Anni che passano, coppie inossidabili

Guardarsi da lontano, timidamente. Incontrarlo ogni giorno a scuola, lo sbruffone di turno, quello tosto, quello che non deve chiedere mai. Timidamente parlarsi, piacersi.

Nascondersi da una madre invadente, egoista, più attenta alle dicerie da paese che ai battiti del cuore di sua figlia, appesantita dall’assenza di un marito che è in America per lavorare.

Ridere con le amiche di questo “ragazzo” che aspetta sotto casa; quattordici anni e sentirsi grande.

Correre  a perdifiato verso la spiaggia, trovare un angolo di paradiso per baciarsi. Non posso ascoltare quello che dicono gli altri, questo sarà mio marito.

Finire la scuola, aggiustare la vita, trovare lavoro e uno stipendio per poter comprare la casa col mutuo.

Finalmente sposarsi, il più bel giorno, l’inizio di questa camminata che ci ha portato fino qui; salite pesanti, viali alberati, giornate oscure, insieme nella buona e nella cattiva sorte.

Io e mia sorella testimoni di quello che può l’amore.

Io e lei che vi aguriamo buon anniversario di matrimonio: 43 anni che sono una storia, la vostra storia, la famiglia.

Sognando di avere la vostra forza, prendendo atto che quel numero lì io non lo raggiungerò mai, scegliendo di prendervi come esempio ogni giorno.

Auguri mamma e babbo, siete proprio due eroi.

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