Caterina Caselli aveva ragione

Fatti una domanda e datti una risposta: i mantra marzulliani mi sono sempre piaciuti, forse perchè somigliano alla supercazzola o magari perchè i nonsense fanno parte della mia vita.

Allora io le domande me le faccio spesso e qualche volta trovo anche le risposte; generalmente il risultato è che io mi trovo molto intelligente e anche brillante, sexy, divertentissima, qualche volta capita che io mi dia anche ragione (e sapeste come sono felice, eh).

Ora, il nodo del contendere di ieri, mentre ero seduta sul water col cellulare in mano -che poi uno dice: se ti casca dentro ti sta bene- dicevo la questione che mi sono posta era la seguente: quanto peso do al giudizio degli altri?

Chiaramente la domanda era estrapolata dal contesto in cui è nata, altrimenti la risposta sarebbe stata “fare la cacca fa bene”. Il fatto era che ci pensavo già da un pò, diciamo da circa 30 anni, ma forse più intensamente da circa 10. Nel frattempo ho avuto tantissime occasioni di stare sotto i riflettori aspettando la paletta col voto: sport, divorzi, figli, lavoro. Uuuuhhhhhh, sapeste.

Capirete che dopo tutto questo ragionare, una risposta doveva venire fuori matura, e l’ambiente in cui è uscita, proprio il momento catartico, beh dovete ammettere che fosse perfetto, no?

Insomma io penso che il giudizio degli altri vale come l’ombra. Ora mi spiego.

Quando tu sei con una persona alta e grossa, quella persona -tranne che a mezzogiorno- farà un’ombra grande. La stessa cosa vale per una persona piccola ma quando è il tramonto, che le ombre si allungano.

Quello che volevo dire è questo: se il giudizio verso di me viene da una persona di grande valenza morale o che io ritengo una persona di grande rispetto, ciò che pensa di me quella persona avrà un peso grandissimo. Stessa cosa vale per una persona anziana o di grande esperienza, una persona che non ha più bisogno di sparare sentenze solo per farsi notare.

Se invece io sono in quella fase della vita (o del giorno, che si sa a volte l’umore è altalenante) di grazia piena, mi sento forte, in forma, eccellente, radiosa, eroa, allora il peso del giudizio degli altri è inesistente: vado avanti senza guardare in faccia nessuno.

Per tutta questa elaborata teoria dell’ombra -sviluppata in anni di domande e conclamata durante una seduta epica- generalmente io rido forte quando vedo le persone sbattersi accusando gli altri di “giudicarle”. E’ nella natura umana giudicare  ogni scelta e ogni parola, ogni sguardo e movimento esprimono qualcosa di me che tu automaticamente giudicherai: niente di male, tutto regolare. Magari, ho pensato, quello che fa tremare le gambe è la paura di dover sostenere un ruolo, paura di non riuscire a mantenere la coerenza di una vita o non giustificare con l’esistenza le parole dette o le scelte fatte.

Dunque per superare la crisi da pesce nell’acquario ci conviene valutare seriamente chi è il pubblico e da quale pulpito venga la predica; magari invece di puntare il dito verso quelli che giudicano dovremmo accartocciarci un pò a guardare il nostro comportamento.

Magari la teoria dell’ombra ci viene in aiuto.

Magari ve la regalo, così non dovrete aspettare il vostro momento catartico per elaborarne una.

15 thoughts on “Caterina Caselli aveva ragione

  1. Mi hai fatto morire😀 Comunque, sono seria e non ti scrivo dal bagno. In questo momento, dopo un accumulo di anni in cui sono stata presa a palettate, sono diventata allergica ai giudizi. Non sono saccente, almeno credo, ma buonista, il che è peggio!

  2. Si, aggiungerei anche di valutare il tipo di ombra: se è ombra creata dal sole cocente, da uno sbiadito neon o da luce riflessa. Tutti elementi che contribuiscono a capire lo spessore della critica e dell’opinione che viene mossa. O che muoviamo, anche.

  3. io continuo a chiedermi qhanto dovrò googlare per capire che c’entra caterina caselli e se alla fine ne varrà la pena. nel mentre tentenno e concordo. è l’ombra che fa la differenza.

  4. mi piace un sacco questa teoria dell’ombra, all’inizio ogni giudizio mi mandava in crisi, scattava l’autoanalisi, il processo alle mie intenzione, con il tempo ho imparato a valutarle in base all’interlocutore…ma ci ho messo troppo tempo. Questa teoria chiara la spiegherò a mia figlia….che ha tre anni. Meglio iniziare presto ed evitare inutili sbattimenti.
    thanks

Lascia un segno:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...