sembrerà noioso, per la maggior parte del tempo è divertente (magari non te ne accorgi ma stai imparando anche ora che mi chiedi se le 15 e le tre del pomeriggio sono la stessa cosa).
Leggi, assimila le parole, sviluppa le idee, abbi dubbi. Leggi.
Ascolta i tuoi maestri, taci e bevi le parole di chi sa più cose di te: ruba il sapere, non ti ingabbieranno.

Non vedo l’ora che sono le sette di domattina, ma.
Anche io, amore, anche io.