Non violentare te stessa

REUTERS/Jose Luis Gonzalez

REUTERS/Jose Luis Gonzalez

Allora oggi faccio così: me ne sto buonina in casa, non mi serve nulla fuori da quella porta e poi non ho voglia di affrontare l’esame degli sguardi della gente.

Un paio di occhialoni da sole sarebbe decisamente fuori luogo con questa orribile giornata di pioggia. La pioggia è arrivata proprio nel giorno giusto, va a braccetto col colore del mio stato d’animo.

Certo che dovrebbe piovere tutto l’anno se stiamo a guardare, così mi sentirei almeno compresa da qualcuno.

Ma forse quella sbagliata sono io: in fondo lui ha sempre detto che mi ama, e io ci credo. Mi ama come il primo giorno che ci siamo visti, quando ha capito che ero la donna della sua vita, che sarebbe diventato il mio cavaliere e l’uomo che mi avrebbe protetto. Io gli voglio bene e so che non è cattivo: solo che certe volte io faccio perdere la pazienza e allora lo capisco che non ce la fa a trattenersi.

Comprendo le lacrime e la sofferenza di quando mi chiede perdono, e mi promette che non lo farà più: lui soffre veramente e io non ce la faccio a metterlo nei casini. Io devo sopportare perchè lui davvero non ce la fa più.

Come posso pensare di tradirlo? Sarei un poco di buono. E poi dopo come potrei resistere alla sua arrabbiatura, dove potrei andare?

Non ho niente, non ho amici, non ho vie di fuga.

La volta scorsa, che ho chiamato i Carabinieri e che Francesca mi ha ospitato, dopo un paio di giorni lui è venuto a cercarmi in ginocchio: hai ragione, mi ha detto, sono un disastro. Non devo farle quelle cose, ma se mi lasci io come faccio ad andare avanti? Io mi ammazzo, ti prego torna.

Ho visto che era sincero, lo conosco da una vita. Mi fa soffrire, ma non potrei pensare a nessun altro che mi voglia bene come lui.

Anche oggi farò la stessa cosa: chiuderò il mio dolore nel cuore, coprirò i lividi con un pò di fondo tinta, cercherò di far passare qualche giorno.

Non c’è bisogno di dirlo a nessuno, nessuno potrebbe capire.

 

Non c’è violenza che possa essere superata da sola.

Non esiste violenza piccola.

Quello che fa i segni sul corpo non è amore.

Quello che ti tiene legata con la pietà non è un uomo.

L’uomo che ti tocca con forza e non ti fa godere non devi tenerlo vicino.

Dillo, parlane, grida. Vivi.

La giornata contro la violenza sulle donne è solo una scusa: non smettiamo mai di parlarne perchè il mondo è pieno di mostri.

 

3 thoughts on “Non violentare te stessa

  1. Su Fb è diventato virale il video della mamma malese che picchia selvaggiamente la figlia di 10 mesi. E’ stato messo su Youtube, sembra, dalla sorella di lei che voleva sputtanarla pubblicamente, ottenendo che fosse arrestata e processata per direttissima. Non l’ho mai guardato, chi ce l’ha fatta scrive che la neonata, dopo diversi minuti di botte, cercasse ancora conforto fra le braccia della mamma. Ecco quando leggo il delirio delle donne che ritornano con i loro aguzzini, ho in mente questa bambina qui. Quando questa è l’unica forma di “amore” che conosci, è difficile credere che possa esistere qualcosa di diverso.

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