Questo post non l’ho scritto io #strettchaps

Non l’ho scritto io, ma avrei tanto voluto farlo.

Premessa uno:

mi vanto di conoscere gente molto figa (tanto oramai lo sapete che sono autoreferenziale ed egocentrica).

Premessa due:

succede a volte di non avere spazio web adatto a certi pensieri che vengono per la testa e si cerca qualcuno che ti ospiti avendo l’ambiente giusto.

Prologo (che lo scrivo qui, sennò in fondo non lo leggete):

questo guest post alza il livello in mezzo al mar almeno di un paio di migliaio di Klout -e la mia autostima di tre giri e un testacoda-

Grazie Silvia per il tuo contributo a #strettchaps (che, come dice la Franci, “is a state of mind”).

***

Facebook è la vita reale #strettchaps

Assidua frequentatrice di fb. Dove mi pare, con chi mi pare, per fare quello che mi pare.

Forse.

Anche per questioni di lavoro-2, ovviamente, condividi qua, shara là, commenta su, pubblica qui.

Gruppi, persone, richieste di amicizia, contatti, amici, conversazioni… Confusione. Troppe parole. A volte mi rintano in un angoletto anche su fb. Quel paio di nicchie che ho scavato anche lì. Perché io ogni tanto ho bisogno di riprendere fiato, di sfuggire alla confusione delle parole che si sovrappongono e seguire un discorso per volta. Concentrarmi. Su un sentimento, su un pensiero, su una persona. Far decantare.

Se sono in un gruppo ci sto, partecipo, sono presente. Se mi stanco mollo, mi allontano (con garbo?). Non è capriccio, è questione di sensazioni.

Socializzo, facilmente. Mi apro, raramente. Mi impegno, spesso. Mi diverto, con poco.

Mi piace. Su fb mi mancano un sacco di tasti: mi interessA, mi interessI, spiegami, Ti rendi conto di quello che scrivi?, perché?. No, il Non mi piace, tanto richiesto, non mi manca. Se non mi piace è un problema mio, o anche un non problema.

Mi piacciono le persone. Ho una passione smodata per le persone. Gioisco perché il mondo è pieno di persone.

Avete presente quando i genitori, da piccoli, vi trascinavano in posti noiosissimi, nei quali bisognava aspettare o andargli dietro senza nessun interesse? Ecco, riuscivo a non annoiarmi, perché tutto è pieno del miglior passatempo: le persone. Da osservare, da guardare. Piene di piccoli particolari, tutti diversi.

Per me fb è una festa: un posto pieno di persone. Mi divertono le persone, mi incuriosiscono. Sono così strane, a volte e così prevedibili, altre. Oddio come mi sento snob ora… cosa sono? Una bimba allo zoo? Ehi, tra le persone ci sei anche tu, scendi un attimo da quel piedistallo!

Le persone su fb le incontri. Le conosci. Le sfiori soltanto. Le saluti. Le apprezzi. Le trovi simpatiche. Ti ci fermi a parlare. Approfondisci. Ci scambi due parole. Non le capisci. Le capisci. Le eviti.

Poi arriva qualcuno, raro e prezioso, che RI-conosci. Leggi una frase e ti appartiene. Hai una sensazione di familiarità. Ti colpisce qualcosa. Hai voglia di continuare a parlare. Ti interessa. Ti coinvolge. Ti assomiglia. Gli riservi la parola “amico”.

Avvoca’! Ma lo vede cosa scrive di me su fb??!! [Non preoccuparti che lo scrive su fb, preoccupati che lo pensi]

Avvoca’! Ha scritto “fidanzat* ufficialmente” e non siamo ancora separati! [La separazione è uno stato mentale, chissà da quanto lo si è, a volte]

Avvoca’! Ma lo vede che foto pubblica? E tra gli amici c’ha pure nostr* figli* [A parte il fatto che vostr* figli* ha 11 anni e su fb proprio non dovrebbe esserci, chissà cosa pensano comunque di noi i nostri figli e cosa penseranno domani. Auguriamoci solo che siano persone che sanno molto perdonare]

Ecco come è reale fb. Entra nei rapporti, nei discorsi, nelle case, nelle scuole, nei tribunali… Mica è un’altra vita, allora. E’ sempre la stessa. Ricordalo!

Non sono mai riuscita a duplicare la mia vita. O meglio, l’avrò fatto mille volte: quando ho sfoggiato sicurezze che non avevo, quando ho messo maschere amabili, quando mi sono chiusa in gusci inutili.

Ma lo sdoppiamento tra reale e virtuale non lo comprendo. Di vita ne ho una e mi tocca farmela bastare. Già di mio oscillo sempre tra riempirla di troppe cose e restare inebetita a guardar scorrere quelle poche che ci sono. Ma sono abituata ad averne una. Che poi, a volte, è anche piuttosto faticosa, ma della quale ringrazio ogni giorno per come è.

La verità? E’ che non ti consentirò mai di portarti via qualcosa di vitale. Che sia un sentimento, che sia un pensiero, che sia una parte di me o solo un discorso. Per questo non mi spaventi. Vuoi parlarmi? Ti ascolto. Vuoi chiedermi? Ti spiego. Vuoi condividere? Prego, è aperto. Cosa ho da temere? Sono vigile, paro i colpi e rido molto. Come sempre del resto.

Dunque questo è fb per me? E che differenza c’è, allora, dalla vita reale?

#strettchaps? Ma perché? Che male puoi farmi?

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11 thoughts on “Questo post non l’ho scritto io #strettchaps

    • Io non mi sento mai in pericolo incontrando, conoscendo, incrociando una persona. Non sono mai diffidente, sono vigile, attenta. Il primo sentimento che provo è la curiosità e sono sempre disponibile alla fiducia.
      Poi, se non va, non è andata. Non metto a disposizione qualcosa che per me è vitale. Le persone che possono straziarmi, perché hanno in mano le parti essenziali di me, sono pochissime. Posso essere delusa, amareggiata, ma è un episodio. Di solito poi sono solo stupita: perché lo avrà fatto? Era inutile.

  1. io lo sai che la cosa che trovo più difficile da insegnare ai miei ragazzi (alcuni dei quali hanno 30 anni, bada, sono laureati e in teoria dopodomani potremmo essere colleghi), la più difficile, dicevo, è fargli capire che “reale” e “virtuale” non esistono, che le persone sono una cosa sola, che facebook e compagnia bella fanno parte del vivere. loro sono schiavi dei pensieri pieni di pregiudizi che gli ha trasmesso l’università, e io per smontarli gli dico “ieri sera ho incontrato per la prima volta una persona che conosco via blog da 7 anni, mi ha portato a cena in un posto bellissimo e quando siamo tornate abbiamo incrociato una macchina scassata, e fuori, disperata, c’era un’altra blogger, e anche lei la conoscevo…” eccetera. cosa vere, peraltro.
    ciò detto, #strettchaps

  2. Splendido post. Per tutti quelli che sanno vedere il grande regalo che ti fa una persona riservata quando apre una porta per farsi guardare un po’ dentro..

  3. Trovo il tuo blog per caso Lucia e me ne innamoro. Questo post di Silvia dice esattamente ciò che penso. Che differenza c’è in fondo tra reale e virtuale? Siamo pur sempre noi e decidiamo cosa mostrare agli altri e cosa tenere custodito per noi.

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